Le prime tracce della funzione, chiamata “Chat ristretta”, sono state individuate oggi, 16 settembre 2026, nella beta Android 2.26.36.5. L’idea, in casa Meta, è semplice: ridurre il rischio che i messaggi più sensibili finiscano sotto occhi sbagliati quando lo stesso account viene usato anche fuori dallo smartphone.
La funzione è stata segnalata da WABetaInfo dopo l’analisi del codice di WhatsApp beta per Android 2.26.36.5. Per ora, però, non è attiva: non la vedono nemmeno gli utenti iscritti al programma di test. Siamo ancora alla fase dei lavori in corso. WhatsApp non ha indicato una data di uscita e non ha detto se, o quando, l’opzione arriverà nella versione stabile dell’app.
Il nome provvisorio è Restricted Chat, tradotto come Chat ristretto. In sostanza, si tratta di una protezione da applicare a singole conversazioni. Non una regola valida per tutto l’account, quindi, ma una scelta da fare chat per chat. Utile, per esempio, per quei dialoghi che l’utente non vuole ritrovare su WhatsApp Web, su un tablet usato in famiglia o su un portatile dell’ufficio. Sembra un dettaglio. Nell’uso di tutti i giorni, però, può fare la differenza.
Così WhatsApp bloccherà la sincronizzazione sui dispositivi collegati
Oggi WhatsApp consente di usare lo stesso account su più dispositivi collegati, anche senza tenere il telefono sempre connesso. È una comodità ormai normale: si risponde dal computer, si legge dal tablet, si passa da uno schermo all’altro senza pensarci troppo. Il rovescio della medaglia è evidente: più dispositivi significa anche più posti in cui una conversazione può essere letta.
Con Chat ristretto, stando a quanto emerge dalla beta, una chat selezionata resterà visibile solo sul telefono principale. Gli altri dispositivi continueranno a funzionare per tutto il resto dell’account, ma non riceveranno quel singolo thread. In pratica, anche se una sessione di WhatsApp Web è ancora autorizzata, quella conversazione non verrà sincronizzata.
Il caso più delicato è quello delle sessioni dimenticate. Può succedere di lasciare aperto WhatsApp Web su un computer condiviso, oppure di non controllare per mesi la sezione Dispositivi collegati, dove già oggi si possono vedere gli accessi attivi e chiuderli. La nuova opzione aggiungerebbe una protezione in più: il dispositivo collegato resta valido, ma la chat scelta non arriva fin lì. In quel caso, la conversazione resta “di casa” solo sul telefono.
Chat ristrette, privacy avanzata e codice segreto: cosa cambia
La novità sembra affiancarsi all’attuale funzione di Privacy avanzata della chat, che già blocca alcune azioni considerate sensibili. Quando è attiva, gli altri partecipanti non possono esportare l’intera conversazione, foto e video non vengono salvati automaticamente nella galleria e i messaggi non possono essere usati con Meta AI. Inoltre, WhatsApp mostra un avviso nella chat quando qualcuno cambia questa impostazione, così tutti i partecipanti lo sanno.
Il nome Chat ristretto dovrebbe rendere più immediato il senso della protezione. Attenzione, però: una chat senza questa opzione non è “scoperta”. Le conversazioni personali su WhatsApp restano protette dalla crittografia end-to-end. La nuova restrizione aggiunge un altro tipo di controllo: non riguarda tanto il contenuto del messaggio, quanto i posti in cui quel contenuto può comparire fuori dal telefono principale.
Va poi distinta dal blocco chat tramite codice segreto. Quella funzione serve a proteggere l’accesso dentro l’app: può chiedere impronta, riconoscimento del volto o codice, e può nascondere la cartella delle conversazioni bloccate. Chat ristretto, invece, agisce sulla sincronizzazione. Se il problema è qualcuno che prende in mano il telefono già sbloccato, servono codice e biometria. Se invece il timore è ritrovare quella chat su un portatile aziendale o su un secondo smartphone, la nuova restrizione sembra pensata proprio per questo.
Backup, notifiche, iPhone: i punti ancora da chiarire
Restano diversi interrogativi. La beta non spiega come Chat ristretto si comporterà con i backup, se le notifiche mostreranno contenuti sui dispositivi collegati o se l’uscita arriverà nello stesso periodo anche su iPhone. Non si può escludere che Meta decida di collegare questa protezione al blocco tramite codice, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per dirlo.
La funzione, comunque, non cancella ogni rischio. Tenere una chat su un solo dispositivo riduce l’esposizione, ma non impedisce all’altra persona di copiare un messaggio, fare uno screenshot o fotografare lo schermo con un altro telefono. E non rende prudente inviare password, codici di verifica o dati bancari in una conversazione, anche se protetta.
Secondo WABetaInfo, la scelta potrebbe essere legata anche alla diffusione di client web modificati e strumenti non autorizzati in grado di leggere conversazioni dai dispositivi collegati. Alcuni servizi, viene osservato, possono persino inoltrare i messaggi ad agenti di intelligenza artificiale senza che gli altri partecipanti se ne accorgano. Se il thread non viene mai sincronizzato fuori dal telefono principale, quella strada si chiude. Almeno in parte. Per gli utenti, però, non c’è ancora un pulsante da cercare nelle impostazioni: finché WhatsApp non attiverà ufficialmente la funzione, Chat ristretto resta una traccia nel codice e poco più.