La risposta più avanzata arriva da LG con la tecnologia Zero Connect, al debutto sui televisori OLED della serie M e ormai estesa anche ad alcuni modelli con retroilluminazione a LED. Il principio è ribaltare lo schema tradizionale: tutte le porte HDMI, USB e le antenne non stanno più dietro al pannello, ma confluiscono in un box separato che si può posizionare anche a diversi metri di distanza. Da lì, il segnale audio e video raggiunge lo schermo senza fili.
I numeri spiegano perché la cosa funzioni davvero. Il box comunica con il televisore su una frequenza dedicata a 60 GHz, con una banda passante dichiarata fino a 15 Gbps e una latenza inferiore ai quattro millisecondi, valori sufficienti a trasmettere immagini in 4K fino a 144 Hz con Dolby Vision e Atmos. Un algoritmo individua il percorso migliore per il segnale e si adatta agli ostacoli, comprese le persone che attraversano la stanza.
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Nel 2026 il salto riguarda la certificazione. I nuovi OLED W6 e il modello Mini RGB di punta sono stati i primi a ottenere da un ente indipendente come TÜV Rheinland il riconoscimento di trasmissione wireless visivamente senza perdite, a conferma che il segnale via etere non degrada rispetto a quello via cavo. È la promessa del cosiddetto True Wireless, che consente di allontanare ulteriormente il box e di liberare del tutto la parete attorno allo schermo.

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L’idea di separare gli ingressi dallo schermo non è nuova: Samsung la propone da anni con il suo One Connect, un box collegato però tramite un singolo cavo sottile. La novità di LG sta nell’eliminare anche quel collegamento. Resta comunque un filo a cui non si può rinunciare, quello dell’alimentazione, che continua a raggiungere il televisore: l’espressione “senza fili” va quindi intesa come riferita ai soli segnali audio e video.
Per il mercato italiano il nodo principale è il prezzo. Si tratta di prodotti collocati nella fascia premium, e per la gamma 2026 le cifre ufficiali nel nostro Paese non sono ancora state comunicate. Chi cerca un salotto più ordinato senza spendere queste somme può ancora affidarsi alle soluzioni tradizionali, dalle canaline alle controparti in cartongesso, ma la direzione imboccata dal settore è ormai quella di nascondere i cavi direttamente alla fonte.