Le cartucce per SNES oggi valgono quanto un investimento bancario

Negli armadi, nelle cantine e nelle soffitte di molti ex ragazzi degli anni Novanta potrebbero esserci ancora cartucce SNES capaci di valere migliaia di euro.
Negli armadi, nelle cantine e nelle soffitte di molti ex ragazzi degli anni Novanta potrebbero esserci ancora cartucce SNES capaci di valere migliaia di euro.
Le cartucce per SNES oggi valgono quanto un investimento bancario

Il mercato del retro-gaming Nintendo, spinto da collezionisti e aste online, premia soprattutto le tirature basse, le versioni rare e le copie tenute bene. Succede in particolare con alcuni giochi per Super Nintendo, la console arrivata in Europa nel 1992: titoli nati per essere giocati ogni pomeriggio e finiti, trent’anni dopo, tra gli oggetti da collezione.

Le quotazioni raccolte da siti specializzati come PriceCharting lo mostrano bene: una cartuccia senza scatola ha un prezzo, una copia completa di scatola e manuale un altro. Se poi è ancora sigillata, e davvero autentica, la storia cambia parecchio.

Tra i pezzi più cercati c’è Nintendo Powerfest 1994, una cartuccia realizzata per una gara organizzata da Nintendo negli Stati Uniti. Conteneva sezioni modificate di Super Mario All-Stars, Super Mario Kart e Ken Griffey Jr. Presents Major League Baseball, da completare entro un tempo limite. Ne sarebbero state prodotte circa 33, ma secondo fonti del collezionismo oggi se ne conoscono solo due.

Anche per questo, nelle stime riportate da PriceCharting, il valore può arrivare intorno ai 15mila euro. A guardarla distrattamente sembra una normale cartuccia grigia. Per chi segue il mercato, invece, è uno dei pezzi più ambiti. Lo stesso vale, pur con numeri diversi, per la Donkey Kong Country Competition Cartridge, usata in eventi promozionali e tornei come il Nintendo PowerFest ’94 e la Blockbuster World Video Game Championship II.

Dentro ci sono livelli selezionati e cinque minuti di tempo per fare più punti possibile. Sul retro c’è il dettaglio che conta: produzione di 2.500 esemplari. Un normale Donkey Kong Country si trova ancora senza troppi problemi; questa versione viene invece stimata tra 5.300 e 8.800 euro, a seconda delle condizioni. “La differenza la fa la storia dell’oggetto”, ripetono spesso i venditori specializzati. In questo caso, la storia pesa eccome.

Tirature limitate, versioni demo e giochi mai arrivati nei negozi: cosa fa salire il prezzo

A far salire il prezzo non sono solo i tornei. Alcune cartucce SNES rare non erano pensate per il pubblico comune, oppure funzionavano con apparecchi particolari. È il caso di Exertainment Mountain Bike Rally / Speed Racer, creata per il sistema fitness Life Fitness Exertainment, una cyclette collegata alla console. Il gioco, in pratica, aveva senso solo con quella macchina.

Mani con guanti bianchi esaminano una cartuccia grigia trovata in una scatola polverosa in soffitta
In soffitta, una cartuccia vintage viene controllata con cura: alcuni vecchi giochi possono oggi valere molto.

Una diffusione così ridotta ha fatto lievitare le quotazioni: secondo PriceCharting, gli esemplari possono andare da circa 2.400 a 10mila euro. Ancora più particolare è il capitolo dei giochi usati per l’addestramento militare. M.A.C.S. Moving Target Simulator e M.A.C.S. Basic Rifle Marksmanship Program facevano parte del sistema Multi-purpose Arcade Combat Simulator, utilizzato con una pistola ottica specifica per esercitazioni di tiro.

Non erano prodotti da negozio, né giochi destinati a finire sotto l’albero di Natale. Per questo oggi se ne vedono pochissimi. Le stime parlano di circa 5mila euro per il Moving Target Simulator e di circa 1.600 euro per il Basic Rifle Marksmanship Program. Anche una variante promozionale può fare la differenza: Mortal Kombat II “Not for Resale”, usata per demo o distribuzioni non commerciali, può aggirarsi intorno ai 900 euro.

Da EarthBound ad Aero Fighters: quando il flop commerciale diventa rarità da collezione

Ci sono poi giochi arrivati regolarmente sugli scaffali, ma diventati preziosi per un motivo semplice: all’epoca vendettero poco, oppure uscirono quando il Super Nintendo era ormai a fine corsa. Hagane: The Final Conflict, action platform a tema samurai, è uno degli esempi più citati. Fu pubblicato mentre l’attenzione del mercato si stava già spostando sulle nuove console, ebbe una distribuzione limitata e non venne ristampato.

Oggi, complice anche la buona fama tra gli appassionati, può essere valutato tra 1.300 e 10.300 euro, sempre in base allo stato della copia. Ancora più curioso è il caso di EarthBound, gioco di ruolo giapponese arrivato negli Stati Uniti con ambientazione moderna, umorismo surreale e una grande scatola con guida strategica, poster e adesivi. Negli anni Novanta non fu un grande successo. Solo dopo, grazie al passaparola e alle community online, è diventato un titolo di culto.

Una copia completa può arrivare, nelle stime più alte, a circa 7.500 euro. Anche Aero Fighters, versione nordamericana di Sonic Wings, ha seguito una strada simile: poca diffusione all’inizio, pochi esemplari rimasti, domanda in crescita. Le valutazioni indicate oscillano tra 1.600 e 4mila euro. Da gioco quasi ignorato a rarità da collezione.

Condizioni, scatola e manuale: come valutare un vecchio gioco SNES prima di venderlo

Prima di vendere un vecchio gioco SNES per pochi euro, meglio fermarsi un momento e controllare bene. Contano il titolo esatto, la regione, l’etichetta, eventuali scritte come “Not for Resale”, la presenza della scatola originale e del manuale. La differenza può essere enorme.

Una cartuccia sciolta, magari con l’etichetta rovinata, non vale quanto una copia completa; una confezione integra, senza pieghe evidenti, può cambiare il prezzo della trattativa. Se poi il gioco è ancora sigillato, serve prudenza: autenticità e provenienza vanno verificate. Le quotazioni pubblicate da piattaforme come PriceCharting sono buoni punti di riferimento, ma non sono prezzi garantiti. Il mercato del collezionismo Nintendo cambia con la domanda, con le aste concluse e con le condizioni reali dell’oggetto.

Chi trova una vecchia scatola in cantina dovrebbe evitare pulizie aggressive, adesivi strappati via male o prove frettolose su console non controllate. Meglio fare foto chiare, confrontare le versioni e, nei casi più rari, chiedere il parere di un negozio specializzato. A volte è solo nostalgia. Altre volte, in quella scatola dimenticata, c’è davvero un piccolo patrimonio.

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