Il Governo italiano prepara un nuovo passo per l’IT Wallet. A luglio 2026, con le nuove linee guida in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il portafoglio digitale dentro app IO si allarga e punta a raccogliere altri documenti personali, dall’ISEE alla tessera sanitaria. L’idea è semplice: avere più certificati a portata di telefono e usarli online quando servono. Una novità attesa, soprattutto dopo l’arrivo della patente digitale, che ha fatto vedere le possibilità del sistema ma anche qualche inciampo tecnico.
Dall’ISEE alla tessera sanitaria: arrivano i nuovi documenti digitali
Nel nuovo IT Wallet entreranno attestati che oggi, nella vita di tutti i giorni, costringono ancora a passare da portali, sportelli, moduli e download. Ci sarà l’ISEE, con i dati forniti dall’INPS. Arriveranno anche i documenti legati a titolo di studio e iscrizione scolastica, messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Per università e alta formazione, invece, le informazioni saranno fornite dal Ministero dell’Università e della Ricerca: titolo accademico conseguito e iscrizione agli istituti di formazione superiore.
Nel pacchetto rientrano anche le certificazioni collegate all’ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente: residenza, diritti politici, iscrizione alle liste elettorali e soglie di età. Poi ci sono tessera sanitaria, Tessera Europea di Assicurazione Malattia, Carta europea della disabilità, patente di guida mobile e deleghe digitali. Il senso pratico è chiaro: evitare richieste ripetute e permettere ai cittadini di mostrare o condividere attestati già verificati. Meno carte, meno passaggi, meno code. Almeno nelle intenzioni.
Sperimentazione anche ai privati: cosa dicono le linee guida
Le novità sono contenute nelle “Linee Guida del Sistema IT-Wallet e regole per la sperimentazione”, firmate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica Alessio Butti, dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo. Il documento apre una nuova fase di test del portafoglio digitale, che non sarà limitata soltanto agli enti pubblici.

Smartphone con portafoglio digitale e documenti sul tavolo, simbolo dell’estensione dell’IT Wallet e dei servizi online.
La sperimentazione potrà coinvolgere anche operatori privati. È un passaggio importante, e non privo di nodi, perché porta l’identità digitale oltre il rapporto tradizionale tra cittadino e pubblica amministrazione. In futuro banche, assicurazioni, servizi regolati o piattaforme abilitate potrebbero chiedere attestazioni digitali con procedure più snelle, sempre dentro le regole fissate dal sistema. La linea del Governo, nei dossier sull’innovazione, è quella della semplificazione nell’accesso ai servizi. Resta però aperta una domanda concreta: chi potrà vedere i dati, per quanto tempo e con quali garanzie.
App IO, scelta volontaria e i problemi ancora da risolvere dopo la patente
La richiesta dei nuovi documenti su app IO sarà volontaria. Ogni cittadino potrà scegliere se aggiungere o no un attestato al proprio IT Wallet, senza attivazioni automatiche. Non è un dettaglio da poco: dentro il portafoglio digitale finiscono informazioni delicate, legate a salute, studio, reddito, residenza e diritti civici. Per questo il sistema dovrà essere facile da usare, ma anche chiaro. Non solo per chi vive con lo smartphone in mano.
Il precedente della patente digitale su app IO, già disponibile ma segnalata da alcuni utenti per problemi tecnici, pesa sulla nuova fase. In questi mesi sono state raccontate difficoltà di visualizzazione e accesso, con disagi finiti sui canali di assistenza e nei forum dedicati ai servizi pubblici digitali. Secondo le prime indicazioni, l’allargamento dell’IT Wallet dovrebbe andare avanti a tappe, così da controllare stabilità, sicurezza e dialogo tra le banche dati pubbliche. La promessa è fare tutto online. La sfida, adesso, è farlo funzionare davvero.