Secondo le stime degli esperti di climatizzazione di Milieu Centraal, centro indipendente olandese che si occupa di consumi energetici e sostenibilità, un ventilatore da soffitto acceso per otto ore consuma circa 0,4 kWh. Con una tariffa elettrica di 0,25 euro al kWh, significa una spesa media di 0,10 euro a notte.
Il confronto, visto dai numeri, è piuttosto chiaro. Il ventilatore da soffitto non raffredda l’aria: la sposta. E proprio quel movimento aumenta la sensazione di fresco sulla pelle, soprattutto nelle notti umide, quando in camera l’aria sembra ferma. Per questo molti lo tengono acceso fino al mattino. La spesa, rispetto al condizionatore, resta bassa: il consumo medio indicato dagli esperti è di circa 0,05 kWh all’ora, quindi 0,4 kWh per una notte intera di otto ore.
Il costo finale, naturalmente, dipende dal contratto e dalla tariffa applicata dal proprio fornitore. Con un prezzo medio dell’energia di 0,25 euro per kWh, però, si parla di circa 10 centesimi per notte. “Il ventilatore è una soluzione a basso consumo se usato in modo corretto”, spiegano gli specialisti di Milieu Centraal. Con una precisazione semplice: funziona davvero solo se nella stanza c’è qualcuno. Lasciarlo acceso in una camera vuota, quindi, non serve quasi a nulla.
Consumi a confronto: da 0,4 kWh del ventilatore ai 13,2 kWh del multisplit
Il vero salto arriva con l’aria condizionata. Qui l’ambiente viene raffreddato sul serio, ma il conto dell’energia sale. Un piccolo condizionatore split, tra i più diffusi negli appartamenti, consuma in media circa 0,75 kWh all’ora. In otto ore di funzionamento notturno si arriva a 6 kWh, cioè a una spesa stimata di 1,50 euro a notte con una tariffa di 0,25 euro al kWh. Presa da sola non sembra una cifra enorme. Ripetuta per settimane, però, può pesare.
Diverso il caso del condizionatore portatile, scelto spesso perché non richiede lavori o installazioni fisse. Il consumo medio indicato è di circa 1 kWh all’ora: fanno 8 kWh per notte, pari a una spesa vicina ai 2 euro. Ancora più alto il dato dei sistemi multisplit di grandi dimensioni, pensati per raffrescare più stanze: in media 1,65 kWh all’ora, cioè 13,2 kWh in otto ore. In bolletta significa circa 3,30 euro a notte. Una differenza che al mattino non si vede. A fine mese, invece, sì.
Il condizionatore resta prezioso quando il caldo accumulato durante il giorno rende la casa difficile da vivere, soprattutto negli appartamenti esposti al sole o poco arieggiati. Durante una lunga ondata di calore, anche l’isolamento degli edifici può diventare un problema: trattiene il fresco in inverno, ma in estate conserva anche il calore entrato nelle ore più calde. In quei casi l’aria condizionata non è solo una comodità, soprattutto per anziani, bambini piccoli e persone fragili.
Il punto è usarla con buon senso. Un apparecchio split della potenza giusta e regolato su una temperatura non troppo bassa consuma meno di un portatile lasciato al massimo per ore. Anche raffrescare una sola camera da letto, invece di tutta la casa, cambia parecchio il conto finale. “Non tutti gli impianti hanno lo stesso impatto”, osservano gli esperti del settore. Pesano la classe energetica, la pulizia dei filtri, l’esposizione dell’abitazione e le abitudini di chi lo usa. Dettagli, certo. Ma alla lunga fanno la differenza.
Le regole pratiche per raffrescare casa riducendo sprechi ed emissioni
Per tenere sotto controllo consumi energetici, costi ed emissioni, la prima cosa da fare è impedire al caldo di entrare nelle ore peggiori. Finestre chiuse e schermature abbassate durante il giorno, poi apertura serale quando fuori la temperatura scende: una regola semplice, spesso decisiva. Il ventilatore va acceso nelle stanze occupate, alla velocità giusta e senza lasciarlo andare per abitudine. In camera da letto, nelle notti meno afose, può bastare anche da solo.
Con il condizionatore, invece, conviene impostare temperature non troppo basse e usare, quando c’è, la modalità notte o deumidificazione. La pulizia regolare dei filtri aiuta l’apparecchio a lavorare meglio e a consumare meno. Porte chiuse e tende tirate, poi, evitano di disperdere il fresco. Alla fine la scelta è molto concreta: il ventilatore da soffitto costa circa 0,10 euro a notte, il condizionatore può andare da 1,50 a 3,30 euro. Per dormire meglio e spendere meno, la differenza la fa l’uso di ogni sera.