Sugli aerei commerciali ci sono telecamere che quasi nessun passeggero nota, perché vengono integrate in punti strategici e spesso molto poco visibili.
Il loro compito non è soltanto osservare ciò che accade a bordo, ma anche aiutare piloti ed equipaggio nelle fasi più delicate del volo. Alcune si trovano all’esterno del velivolo, altre all’interno, e la loro posizione cambia in base al modello e alla compagnia.
Dalla cabina alla fusoliera: dove si nascondono le telecamere a bordo
Le telecamere sugli aerei possono stare dentro o fuori dal velivolo. Cambia tutto in base al modello e alla compagnia. Sui grandi aeromobili vengono spesso montate sotto la pancia dell’aereo, sulla coda o vicino al carrello di atterraggio. Sono punti strategici: danno ai piloti una visuale più chiara durante il rullaggio in aeroporto. Su aerei enormi, come l’Airbus A380, quelle immagini diventano preziose quando bisogna muoversi su taxiway strette, accanto ai finger o nelle aree di parcheggio più affollate.
All’interno, invece, le telecamere possono trovarsi vicino alla porta della cabina di pilotaggio, sui divisori della cabina passeggeri, i cosiddetti bulkhead, e in alcuni casi negli schienali dei sedili con sistema di intrattenimento. Alcune compagnie permettono anche ai passeggeri di guardare sugli schermi le immagini dall’esterno durante decollo e atterraggio. Più una curiosità che un servizio indispensabile. Una volta in quota, quelle riprese di solito servono a poco: vengono spente o semplicemente non mostrate.
Sicurezza dopo l’11 settembre: cockpit sorvegliato e assistenti di volo più protetti
L’uso delle telecamere in cabina passeggeri è finito sotto i riflettori soprattutto dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Da quel momento la sicurezza del cockpit è diventata una priorità per l’aviazione civile. Secondo ricostruzioni riportate dalla stampa statunitense, nel 2002 un gruppo formato da dirigenti delle compagnie e funzionari del governo raccomandò l’uso di sistemi di videosorveglianza a bordo. Senza però renderli obbligatori per legge. JetBlue fu tra le prime compagnie a muoversi in questa direzione.

Una piccola telecamera in cabina passeggeri, esempio dei sistemi di sorveglianza a bordo usati per sicurezza e controllo.
Le telecamere puntate verso la porta del cockpit permettono ai piloti di vedere chi chiede di entrare, senza aprire la porta blindata. “Serve a mantenere il controllo dell’area più sensibile dell’aereo”, spiegano spesso gli addetti alla sicurezza aeronautica quando parlano di questi sistemi. Gli assistenti di volo, invece, possono usare le telecamere sui divisori per controllare alcune zone della cabina durante decollo e atterraggio, quando devono restare seduti e non riescono ad avere tutti i passeggeri sotto gli occhi. Se a bordo scoppia una lite, si verificano comportamenti aggressivi o nasce un incidente, le immagini possono aiutare a ricostruire cosa è successo.
Privacy dei passeggeri: niente telecamere nei bagni e coperture sugli schermi
Il nodo più delicato resta la privacy in aereo. Le compagnie non possono installare telecamere nei bagni: il controllo delle toilette è vietato. Quando vengono scoperti dispositivi nascosti, si tratta di condotte illecite individuali, non di procedure autorizzate dalle compagnie. Diverso il caso delle telecamere inserite negli schermi degli schienali, presenti su alcuni sistemi di intrattenimento e finite al centro di polemiche negli Stati Uniti.
Nel 2019 due senatori americani chiesero chiarimenti sull’uso di quei dispositivi e proposero restrizioni per i sistemi con videocamere incorporate nei sedili. La proposta non andò avanti. Nello stesso anno, però, compagnie come United, Delta e American Airlines installarono coperture fisiche su diverse videocamere e dichiararono che quei sensori erano disattivati. Un gesto semplice, ma evidente. Per molti passeggeri è bastato a ridurre i sospetti: le telecamere sugli aerei esistono, sì, anche se spesso non si notano. Ma nella maggior parte dei casi servono a far muovere meglio il velivolo, proteggere il cockpit e chiarire eventuali problemi a bordo, non a osservare la vita privata di chi viaggia.