Il libro di Toy Story firmato da Steve Jobs va all’asta: si parte da 20.000 dollari

Il libro di Toy Story firmato da Steve Jobs va all’asta: si parte da 20.000 dollari

Un raro libro di Toy Story firmato da Steve Jobs e John Lasseter torna al centro dell’attenzione con un’asta che racconta una pagina decisiva della storia Pixar.

Non tutti gli oggetti legati a Steve Jobs parlano direttamente di Apple, Mac o iPhone. Alcuni raccontano un’altra parte della sua carriera, quella forse meno quotidiana per il grande pubblico ma decisiva per capire il suo ritorno al centro della tecnologia e dell’intrattenimento. È il caso di una rara prima edizione di Toy Story: The Art and Making of the Animated Film, firmata da Jobs e da John Lasseter, ora pronta a finire all’asta con una base di partenza da 20.000 dollari.

Il volume non è soltanto un pezzo da collezione per appassionati di Pixar. È un oggetto legato a un momento storico preciso: il 1995, l’anno in cui Toy Story arrivò al cinema, cambiò l’animazione digitale e contribuì a trasformare la scommessa di Jobs su Pixar in uno dei passaggi più importanti della sua carriera.

Un oggetto raro tra cinema e tecnologia

Il libro in asta è una prima edizione dedicata alla realizzazione del film, con le firme di Steve Jobs e John Lasseter. Il valore non nasce solo dagli autografi, ma dall’incontro tra due figure che, in modi diversi, hanno dato forma al successo di Pixar: Jobs come finanziatore e guida strategica, Lasseter come volto creativo dello studio.

Nel lotto è incluso anche un materiale promozionale originale di Toy Story, custodito in una custodia rossa in pelle. È un dettaglio che rende il pezzo più completo per i collezionisti, perché collega il libro non solo alla produzione del film, ma anche alla sua presentazione pubblica in un momento in cui Pixar stava cambiando scala.

A rendere più interessante l’asta c’è anche la provenienza: il volume sarebbe appartenuto in origine a uno sviluppatore software che lavorò al film. Questo collegamento diretto con l’ambiente produttivo di Pixar aggiunge peso storico all’oggetto, soprattutto per chi cerca memorabilia con una storia documentata.

Il 1995 fu l’anno della svolta per Pixar

Per capire perché questo libro abbia un valore così alto bisogna tornare alla storia di Pixar. Jobs acquistò la società nel 1986, dopo l’uscita da Apple, investendo negli anni somme enormi per tenerla in vita quando il modello di business non era ancora solido.

Per quasi un decennio, Pixar rimase una scommessa costosa e incerta. Poi arrivò Toy Story, il primo lungometraggio completamente realizzato in animazione computerizzata. Il film uscì nel novembre 1995 e pochi giorni dopo Pixar debuttò in Borsa, trasformando quella scommessa in un successo finanziario enorme.

Il libro firmato si colloca proprio in quel passaggio: non è solo un ricordo del film, ma un frammento del momento in cui Jobs passò dall’essere l’ex fondatore di Apple a diventare uno dei protagonisti della nuova industria digitale.

Perché interessa anche agli appassionati Apple

Per chi segue Apple, questo lotto ha un fascino particolare perché racconta il lato meno lineare della carriera di Steve Jobs. Prima del grande ritorno a Cupertino, c’è stata Pixar: un investimento rischioso, lungo, spesso complicato, ma capace di ridargli centralità e forza negoziale.

Il prezzo di partenza da 20.000 dollari conferma quanto il mercato dei cimeli legati a Jobs sia ormai una nicchia molto ricca, dove tecnologia, cinema e memoria personale si mescolano. Non si compra solo un libro, ma un pezzo di quella fase in cui animazione digitale e cultura tech hanno iniziato a parlare la stessa lingua.

Oggetti come questo spiegano perché la figura di Jobs continui a uscire dai confini di Apple. La sua storia non passa soltanto dai prodotti diventati icone, ma anche da scommesse laterali che, col tempo, si sono rivelate capaci di cambiare interi settori.

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