Un vecchio smartphone dimenticato in un cassetto può tornare sorprendentemente utile quando serve una connessione Internet senza installare nulla o comprare nuovi dispositivi.
Con una SIM e pochi minuti di configurazione, quel telefono può trasformarsi in qualcosa di molto più pratico del previsto. Una soluzione semplice soprattutto quando la connessione serve solo per un periodo limitato.
Quando conviene usare un telefono dismesso come hotspot WiFi
Usare un telefono dismesso come hotspot WiFi ha senso soprattutto quando la connessione serve per poco: una vacanza, un trasloco, una seconda casa aperta solo nel fine settimana, una giornata di lavoro in un posto senza rete fissa. In situazioni del genere, comprare un router da viaggio o attivare una linea domestica può essere una spesa inutile. Molto più semplice infilare una seconda SIM in uno smartphone che si ha già.
Il meccanismo è questo: il telefono prende la connessione mobile dalla rete 4G o 5G e la condivide via WiFi con gli altri dispositivi. Può funzionare con un portatile, un tablet, una console o anche una TV, a patto che in quel punto il segnale dell’operatore sia buono. Prima di farci affidamento, però, meglio fare una prova vera: mettere il telefono vicino a una finestra, controllare le tacche e lanciare uno speed test. Bastano pochi minuti, ma evitano brutte sorprese.
Le tariffe con molti giga rendono questa soluzione più facile rispetto a qualche anno fa. Quelle “illimitate”, invece, vanno lette con attenzione: spesso hanno soglie di uso corretto o cali di velocità dopo un certo consumo.
Configurazione su Android e iPhone: rete, password e bande disponibili
Su Android la funzione si trova di solito nelle impostazioni, sotto voci come “Rete e Internet”, “Connessioni” o “Hotspot personale”. Cambia un po’ da marca a marca, ma il percorso è quasi sempre quello. Bisogna cercare il punto di accesso WiFi, scegliere il nome della rete, mettere una password solida e attivare la condivisione dati. Se c’è la possibilità, meglio usare protezioni come WPA2/WPA3 o direttamente WPA3.

Un vecchio smartphone ripescato dal cassetto può diventare un hotspot Wi‑Fi da viaggio per collegare laptop e altri dispositivi.
Su iPhone il passaggio è più lineare: Impostazioni, poi “Punto di accesso personale”, quindi “Consenti agli altri di accedere”. Da lì si gestisce anche la password. Conta anche la banda, più di quanto sembri: i 2,4 GHz arrivano più lontano e vanno d’accordo con più dispositivi, i 5 GHz sono più rapidi se si resta vicini al telefono, mentre i 6 GHz, presenti solo su alcuni modelli recenti, richiedono apparecchi compatibili.
Non sempre conviene attivare la massima compatibilità, perché può rallentare tutto. Meglio scegliere in base a ciò che si collega. Un portatile recente, vicino allo smartphone, lavora meglio sui 5 GHz. Una vecchia stampante WiFi, invece, quasi sempre si trova meglio sui 2,4 GHz.
Batteria, calore e consumo dati: i limiti da controllare prima di partire
Il punto debole di uno smartphone usato come modem resta sempre lo stesso: batteria, calore e consumo dati. Il tethering consuma parecchia energia, soprattutto se i dispositivi collegati sono più di uno, e può far scaldare il telefono quando resta per ore sotto carica. Per questo conviene sistemarlo in un posto arieggiato, lontano dal sole diretto, magari vicino a una presa ma senza lasciarlo “cuocere” su un davanzale o chiuso dentro uno zaino.
Se il modello permette di limitare la carica all’80%, meglio attivare la funzione: aiuta a non stressare troppo la batteria. Occhio anche ai giga. Aggiornamenti automatici di Windows, backup cloud, streaming in alta definizione e sincronizzazioni possono bruciare decine di giga senza che l’utente se ne accorga. Su molti sistemi si può impostare la connessione come rete a consumo, così da bloccare le attività non indispensabili.
Prima di partire, infine, conviene togliere le app inutili dal telefono, fermare i processi in background e controllare eventuali limiti dell’hotspot, come il numero massimo di dispositivi collegati o lo spegnimento automatico quando non passa traffico. Non sostituisce sempre un modem tradizionale, questo è chiaro. Ma per molti usi temporanei, il vecchio smartphone nel cassetto basta e avanza.