Il testo che appare avvisa che Netflix non sarà più disponibile su quel determinato apparecchio a partire da una data precisa. È una notifica ufficiale, inviata ai possessori di dispositivi che non soddisfano più i requisiti tecnici minimi della piattaforma. Superato il termine indicato, sull’apparecchio in questione l’applicazione non potrà più essere aperta, installata o aggiornata.
A finire fuori gioco sono soprattutto le smart TV più datate, in genere quelle prodotte prima del 2015, insieme ad Apple TV di prima, seconda e terza generazione, ad alcuni vecchi dispositivi Amazon Fire TV e a diversi smartphone ormai superati. Il motivo è di natura hardware: i processori di un tempo non riescono a gestire i codec video più recenti, come l’AV1, né a ricevere gli aggiornamenti di sistema necessari a soddisfare gli standard attuali di riproduzione e sicurezza.
Addio Netflix su questi dispositivi
Non è una vicenda nuova. Netflix esegue periodicamente una sorta di pulizia, dismettendo il supporto per gli apparecchi che non riescono più a stare al passo con l’evoluzione del servizio. Lo stesso era accaduto in passato con lettori DVD e Blu-ray, vecchie console e altri televisori connessi di prima generazione, mano a mano che la qualità dello streaming è cresciuta.

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La buona notizia è che non serve sostituire l’intero televisore. La soluzione più semplice ed economica è collegare un dispositivo esterno tramite la porta HDMI, come una Amazon Fire TV Stick o un Chromecast, che riportano l’app sullo schermo a prescindere dall’età del pannello. Si tratta di accessori che costano poche decine di euro e che, di fatto, danno una seconda vita a una TV altrimenti tagliata fuori.
In Italia la questione tocca due categorie in particolare: chi ha acquistato smart TV di fascia media tra il 2012 e il 2015 e chi usa ancora un vecchio smartphone come secondo dispositivo per lo streaming. Prima di procurarsi una chiavetta vale comunque la pena controllare se per il proprio apparecchio sia disponibile un aggiornamento software, perché in alcuni casi basta quello a rinviare l’addio. La data riportata nel messaggio resta in ogni caso il riferimento da tenere d’occhio per non farsi cogliere impreparati.