Il tema è tornato d’attualità oggi, 23 settembre 2026, dopo un approfondimento tecnico pubblicato da BGR sul raggio d’azione reale della connessione. Perché una cosa sono i numeri scritti nelle schede tecniche, un’altra è quello che succede in casa o in ufficio.
La portata del Bluetooth dipende anche dalla versione usata, certo. Ma quei numeri vanno presi con prudenza. I dispositivi più vecchi, precedenti al Bluetooth 4.0, arrivano di solito a circa 30-33 piedi, quindi poco più di 9-10 metri. Con Bluetooth 4.0 e Bluetooth 4.2 il raggio teorico può salire fino a circa 200 piedi. Con Bluetooth 5.0, almeno sulla carta, si arriva fino a 800 piedi in condizioni controllate.
Ed è proprio qui il punto: condizioni controllate vuol dire niente ostacoli, poche interferenze, batteria ben carica e dispositivi progettati come si deve. Nella vita normale va diversamente. Il telefono resta sul tavolo della cucina, le cuffie vengono usate mentre ci si sposta in corridoio, lo speaker finisce sul balcone. In mezzo ci sono muri, altri segnali radio e limiti dei singoli apparecchi. Così la distanza reale si accorcia, spesso parecchio rispetto a quella promessa.
Classi di potenza: perché auricolari, dongle e dispositivi industriali non si comportano allo stesso modo
Oltre alla versione conta la classe di potenza Bluetooth, un dettaglio di cui si parla poco ma che pesa molto. I dispositivi di Classe 1, usati soprattutto nel settore industriale o con adattatori a lungo raggio, possono mantenere il collegamento fino a circa 330 piedi. Consumano però di più: la potenza di trasmissione va da 2,5 a 100 milliwatt, troppo per molti oggetti piccoli alimentati a batteria.
La maggior parte dei prodotti di uso comune — smartphone, auricolari wireless, casse portatili, controller e tastiere — rientra invece nella Classe 2. Qui la portata massima tipica è di circa 33 piedi, una decina di metri. In cambio i consumi restano bassi e l’autonomia migliora. È il solito compromesso: meglio far durare le cuffie per ore che coprire tutta la casa. La Classe 3, usata in alcuni dongle, chiavi elettroniche o dispositivi medici a corto raggio, scende ancora: circa 3 piedi, con consumi molto contenuti.
Muri, corpo umano, Wi-Fi e microonde: cosa manda in crisi il segnale in casa
Il segnale Bluetooth viaggia sulla banda dei 2,4 GHz, la stessa usata da molti router Wi-Fi, dai dispositivi smart home e anche da alcuni elettrodomestici, come i forni a microonde. In un appartamento pieno di rete mesh, lampadine connesse, smartwatch e cuffie accese, quello spazio radio può diventare affollato. Quando più dispositivi si contendono la stessa banda, gli effetti si notano: audio che salta, controller in ritardo, cassa che perde il collegamento.
Poi ci sono gli ostacoli fisici. Il Bluetooth attraversa abbastanza bene plastica, vetro e legno sottile. Soffre di più con pareti spesse, cemento armato e superfici metalliche. Anche il corpo umano può indebolire il segnale. Basta mettere lo smartphone nella tasca posteriore, con gli auricolari dall’altra parte, per avvertire piccoli cali o interruzioni. Non succede sempre. Ma succede abbastanza spesso da spiegare molte delle lamentele più comuni.
Batteria, posizione e linea di vista: come migliorare la connessione senza amplificatori
Per chi usa cuffie, casse o tastiere non c’è un vero modo per aumentare alla fonte il segnale Bluetooth. Non funziona come con un ripetitore Wi-Fi. Si può però fare qualcosa sulle condizioni d’uso: tenere i dispositivi con batteria carica, non lasciare lo smartphone troppo vicino al router o a un nodo mesh, ridurre gli ostacoli tra chi trasmette e chi riceve. Sono accorgimenti semplici, ma spesso bastano.
La linea di vista diretta non è sempre indispensabile, però aiuta. Se il telefono resta in una stanza e lo speaker finisce dietro due muri, magari accanto a una struttura metallica o a un elettrodomestico acceso, il collegamento diventa più fragile. Meglio spostare uno dei due dispositivi, anche solo di un metro, oppure scegliere prodotti aggiornati almeno a Bluetooth 4.0 o versioni successive. Le nuove generazioni promettono più portata, più capacità di trasmissione e un uso migliore delle frequenze disponibili. Ma la regola, per ora, resta semplice: meno ostacoli, meno interferenze, più stabilità.