Un iPhone che continua ad accendersi dopo una caduta in acqua può dare l’impressione che sia andato tutto bene, ma non è sempre così.
Apple ricorda che la resistenza ad acqua, schizzi e polvere non è una condizione permanente e può diminuire con usura e urti. Per questo, dopo un contatto importante con liquidi, conviene osservare il telefono nelle ore successive e prestare attenzione a segnali come audio ovattato, fotocamere appannate, problemi di ricarica o comportamenti anomali.
La spia LCI può rivelare il contatto con liquidi
Su molti modelli di iPhone è presente un Liquid Contact Indicator, o LCI, visibile dall’esterno. Normalmente è bianco o argentato e diventa completamente rosso quando entra in contatto con acqua o con un liquido contenente acqua. La posizione cambia in base al modello e, su alcuni iPhone venduti in determinate aree con sola eSIM, non esiste un LCI visibile esternamente.
Il controllo va quindi fatto seguendo la documentazione Apple del proprio modello, senza infilare strumenti nei fori o nelle aperture. Un LCI rosso indica che l’indicatore è entrato in contatto con un liquido, ma non consente da solo di stabilire quali componenti siano danneggiati. Apple precisa inoltre che i danni da liquidi non sono coperti dalla garanzia limitata di un anno, pur restando eventuali diritti previsti dalla normativa a tutela dei consumatori.
Fotocamere, audio e display: i segnali da osservare
I segnali più evidenti possono comparire anche senza un avviso specifico. Un altoparlante che suona ovattato subito dopo il contatto con l’acqua può semplicemente avere ancora liquido nella zona delle aperture e tornare normale una volta asciutto. Più sospetti sono invece appannamento persistente dietro le lenti, problemi al touch, riavvii insoliti, fotocamere che non funzionano correttamente o Face ID che smette improvvisamente di riconoscere il volto.

Controllo del danno da liquidi: torcia sullo slot SIM di uno smartphone bagnato dopo una caduta in acqua.
Nessuno di questi sintomi, preso da solo, dimostra però un danno da acqua. Possono avere anche altre cause. La cosa importante è osservare se sono comparsi subito dopo l’immersione e se persistono dopo che il telefono ha avuto il tempo di asciugarsi. Anche l’avviso di liquido nel connettore Lightning o USB-C va preso sul serio: sui modelli compatibili significa che il sistema ha rilevato umidità nel connettore, nel cavo o nell’accessorio.
Cosa fare subito e cosa evitare assolutamente
In questo caso Apple raccomanda di scollegare il cavo e non ricollegarlo finché tutto non è asciutto. Il telefono va tenuto in una zona asciutta e ventilata, con il connettore rivolto verso il basso dopo averlo picchiettato delicatamente contro la mano per eliminare il liquido in eccesso. Per la ricarica via cavo Apple indica di attendere almeno cinque ore dopo un contatto con liquidi; se compare ancora l’avviso, l’asciugatura completa può richiedere fino a 24 ore.
Da evitare il riso: Apple lo sconsiglia perché piccoli residui potrebbero entrare nel connettore e danneggiarlo. Non vanno usati nemmeno phon, fonti di calore, aria compressa, cotton fioc o carta inserita nella porta. Se l’iPhone è entrato in contatto con acqua salata, acqua di piscina o altri liquidi diversi dall’acqua, Apple consiglia di risciacquare l’area interessata con acqua del rubinetto e poi asciugare con un panno morbido e privo di pelucchi.
Se dopo l’asciugatura restano fotocamere appannate, riavvii, problemi al display, Face ID non funzionante, ricarica anomala o un LCI rosso, è prudente rivolgersi all’assistenza. L’acqua può causare corrosione e alcuni problemi possono emergere con ritardo. La regola più utile è quindi non fidarsi soltanto del fatto che l’iPhone si riaccenda: dopo una vera immersione, il comportamento nelle ore e nei giorni successivi conta molto di più.