Il 19 luglio 2026, su How-To Geek, il giornalista tecnologico Cory Gunther ha indicato due impostazioni dei Samsung Galaxy — Wi-Fi scanning e Bluetooth scanning — che possono incidere sui consumi quando lavorano in sottofondo. Disattivarle può aiutare chi cerca più autonomia della batteria, soprattutto nei casi in cui il telefono resta fermo per ore ma continua comunque a scaricarsi.
Non è un trucco nascosto, né una modifica rischiosa: sono opzioni già presenti nei menu di Android e della One UI, spesso accettate in fase di configurazione senza pensarci troppo. Eppure una parte del consumo quotidiano può partire proprio da lì.
Sui Galaxy, come su molti telefoni Android, la posizione non viene calcolata solo con il GPS. Il sistema può usare anche le reti Wi-Fi vicine e i dispositivi Bluetooth nei dintorni per capire meglio dove si trova lo smartphone, sia al chiuso sia all’aperto.
Il punto, ha spiegato Gunther, è che il Wi-Fi scanning può continuare a cercare reti disponibili anche quando il Wi-Fi principale sembra spento. Così il telefono si “risveglia” a intervalli, insieme al processore e ai moduli radio. Preso da solo sembra poco. Ripetuto per un’intera giornata, però, può pesare.
Wi-Fi e Bluetooth scanning: il consumo nascosto sui Galaxy
Lo stesso discorso vale per il Bluetooth scanning, anche se di norma il Bluetooth consuma meno del Wi-Fi. Questa funzione permette al telefono di rilevare dispositivi vicini — beacon, accessori, apparati presenti in negozi, uffici o mezzi pubblici — per migliorare la precisione della posizione. In cambio, però, il sistema resta in ascolto. Per chi arriva a sera con la batteria agli sgoccioli, soprattutto dopo molte ore in standby, sono due voci che vale la pena controllare.
Il percorso è piuttosto semplice. Su un Samsung Galaxy bisogna aprire Impostazioni, entrare in Posizione e poi selezionare Servizi di localizzazione. A seconda del modello e della versione di One UI, le voci possono comparire come Scansione Wi-Fi, Wi-Fi scanning, “ricerca sempre disponibile” o con diciture simili. Poco sotto, di solito, c’è anche Scansione Bluetooth. Da lì basta disattivare i relativi interruttori.
Questo non significa spegnere il Wi-Fi del telefono, né bloccare il Bluetooth. È un’altra cosa, ed è qui che nasce spesso l’equivoco. Il Galaxy continuerà a collegarsi alla rete di casa, dell’hotel o dell’ufficio. Continuerà anche ad abbinarsi ad auricolari, smartwatch e auto. Semplicemente, non userà più Wi-Fi e Bluetooth per cercare reti e dispositivi in sottofondo con l’obiettivo di rendere più precisa la localizzazione. “È una delle prime cose che faccio quando configuro un nuovo Galaxy”, ha raccontato Gunther, spiegando di tenere queste opzioni disattivate da anni.
Mappe, meteo, GPS e “Trova il mio dispositivo”: cosa cambia davvero
Spegnere Wi-Fi scanning e Bluetooth scanning può rendere la posizione un po’ meno precisa in alcune situazioni. Succede soprattutto dentro edifici, centri commerciali, aeroporti o strade molto dense, dove il solo GPS può fare più fatica. App come Google Maps, quelle del meteo e i servizi che usano la posizione continueranno comunque a funzionare. Potrebbero però chiedere più spesso l’accesso alla posizione, oppure impiegare qualche secondo in più per capire dove si trova il telefono. Per alcuni non cambia quasi nulla. Per altri, dipende dall’uso quotidiano.
C’è poi il tema dei servizi di recupero, come Trova il mio dispositivo di Google o le funzioni simili dell’ecosistema Samsung. Lasciare attive le scansioni può aiutare, in certi casi, a localizzare meglio uno smartphone smarrito, soprattutto se non è all’aperto o se il segnale GPS è debole. È il motivo principale, secondo Gunther, per cui alcuni utenti preferiscono non modificare queste impostazioni. Chi viaggia spesso, o teme di perdere il telefono, può scegliere una soluzione intermedia: disattivare il Wi-Fi scanning e riattivare il Bluetooth scanning solo quando serve una posizione più precisa.
Autonomia, precisione e privacy: il punto di equilibrio
Alla fine è una scelta tra autonomia, precisione della posizione e privacy. Tenere attive le due opzioni aiuta Android e le app a capire meglio dove si trova il telefono. Spegnerle riduce invece l’attività in sottofondo e limita la raccolta continua dei segnali presenti attorno al dispositivo. Non ci sono numeri validi per tutti: il risparmio sulla batteria cambia in base al modello di Galaxy, allo stato della batteria, alle app installate e agli spostamenti di ogni giorno. In una città piena di reti e dispositivi, però, la differenza può farsi notare.
Chi vuole fare una prova senza rischi può partire dalla scansione Wi-Fi: la si disattiva per qualche giorno e si osserva come si comporta il telefono, magari controllando il grafico della batteria nelle impostazioni. Se tutto resta stabile, si può valutare anche lo spegnimento della scansione Bluetooth. La modifica è reversibile: se mappe, meteo o localizzazione diventano meno affidabili, basta tornare nello stesso menu e riattivare gli interruttori. Una piccola regolazione, con risultati non identici per tutti. Ma sui Galaxy, per molti utenti, è una delle prime prove sensate quando la batteria scende troppo in fretta.