Secondo gli agenti, i ladri hanno approfittato di pochi secondi di distrazione per portare via una borsa e provare poi a sparire tra la folla. Una scena normale, una foto ricordo davanti a uno dei monumenti più visitati d’Italia, è diventata così un caso di furto con destrezza. È la cosiddetta trappola del selfie: semplice, veloce, costruita su un momento in cui la vittima guarda altrove.
Il furto è avvenuto a largo Gaetana Agnesi, punto panoramico molto frequentato da chi arriva verso il Colosseo. Una donna aveva appoggiato la propria borsa su un muretto per mettersi in posa. In quegli stessi istanti, secondo la ricostruzione della Polizia, due uomini si sarebbero mossi tra i turisti, osservando chi era impegnato con lo smartphone, fino a puntare due donne intente a fotografarsi.
Gli agenti del Nucleo PolMetro, già in servizio nella zona contro borseggi e furti, hanno notato quei movimenti e li hanno seguiti a distanza. Poi il gesto, rapido: uno dei sospettati si sarebbe avvicinato alla borsa lasciata incustodita e l’avrebbe presa. Nessuna scena studiata nei dettagli. Solo tempismo, folla e distrazione.
Il passaggio di mano: così la refurtiva cambia subito proprietario
Per gli investigatori, il dettaglio chiave è stato il passaggio di mano tra i due complici. Dopo aver preso la borsa, l’uomo non l’avrebbe tenuta con sé: l’avrebbe consegnata subito all’altro, così da non essere trovato con la refurtiva addosso in caso di controllo. È un sistema ben noto nelle zone affollate: chi ruba si libera subito dell’oggetto, il complice si allontana e la vittima spesso se ne accorge quando ormai è troppo tardi.
Questa volta, però, la scena si è svolta sotto gli occhi dei poliziotti. Gli agenti sono intervenuti, hanno recuperato la borsa rubata e hanno arrestato un 25enne di nazionalità algerina con l’accusa di furto con destrezza. L’arresto, secondo quanto riferito, è stato poi convalidato dall’autorità giudiziaria. Il secondo uomo, invece, è riuscito ad allontanarsi tra i passanti. Nel bilancio operativo del Nucleo PolMetro sono stati indicati in tutto sei arresti, legati a diversi episodi di furto nella Capitale.
Turisti nel mirino: perché bastano pochi secondi
I luoghi più affollati — monumenti, stazioni, fermate della metro, piazze e vie dello shopping — sono terreno favorevole per i ladri perché l’attenzione delle persone è spesso altrove: una mappa, l’inquadratura giusta, il telefono, il gruppo da radunare. Con il selfie il rischio aumenta. Chi scatta tende a liberare le mani, ad appoggiare zaini e borse “solo per un attimo”, a concentrarsi sullo schermo.
Ed è proprio lì che si apre lo spazio per il furto. L’area del Colosseo, attraversata ogni giorno da un flusso continuo di visitatori, è da tempo al centro di controlli mirati contro borseggi e piccoli furti. Nei punti panoramici come largo Gaetana Agnesi, gli agenti osservano movimenti ripetuti, cambi improvvisi di direzione, persone che si avvicinano troppo agli effetti personali degli altri. “Bastano pochi secondi”, spiegano fonti investigative quando raccontano episodi di questo tipo. Il tempo di controllare una foto, sorridere, rifarla meglio. E la borsa non c’è più.
Borse, zaini e valigie: le mosse semplici per non farsi derubare
La prima regola, ricordata anche dalle forze dell’ordine nelle campagne di prevenzione, è non separarsi mai da borse, zaini e valigie, soprattutto nei luoghi turistici e sui mezzi pubblici. Durante una foto, gli oggetti personali dovrebbero restare chiusi e indossati. Documenti, portafogli e smartphone non andrebbero messi nelle tasche esterne, facili da aprire o da tagliare. Se serve liberarsi di qualcosa per scattare, meglio affidarlo a una persona del gruppo: mai lasciarlo su un muretto, su una panchina o a terra.
Attenzione anche a chi sembra non c’entrare nulla. La trappola del selfie, come mostra il caso romano, può funzionare con più persone: una prende, l’altra riceve, un’altra ancora può coprire la visuale. Per questo conviene guardarsi intorno, non solo fissare l’obiettivo del telefono. Nei posti affollati è meglio tenere lo zaino davanti al corpo, chiudere bene le cerniere e non lasciare mai bagagli fuori dal proprio campo visivo. Una precauzione semplice, forse persino banale. Ma spesso basta quella per evitare che una foto ricordo finisca in una denuncia.