Iliad si è costruita una reputazione sulla trasparenza e sulle tariffe «per sempre», senza rimodulazioni nascoste. Dentro il suo catalogo, però, c’è una proposta che passa quasi inosservata perché non riguarda lo smartphone di tutti i giorni, bensì gli oggetti connessi. Si chiama Iliad Domotica e costa appena 1,99 euro al mese, una cifra che la rende immediatamente diversa da tutto il resto del listino e capace di spiazzare la concorrenza.
Il pacchetto è volutamente essenziale. Ogni mese include 50 minuti di chiamate verso numeri fissi e mobili nazionali, 100 SMS e 200 megabyte di traffico internet fino in 4G e 4G+. Sono soglie ridotte, ma è proprio questo il punto: l’offerta non nasce per chi deve navigare o telefonare a lungo, bensì per dispositivi che hanno bisogno soltanto di una connessione minima e autonoma, indipendente dalla rete Wi-Fi di casa.
Iliad, la sorpresa per gli utenti a poco prezzo
Gli scenari d’uso sono molti più di quanti si immagini. Una SIM o eSIM di questo tipo dà connettività a uno smartwatch dotato di numero proprio, a un localizzatore GPS per tenere d’occhio bambini, anziani, animali o l’auto, a una centralina di domotica, a un sistema d’allarme o a una telecamera di sorveglianza. In sostanza, a qualunque oggetto «intelligente» che debba restare collegato per conto suo, senza dipendere dallo smartphone.

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La ragione per cui questa proposta «sorprende la concorrenza» sta nel confronto con il mercato italiano. Gli altri grandi operatori, da TIM a Vodafone fino a WindTre, gestiscono i dispositivi connessi soprattutto attraverso servizi che abbinano un secondo numero a quello principale, pensati in particolare per gli smartwatch, con un costo aggiuntivo di alcuni euro al mese. Una SIM indipendente che a 1,99 euro include minuti, messaggi e un po’ di dati rappresenta quindi una porta d’ingresso particolarmente aggressiva.
La differenza tra i due approcci, però, è sostanziale e va capita prima di scegliere. I servizi di numero abbinato dei grandi operatori condividono lo stesso numero del telefono e ne replicano notifiche e chiamate sul dispositivo indossabile, una comodità che si paga. La via di Iliad, invece, assegna un numero separato a basso costo, ma richiede che l’oggetto supporti una SIM o una eSIM autonoma, e non soltanto la modalità companion legata al telefono.
Sul fronte pratico, l’attivazione segue le regole consuete dell’operatore, con un contributo iniziale una tantum per la nuova scheda, e la possibilità di scegliere tra formato fisico ed eSIM. Proprio la versione virtuale risulta particolarmente comoda per gli oggetti connessi, perché evita di dover maneggiare una minuscola SIM da inserire in dispositivi spesso compatti e sigillati, e permette di completare tutto digitalmente, caricando l’offerta direttamente sull’apparecchio compatibile tramite un codice.
Resta da considerare il limite più evidente, ovvero i 200 megabyte di traffico, una dotazione minima che esclude qualsiasi uso intenso. Per uno smartwatch usato in streaming o per una telecamera che invia video di continuo non basterebbe, mentre per un localizzatore o per un orologio che deve solo ricevere notifiche e gestire qualche chiamata è più che sufficiente. Prima di attivarla, in ogni caso, conviene verificare che il proprio dispositivo sia compatibile con una scheda indipendente.