Eppure possono cambiare parecchio il modo in cui si scansiona un documento, si traduce una frase al volo o si mette al sicuro un account prima che sia troppo tardi.
Tra le funzioni nascoste dello smartphone più comode ci sono le scorciatoie di sistema, quelle piccole vie rapide che evitano passaggi ripetuti decine di volte al giorno. Su Android, per esempio, basta tenere premuta l’icona di molte app per aprire azioni immediate: scrivere a un contatto su WhatsApp, aprire una nuova scheda del browser, avviare la fotocamera in modalità selfie.
Su iPhone il meccanismo è simile e si può affiancare all’app Comandi, che consente di creare azioni su misura: inviare un messaggio quando si arriva a casa, attivare il risparmio energetico sotto una certa percentuale, aprire insieme navigatore e musica prima di mettersi in auto.
C’è poi un trucco che molti scoprono quasi per caso: il tocco posteriore su iPhone, regolabile dalle Impostazioni, permette di fare uno screenshot, accendere la torcia o avviare un comando con due o tre tocchi sul retro del telefono. Su diversi modelli Android, invece, i pannelli rapidi si possono riordinare: mettere in prima fila hotspot, registrazione schermo, modalità non disturbare o pagamento NFC evita ogni volta la caccia tra i menu. Sembra poco. A fine giornata, però, si sente.
Fotocamera, scanner e traduzione: gli strumenti già dentro il telefono
La fotocamera dello smartphone non serve più solo a scattare foto. Negli ultimi anni è diventata anche scanner, traduttore e, in molti casi, strumento per riconoscere testi. Su iPhone, la funzione Testo attivo permette di selezionare parole e numeri direttamente da un’immagine o dall’inquadratura: un numero su un volantino, un indirizzo su una locandina, una frase su un cartello all’estero.
Su molti Android, funzioni simili passano da Google Lens, accessibile dalla fotocamera o dall’app Google: si possono tradurre testi, cercare un prodotto visto in vetrina, copiare appunti scritti a mano se sono abbastanza leggibili. Anche la scansione dei documenti è ormai integrata: su iPhone si trova nell’app Note, con “Scansiona documenti”, mentre su Android passa spesso da Google Drive o dalle app del produttore. Il file può essere salvato in PDF, ritagliato e condiviso in pochi secondi.
Non sostituisce sempre uno scanner professionale, certo. Ma per ricevute, moduli, certificati e appunti universitari basta e avanza. In viaggio, poi, la traduzione istantanea con la fotocamera può togliere d’impaccio in situazioni molto concrete: un menu, un avviso in stazione, le istruzioni di un distributore automatico.
Privacy e sicurezza: le impostazioni da controllare subito
La parte meno evidente, ma forse più importante, riguarda privacy e sicurezza dello smartphone. Sia iOS sia Android mostrano ormai un avviso quando un’app usa microfono o fotocamera: un pallino colorato, una piccola icona, un segnale nella barra in alto.
Conviene farci caso, perché aiuta a capire se un’app sta accedendo a strumenti sensibili quando non dovrebbe. Dalle impostazioni si possono poi controllare i permessi delle app, togliendo l’accesso a posizione, contatti, foto o registrazioni audio quando non serve. La regola più semplice, indicata anche nelle guide di sicurezza dei principali produttori, è concedere la posizione “solo mentre usi l’app”, non sempre.
Su iPhone c’è anche il Rapporto sulla privacy delle app, che mostra quali domini vengono contattati e quali sensori sono stati usati. Su Android, la dashboard privacy offre una vista simile sugli accessi recenti. Da attivare anche il blocco con biometria per password manager, app bancarie e servizi di pagamento, insieme all’autenticazione a due fattori per gli account principali. E poi ci sono gli aggiornamenti. Sembrano una scocciatura, soprattutto quando arrivano alle 8 del mattino o prima di uscire, ma spesso chiudono falle di sicurezza già note.
Accessibilità e automazioni: funzioni nate per alcuni, utili a tutti
Molte opzioni pensate per l’accessibilità sono diventate strumenti pratici per chiunque. La lettura ad alta voce dello schermo, disponibile su iPhone e Android, può servire per seguire un articolo mentre si cammina o per riascoltare un testo lungo senza restare incollati al display.
Ingrandimento, sottotitoli automatici, riduzione dei suoni forti negli auricolari e regolazioni del contrasto rendono il telefono più comodo in treno, in ufficio, per strada. C’è anche la dettatura vocale, molto più precisa rispetto a qualche anno fa: per rispondere a un messaggio lungo, prendere una nota o segnare un promemoria, spesso basta parlare con calma. Le automazioni dello smartphone fanno un passo in più.
Con Comandi su iOS o con Routine e modalità su Android si può fare in modo che il telefono silenzi le notifiche in riunione, attivi il Wi-Fi quando si arriva a casa, abbassi la luminosità la sera o apra l’app della palestra in una certa fascia oraria. Sono gesti piccoli, quasi invisibili. Ma messi insieme trasformano il telefono da oggetto da controllare di continuo a strumento che, almeno ogni tanto, arriva prima di noi.