Il mercato del collezionismo hi-fi vintage ha rivalutato in modo sistematico un oggetto che fino a pochi anni fa veniva considerato semplice spazzatura elettronica: il walkman a musicassette. Alle aste specializzate un Sony Walkman in buone condizioni può oggi valere cifre che vanno da poche decine a diverse migliaia di euro, a seconda del modello e dello stato di conservazione.
Il capostipite della categoria è il Sony TPS-L2, lanciato il 1° luglio 1979 in Giappone al prezzo di 200 dollari, una cifra considerevole per l’epoca. Riconoscibile dalla scocca blu e argento, fu il primo lettore di musicassette portatile prodotto in massa. Un esemplare in condizioni impeccabili, completo di confezione originale, può oggi raggiungere quotazioni nell’ordine delle migliaia di euro nelle aste specializzate.
I walkman ritornano sulla scena e valgono oro
Non serve però possedere il modello originale per fare un affare. Un Sony DD Quartz, gamma più accessibile con motore a trazione diretta bloccato al quarzo, in condizioni impeccabili e completo di custodia, auricolari, musicassetta e batterie, è stato aggiudicato a 120 euro in un’asta hi-fi e radio. Un’edizione limitata del 1993, il Sony WM-EX808HG dal corpo argentato lucido, ha invece raggiunto 195 euro in un’asta del 2016.

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Il dato meno intuitivo emerso dall’osservazione del mercato è che la rarità pesa meno di quanto si potrebbe pensare sulla valutazione finale. I modelli più costosi non sono necessariamente quelli prodotti in numero inferiore, ma quelli che uniscono design riconoscibile, buono stato di conservazione ed estetica identificabile a colpo d’occhio. Un’edizione limitata sconosciuta al grande pubblico può valere meno di un modello di serie ma esteticamente distintivo e perfettamente funzionante.
Sony ha prodotto il walkman a musicassette dal 1979 al 2010, quando ha annunciato lo stop definitivo alla linea, il 22 ottobre, dopo aver venduto oltre 200 milioni di unità. L’ultimo lotto è stato distribuito esclusivamente sul mercato giapponese, dove il dispositivo aveva mantenuto una base di acquirenti fedeli ben oltre il declino registrato altrove.
Un dettaglio meno noto riguarda la paternità del progetto: l’inventore tedesco Andreas Pavel rivendicò per oltre vent’anni di aver ideato un dispositivo molto simile, lo stereobelt, già nel 1977, due anni prima del lancio Sony. La controversia si chiuse solo nel 1999, con un accordo extragiudiziale che garantì a Pavel il riconoscimento legale come inventore e un risarcimento di diversi milioni di euro.
Il segmento dei lettori di musicassette portatili si distingue dal più ampio mercato del collezionismo hi-fi vintage, che comprende radio d’epoca, amplificatori e giradischi, per un motivo pratico: rappresenta un punto di ingresso più accessibile e facilmente stoccabile, con una platea di potenziali venditori molto ampia. Chi ha vissuto gli anni Ottanta e Novanta ha quasi certamente ancora un walkman in un cassetto, spesso senza sapere quale sia il suo reale valore di mercato.
Le piattaforme di aste online restano il canale principale per la vendita, mentre la valutazione dipende sempre da un esame diretto delle condizioni estetiche e funzionali del dispositivo, oltre che dalla presenza degli accessori originali.