Le segnalazioni più recenti riguardano messaggi che imitano comunicazioni ufficiali — presunte multe non pagate, pedaggi scaduti, o addirittura falsi avvisi di frode su Apple Pay — e che invitano a cliccare un link o chiamare un numero per “risolvere subito” la situazione. Apple stessa ha diffuso un avviso esplicito ai propri utenti su questo tipo di comunicazioni, sottolineando come si tratti di uno dei fenomeni di phishing più diffusi degli ultimi mesi.
Il meccanismo dei messaggi legati ad Apple Pay è tipico: un SMS o una notifica segnala un presunto addebito sospetto, fornendo un numero da chiamare per “bloccare la transazione”. Chi chiama si ritrova a parlare con un truffatore che, fingendosi supporto Apple, cerca di ottenere le credenziali dell’account o i codici di autenticazione a due fattori.
Utenti iPhone, perché bisogna fare questa verifica
Apple è stata chiara su questo punto: non chiederà mai di accedere a un sito per verificare l’identità, di confermare la richiesta di autenticazione a due fattori, o di fornire password, codice del dispositivo o codice di verifica in nessuna pagina web. Se si riceve una chiamata non sollecitata da qualcuno che si presenta come supporto Apple, la raccomandazione ufficiale è semplice: riagganciare subito.

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Un’altra ondata riguarda falsi avvisi di pedaggio o multa non pagati, che minacciano conseguenze come la sospensione della patente o addirittura il carcere se non si effettua il pagamento entro poche ore tramite il link fornito nel messaggio. Il tratto comune a tutte queste truffe è la pressione temporale: un problema urgente, una scadenza imminente, la minaccia di conseguenze gravi se non si agisce subito, un meccanismo psicologico pensato apposta per impedire alla vittima di fermarsi a ragionare prima di cliccare.
Le autorità raccomandano un comportamento semplice ma efficace: non cliccare mai i link contenuti in messaggi di questo tipo, anche se sembrano provenire da un mittente credibile, e verificare sempre l’eventuale problema accedendo direttamente al sito ufficiale o all’app dell’ente coinvolto, digitando l’indirizzo a mano piuttosto che seguire il collegamento ricevuto. Su iPhone è anche possibile tenere premuto su un link per vederne l’anteprima prima di aprirlo, un’ulteriore verifica rapida in caso di dubbio, oltre a controllare se il mittente compare come numero standard a dieci cifre invece che come nome verificato dell’ente che dichiara di rappresentare.
Chi riceve uno di questi messaggi dovrebbe cancellarlo ed eventualmente segnalarlo come spam direttamente dall’app Messaggi, senza rispondere in alcun modo — nemmeno con un semplice “STOP” o “NO”, che in molti casi conferma al truffatore che il numero è attivo e monitorato, esponendo a ulteriori tentativi in futuro, spesso più mirati e personalizzati sulla base delle informazioni raccolte in precedenza. Se si è già fornito per errore un dato sensibile, la priorità immediata diventa contattare la propria banca per bloccare carte o disconoscere operazioni sospette, oltre a segnalare l’accaduto alla Polizia Postale.