IT Wallet, arrivano le novità: pioggia di documenti integrati, niente più code e scartoffie al Comune

Entro la fine del 2026, l’IT-Wallet dentro l’app IO dovrebbe allargarsi a nuovi documenti digitali: Isee, titoli di studio, certificati anagrafici e tessera elettorale.
Entro la fine del 2026, l’IT-Wallet dentro l’app IO dovrebbe allargarsi a nuovi documenti digitali: Isee, titoli di studio, certificati anagrafici e tessera elettorale.
IT Wallet, arrivano le novità: pioggia di documenti integrati, niente più code e scartoffie al Comune

È quanto prevedono le nuove Linee Guida del Sistema IT-Wallet, che puntano a portare sullo smartphone una parte sempre più ampia dei documenti usati nei rapporti con la Pubblica amministrazione.

Il portafoglio digitale nazionale, partito con patente di guida, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità, entra ora in una fase più ampia. Nelle Linee Guida IT-Wallet e nelle regole della nuova sperimentazione compaiono l’Isee, il diploma, la laurea, l’iscrizione scolastica e quella universitaria. Ci sono poi la residenza e l’iscrizione nelle liste elettorali, collegata alla tessera elettorale.

L’obiettivo indicato dal governo, attraverso il sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti e i ministri coinvolti, tra cui Giancarlo Giorgetti e Paolo Zangrillo, è semplice: mettere nel telefono attestazioni che oggi sono sparse tra uffici, portali e sportelli. Non arriverà tutto insieme. I tempi dipenderanno anche dai passaggi tecnici necessari al rilascio. Ma la strada è segnata: meno certificati da chiedere ogni volta, più dati verificabili direttamente dall’app IO.

Da INPS, ministeri e Anpr: da dove arriveranno gli attestati

Ogni documento caricato nell’IT-Wallet dovrà avere alle spalle una fonte pubblica certificata, così da mantenere valore e affidabilità. L’Isee sarà legato ai dati dell’INPS. Per diplomi e iscrizioni scolastiche il riferimento sarà il ministero dell’Istruzione e del Merito. Per lauree, titoli accademici e iscrizioni agli atenei toccherà invece al ministero dell’Università e della Ricerca.

Mano che tiene uno smartphone con interfaccia di portafoglio digitale, su scrivania con documenti cartacei e penna
Uno smartphone con portafoglio digitale sullo sfondo di documenti cartacei, simbolo della digitalizzazione dei servizi pubblici.

La parte anagrafica — dalla residenza all’iscrizione nelle liste elettorali, fino ad alcune attestazioni sui diritti politici e sui requisiti legati all’età — arriverà dall’Anpr, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. È l’archivio unico dei cittadini italiani, già usato da Comuni e amministrazioni per molte certificazioni online. In sostanza, il documento mostrato nell’app non sarà una copia caricata dall’utente, ma un’attestazione prodotta a partire da banche dati ufficiali.

App IO, come aggiungere i documenti e quando servirà CieID

L’inserimento dei nuovi documenti nell’app IO non sarà automatico e non sarà obbligatorio. Sarà il cittadino a scegliere quali attestazioni aggiungere al proprio Portafoglio digitale, confermando ogni volta la propria identità. Un passaggio importante, perché si parla di dati personali, fiscali, scolastici e anagrafici.

La procedura prevista è lineare: si apre l’app IO, si entra nella sezione Portafoglio, si seleziona “Aggiungi al Portafoglio”, si sceglie il documento e si completa la verifica dell’identità. Per alcune attestazioni potrebbe bastare l’accesso con SPID. Per altre, invece, servirà anche CieID, l’app collegata alla Carta d’Identità Elettronica. Solo dopo questo passaggio il documento potrà essere associato al profilo digitale dell’utente.

Dalla Pa ai privati: cosa cambia per cittadini e aziende

La novità più delicata è l’apertura dell’IT-Wallet anche ai soggetti privati, finora rimasti fuori dal perimetro principale del sistema. In prospettiva, il portafoglio digitale potrà essere usato non solo nei rapporti con la Pubblica amministrazione, ma anche con aziende e servizi autorizzati a chiedere o verificare determinate attestazioni. Per esempio, dimostrare un requisito anagrafico, un’iscrizione o un titolo senza consegnare copie cartacee.

La vigilanza sul funzionamento del sistema sarà affidata all’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, che dovrà seguire regole tecniche, sicurezza e dialogo tra le diverse piattaforme. Per i cittadini il vantaggio atteso è una burocrazia più leggera, anche se molto dipenderà da quanto enti e imprese useranno davvero lo strumento. Per le aziende, invece, si apre la strada a verifiche più rapide e uniformi. Con un punto fermo: la scelta di usare l’IT-Wallet resterà nelle mani dell’utente.

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