Una sigla piccola, spesso trascurata, ma con una funzione precisa: in alcune situazioni può aiutare a consumare meno, viaggiare con meno rumore o avere più freno motore. Tutto dipende da come, e soprattutto da quando, lo si usa.
La sigla O/D sta per Overdrive e riguarda il rapporto più lungo del cambio automatico. In pratica, quando l’Overdrive è inserito, il cambio può usare una marcia pensata per far girare il motore più piano quando si procede a velocità costante. Non è un pulsante “sportivo” e non aumenta la potenza. Serve, semmai, a rendere la marcia più fluida ed efficiente.
Su molte auto il tasto era sistemato direttamente sulla leva del cambio. Spesso, sul quadro strumenti, compariva anche la spia “O/D Off”. Ed è qui che molti si confondevano: premendo il pulsante, in diversi modelli non si attivava l’Overdrive, ma lo si escludeva. La centralina, quindi, impediva al cambio di inserire la marcia più lunga. Un dettaglio importante, soprattutto per chi oggi compra una auto usata con cambio automatico e si ritrova davanti quel comando senza sapere bene a cosa serva.
In autostrada l’Overdrive fa scendere i giri del motore
Il funzionamento dell’Overdrive è abbastanza semplice. Con un rapporto di trasmissione inferiore a 1, l’albero in uscita dal cambio può girare più veloce rispetto a quello collegato al motore. Tradotto: alla stessa velocità, il motore lavora a un regime più basso. In autostrada, per esempio, significa viaggiare a 110 o 130 km/h con il propulsore meno sotto sforzo, se la strada e il carico lo permettono.
Il vantaggio più immediato riguarda i consumi di carburante. Di solito, quando il motore gira più piano e in modo regolare, beve meno. Poi c’è il comfort: meno giri significano meno rumore nell’abitacolo, meno vibrazioni, una guida più distesa. Chi ha guidato vecchie berline automatiche per tanti chilometri lo ricorda bene: con l’Overdrive inserito, il motore “scendeva” di tono e l’auto sembrava scorrere meglio.
Il sistema, però, dà il meglio quando non servono continue accelerazioni. Su strada pianeggiante e con traffico regolare, il rapporto lungo aiuta. Se invece il percorso è in salita, l’auto è carica o il guidatore chiede spesso ripresa, il cambio può iniziare a passare avanti e indietro tra una marcia e l’altra. Proprio in questi casi il tasto O/D poteva fare comodo.
Quando conviene disattivarlo: discese, salite e carichi pesanti
Disattivare l’Overdrive vuol dire impedire al cambio automatico di usare il rapporto più lungo. L’auto resta quindi su una marcia più bassa, con il motore che gira più alto e risponde con più prontezza. Può servire in una discesa ripida, quando si vuole usare di più il freno motore e alleggerire il lavoro dei freni. Su un tratto lungo non è un dettaglio: tenere il piede sul pedale per minuti può surriscaldare l’impianto frenante.
Lo stesso vale quando si traina un rimorchio, si viaggia con tanti bagagli o si affronta una salita con l’auto pesante. In questi casi, un rapporto troppo lungo può costringere il cambio a continui passaggi di marcia, con quel fastidioso effetto di “caccia” tra un rapporto e l’altro. Escludendo l’Overdrive, la trasmissione resta più stabile e il motore lavora in modo più adatto allo sforzo richiesto.
Serve comunque buon senso. Una marcia più bassa aumenta il freno motore, ma su asfalto bagnato, neve o fondi con poca aderenza può rendere l’auto meno fluida, soprattutto se la scalata è brusca. Non a caso, molti manuali d’uso consigliavano di usare il comando O/D in base alle condizioni della strada, non come un interruttore da premere a caso. Meglio agire con gradualità e controllare sempre la spia sul quadro.
Sulle auto moderne il tasto è sparito, ma l’Overdrive c’è ancora
Sulle auto moderne con cambio automatico, il vecchio tasto O/D è quasi scomparso. Non perché l’Overdrive non esista più, ma perché oggi a gestirlo pensa l’elettronica. I cambi automatici a sei, otto, nove o più rapporti scelgono da soli la marcia più adatta, tenendo conto di velocità, carico del motore, pendenza, stile di guida e modalità scelta dal conducente.
Al posto del pulsante O/D sono arrivati altri comandi: modalità Eco, Sport, programmi per la montagna, selettori manuali, palette al volante oppure posizioni come “L” e “B” su alcuni modelli ibridi ed elettrificati. La logica, però, è rimasta simile. In certe condizioni il sistema sceglie il rapporto lungo per abbassare consumi e rumore; in altre tiene una marcia più bassa per dare più controllo o più freno motore.
Chi sta valutando una vettura usata non deve quindi farsi spaventare da quel piccolo tasto sulla leva del cambio. Meglio provarlo su strada: spia corretta sul quadro, cambiate regolari, nessun colpo strano dalla trasmissione. L’Overdrive è uno di quei dispositivi nati in un’epoca più meccanica dell’auto e rimasti, con forme diverse, anche sulle vetture di oggi. Meno visibile, certo. Ma ancora presente.