Il messaggio del corriere che ti svuota il conto: non farti fregare

I falsi messaggi di consegna stanno arrivando a utenti di diversi Paesi, Italia compresa. Email e SMS imitano i corrieri, parlano di pacchi fermi o indirizzi da correggere e puntano a rubare dati bancari, numeri di carte di credito e piccole somme di denaro.
I falsi messaggi di consegna stanno arrivando a utenti di diversi Paesi, Italia compresa. Email e SMS imitano i corrieri, parlano di pacchi fermi o indirizzi da correggere e puntano a rubare dati bancari, numeri di carte di credito e piccole somme di denaro.
Il messaggio del corriere che ti svuota il conto: non farti fregare

A lanciare l’allarme, il 23 settembre 2026, sono gli esperti di Malwarebytes, società specializzata in sicurezza informatica: la truffa gioca su fretta, marchi conosciuti e link costruiti per ingannare.

Il meccanismo, spiegano gli analisti di Malwarebytes, cambia poco da un caso all’altro. La vittima riceve un avviso su un pacco bloccato, un indirizzo non valido o una consegna non riuscita. Il messaggio invita ad agire subito, senza perdere tempo. Dentro c’è un link, presentato come necessario per “sbloccare” la spedizione o correggere i dati. In realtà porta a una pagina creata per il phishing.

“Il messaggio può sembrare inviato da un corriere affidabile”, hanno spiegato gli esperti, citando casi in cui i truffatori si fingono servizi postali o aziende di consegna, come USPS negli Stati Uniti. Cambiano lingua, logo e a volte anche il nome del marchio. Ma lo schema resta lo stesso: mettere fretta, abbassare l’attenzione e spingere l’utente a inserire informazioni personali prima che abbia il tempo di pensarci.

Dalle email agli SMS: i segnali che smascherano il finto corriere

La truffa viaggia via email, ma sempre più spesso arriva anche tramite SMS o altri messaggi sullo smartphone. È lì che si clicca più facilmente, magari in coda, in metropolitana o durante una pausa al lavoro. Eppure qualche indizio c’è. L’indirizzo del mittente, il dominio del sito o un link accorciato possono non avere nulla a che fare con il corriere citato nel testo.

 

Persona al tavolo con smartphone in mano accanto a un pacco, laptop aperto e carta di pagamento su un portafoglio
Un avviso di consegna sullo smartphone vicino a un pacco: un contesto tipico delle truffe di phishing legate alle spedizioni.

Secondo Malwarebytes, va osservato con attenzione anche il tono del messaggio. Frasi come “consegna sospesa”, “pagamento richiesto entro poche ore” o “rimborso disponibile” servono a creare pressione. Non sempre, però, ci sono errori di grammatica evidenti, come accadeva spesso in passato. Molte pagine false copiano bene colori, loghi e struttura dei siti reali. Per questo il controllo del mittente e dell’URL conta più dell’aspetto grafico.

Piccoli pagamenti e falsi rimborsi: perché chiedono i dati della carta

Uno dei trucchi più usati è la richiesta di un piccolo pagamento, spesso di pochi euro. Viene presentato come costo di giacenza, spesa di riconsegna o tassa amministrativa. La cifra bassa rende tutto più credibile: “Per così poco, molti pagano senza pensarci”, osservano gli esperti. Ma in quel momento la vittima non sta solo versando una somma: sta consegnando i dati della carta di credito.

In altri casi il messaggio promette un rimborso per una spedizione non andata a buon fine. Anche qui il passaggio decisivo è un modulo da compilare con informazioni finanziarie: numero della carta, scadenza, codice di sicurezza o persino IBAN. Una richiesta del genere, precisano gli specialisti, deve far scattare il sospetto. Soprattutto se arriva all’improvviso e non viene verificata attraverso i canali ufficiali.

Prima di cliccare: app ufficiali, tracking e controllo del mittente

La prima regola è semplice: non usare il link ricevuto nel messaggio. Per controllare una consegna, spiegano da Malwarebytes, è meglio aprire l’app ufficiale del corriere oppure scrivere a mano l’indirizzo del sito nel browser. Poi si inserisce il numero di tracking già in proprio possesso. È il modo più sicuro per evitare di finire su una copia fasulla del portale.

Bisogna poi verificare chi scrive davvero. Un messaggio può mostrare il nome di un corriere, ma arrivare da un indirizzo email estraneo o rimandare a un dominio diverso da quello ufficiale. Se vengono chiesti dati bancari, codici della carta o pagamenti inattesi, meglio fermarsi. Controllare dall’app, chiamare l’assistenza del corriere o entrare nell’area clienti può bastare. Pochi minuti di verifica, in questi casi, possono evitare il furto dei dati e addebiti non autorizzati.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×