Il 9 settembre Apple ha tolto i veli su iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e sul suo primo smartphone pieghevole, iPhone Duo, nel primo keynote guidato dal nuovo amministratore delegato John Ternus, subentrato a Tim Cook (passato al ruolo di presidente esecutivo) proprio a inizio mese. È un evento che arriva in un momento particolare del mercato, con Samsung che da febbraio ha già rinnovato la gamma S26 e da luglio ha ridisegnato l’intera famiglia dei pieghevoli. Il confronto che segue prova a mettere ordine tra questi quattro fronti: l’aggiornamento annuale di iPhone, la sfida diretta con il flagship Samsung più recente e, infine, il duello tra i due approcci ai telefoni a libro.
iPhone 17 Pro contro iPhone 18 Pro: cosa cambia davvero
Sulla carta, iPhone 18 Pro e Pro Max non stravolgono un impianto che Apple ha già consolidato con la generazione 2025. Le diagonali restano identiche, 6,3″ per il Pro e 6,9″ per il Pro Max, così come l’impostazione dei pannelli OLED Super Retina XDR con ProMotion a 120 Hz e picco di luminosità dichiarato a 3.000 nit. Il salto più concreto è sotto la scocca: il passaggio dall’A19 Pro, prodotto a 3 nanometri, al nuovo A20 Pro a 2 nanometri porta con sé un incremento di prestazioni ed efficienza che Apple stima rispettivamente attorno al 15-18% e al 30% in meno di consumo, un dato che nella pratica quotidiana si traduce più in autonomia stabile che in potenza bruta percepibile, dato che iPhone 17 Pro era già ampiamente sovradimensionato per l’uso comune.
La novità più interessante riguarda il comparto fotografico: la fotocamera principale Fusion da 48 MP guadagna un’apertura variabile, capace di regolarsi tra f/1.48 e f/4.0 a seconda della scena, una soluzione fisica che finora nessun iPhone aveva mai adottato e che promette un controllo più fine della profondità di campo senza intervento software.
A questo si affianca il nuovo modem proprietario Apple C2, che riduce ulteriormente la dipendenza da Qualcomm, e una Dynamic Island più compatta grazie all’integrazione di alcuni componenti del Face ID sotto il display. Il design esterno cambia in modo sottile ma non banale: il retro unisce ora alluminio e vetro dello stesso colore, con quattro finiture al lancio, nero, argento, il nuovo Glacier (azzurro ghiaccio) e Burgundy. Il prezzo segna un aumento di 100 dollari rispetto alla generazione precedente, 1.199 dollari per il Pro e 1.299 per il Pro Max negli Stati Uniti, con i listini italiani che seguiranno l’apertura dei preordini del 12 settembre e la vendita dal 18.
Chi possiede già un iPhone 17 Pro difficilmente troverà, in questi numeri, una ragione sufficiente per il salto immediato: le differenze reali si concentrano sulla fotocamera e su un’efficienza energetica migliorata, non su un cambio di categoria. Discorso diverso per chi arriva da modelli più datati, per i quali l’insieme di chip, autonomia e fotocamera rappresenta un aggiornamento più sostanziale.

Nuovi iPhone, cosa cambia davvero-melablog.it
iPhone 18 Pro Max contro Samsung Galaxy S26 Ultra
Il confronto con il concorrente più diretto lato Android chiama in causa il Galaxy S26 Ultra, presentato da Samsung lo scorso 25 febbraio e disponibile dall’11 marzo. Qui le filosofie restano distanti quanto lo sono sempre state. Samsung punta su un display piatto da 6,9″ con risoluzione QHD+ e refresh rate variabile fino a 120 Hz, arricchito da una funzione inedita, la Privacy Display (Flex Magic Pixel), che rende lo schermo illeggibile a chi guarda di lato senza bisogno di una pellicola aggiuntiva. Sotto la scocca lavora lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 personalizzato per Galaxy, abbinato a 12 o 16 GB di RAM, una configurazione di memoria superiore rispetto ai 12 GB fissi di iPhone 18 Pro Max.
Sul fronte fotografico la distanza numerica è netta: il sensore principale da 200 MP con apertura f/1.4 di Samsung, affiancato da un ultra-grandangolare da 50 MP e da due teleobiettivi (5x e 3x), offre una versatilità di inquadrature che il sistema a tripla fotocamera Fusion di Apple non replica nello stesso modo, anche se l’apertura variabile introdotta da iPhone 18 Pro Max lavora in una direzione complementare, puntando sulla qualità dello scatto singolo più che sulla varietà focale. La batteria di Galaxy S26 Ultra, da 5.000 mAh con ricarica cablata a 60 W, resta un altro punto a favore di Samsung sulla carta, considerando che Apple non ha mai comunicato apertamente la capacità delle proprie celle e che storicamente iPhone compensa con l’ottimizzazione software più che con la capienza.
Le due esperienze restano comunque difficilmente sovrapponibili: chi sceglie iPhone 18 Pro Max lo fa per l’ecosistema Apple, per Face ID e per un’interfaccia che cambia poco di anno in anno mantenendo però coerenza; chi opta per Galaxy S26 Ultra guadagna una fotocamera più versatile, la S Pen integrata e sette anni di aggiornamenti software promessi da Samsung, un impegno che nel tempo ha ridotto sensibilmente il divario di supporto a lungo termine con Cupertino.
Duello tra pieghevoli: iPhone Duo contro la famiglia Galaxy Z
È qui che si gioca la partita più interessante dell’autunno. Apple entra per la prima volta nella categoria dei pieghevoli con iPhone Duo, un dispositivo a libro con display esterno da 5,4″ e interno da 7,6″, entrambi Super Retina XDR OLED con lo stesso rapporto d’aspetto per garantire continuità visiva, scocca in titanio di grado 5 e una cerniera composta da oltre cento componenti.
Il chip è lo stesso A20 Pro dei modelli Pro, affiancato da un’architettura a doppia batteria che promette fino a 31 ore di video sul display interno e 44 su quello esterno. Il comparto fotografico si ferma però a due sensori Fusion da 48 MP, principale e ultra-grandangolare, senza il teleobiettivo dedicato dei modelli Pro tradizionali. Un dettaglio che pesa sull’esperienza quotidiana è l’assenza del Face ID: la fotocamera FaceTime resta nascosta sotto il display, una scelta elegante dal punto di vista estetico ma che finora, su qualunque produttore l’abbia adottata, ha comportato qualche compromesso di qualità nei selfie. Il prezzo di partenza è di 1.999 dollari per il taglio da 256 GB, fino a 3.000 dollari per la versione da 2 TB, con preordini in Italia dal 16 ottobre e vendita dal 23.
Samsung, dal canto suo, arriva a questo confronto con otto generazioni di esperienza alle spalle e una gamma che a luglio si è improvvisamente allargata a tre modelli. Il Galaxy Z Fold8 Ultra eredita l’impostazione “tradizionale” dello Z Fold7, con display interno da 8″ e fotocamera principale da 200 MP, partendo da 2.299 euro; è probabilmente il termine di paragone più corretto per iPhone Duo, essendo entrambi pensati come pieghevoli a libro premium orientati alla produttività. Accanto a questo, il nuovo Galaxy Z Fold8 introduce un formato inedito, più corto e largo, pensato per aprirsi come un piccolo tablet 4:3 piuttosto che come un libro allungato, con un peso di soli 201 grammi e un prezzo di 2.099 euro. Completa la gamma il Galaxy Z Flip8, il clamshell più sottile mai realizzato da Samsung (6,1 mm da chiuso), proposto da 1.379 euro.
Sul piano dei numeri puri, il display interno di iPhone Duo (7,6″) resta più contenuto rispetto a quello di Galaxy Z Fold8 Ultra (8″), mentre la fotocamera da 200 MP di Samsung supera nettamente, almeno sulla carta, la coppia di sensori da 48 MP di Apple. Resta però un fattore che nessuna scheda tecnica può ancora certificare: la tenuta nel tempo della cerniera e del pannello pieghevole. Samsung ha alle spalle anni di iterazioni per limitare la piega visibile e il cedimento del display; Apple debutta ora, con un design che promette risultati simili ma che il mercato potrà giudicare solo dopo mesi di uso reale.
Come orientarsi, senza pregiudizi di marca
Chi possiede già un iPhone 17 Pro o Pro Max può ragionevolmente attendere la prossima generazione: i miglioramenti di iPhone 18 Pro riguardano soprattutto fotocamera ed efficienza, non un cambio di paradigma che giustifichi una spesa immediata. Chi invece arriva da modelli più vecchi, o da Android, si trova davanti a due filosofie mature e ben distinte: Apple offre coerenza di ecosistema e un’interfaccia stabile, Samsung una versatilità fotografica superiore e un impegno di aggiornamenti software più lungo, oltre a un prezzo di listino spesso più aggressivo a parità di specifiche hardware.
Sul fronte dei pieghevoli, la scelta si fa più delicata perché tocca una categoria ancora giovane per definizione, indipendentemente dal produttore. Chi cerca il pieghevole più maturo, con più opzioni di formato e una fotocamera di livello superiore, guarda ancora a Samsung, che oggi copre tre segmenti di prezzo e di utilizzo diversi. Chi invece è disposto a pagare una sorta di “biglietto d’ingresso” per l’ecosistema Apple, accettando l’assenza di Face ID e un comparto fotografico meno completo rispetto ai modelli Pro tradizionali, troverà in iPhone Duo un prodotto costruito con la cura tipica di un debutto di categoria, ma con più incognite legate alla tenuta nel tempo. In entrambi i casi, per un acquisto di questa fascia di prezzo, vale la pena aspettare le prime recensioni indipendenti sull’uso quotidiano della cerniera, più che fidarsi delle sole specifiche annunciate sul palco.