La funzione è spuntata il 17 settembre nella beta per gli sviluppatori italiani e serve a chiedere ai numeri sconosciuti chi siano e perché stiano chiamando prima che il telefono inizi a squillare. La novità, segnalata da DDay.it dopo i primi riscontri sulla versione di prova, riguarda l’app Telefono e potrebbe arrivare per tutti con il prossimo aggiornamento software, atteso — secondo i tempi abituali di Apple — nel mese di ottobre.
Nella beta 1 di iOS 27.2, alcuni sviluppatori italiani hanno trovato nell’app Telefono una nuova voce: “Chiedi il motivo della chiamata”. È, al momento, il segnale più chiaro dell’arrivo in Italia del Call Screening, la funzione che filtra le telefonate in entrata quando il numero non è salvato in rubrica. Non è una voce sepolta in qualche menu secondario: compare tra le impostazioni dedicate alla gestione delle chiamate, cioè in una zona dove Apple di solito inserisce funzioni già piuttosto avanti nel lavoro di traduzione e adattamento.
La funzione, va ricordato, non nasce con iOS 27.2. Apple l’aveva presentata alla WWDC 2025 insieme a iOS 26, ma al lancio era disponibile solo in alcune lingue, tra cui inglese, francese, tedesco, giapponese, coreano, cinese, portoghese e spagnolo. L’italiano era rimasto fuori. Ora, con la comparsa dell’opzione nella beta destinata al nostro Paese, lo scenario cambia: Apple sembra aver completato almeno una parte del lavoro necessario per portarla anche sugli iPhone italiani.
Come funziona il Call Screening: l’iPhone ferma i numeri sconosciuti prima dello squillo
Il meccanismo del Call Screening su iPhone è piuttosto semplice. Quando arriva una telefonata da un numero sconosciuto, il telefono non squilla subito. Prima chiede a chi sta chiamando di identificarsi e di spiegare il motivo della chiamata. Solo dopo questa verifica l’utente può scegliere se rispondere, ignorare o lasciare andare tutto verso la segreteria. In sostanza, l’iPhone si mette in mezzo. Una domanda secca, prima dell’interruzione.
È una risposta pratica a un fastidio ormai quotidiano: telemarketing aggressivo, chiamate mute, numerazioni automatiche e contatti commerciali non richiesti. La funzione, però, non blocca automaticamente tutti i numeri non presenti in rubrica. È un dettaglio importante, soprattutto per chi riceve telefonate di lavoro da persone nuove. Non è una serrata totale: è più un controllo in più, una breve pausa prima che il telefono inizi davvero a disturbare.
Soluzioni simili esistono già su altri smartphone. DDay.it cita, per esempio, alcuni Samsung Galaxy con interfaccia One UI 8.5 o successiva, dove il telefono può aiutare a gestire le chiamate sospette. Apple, come spesso fa, inserisce però la funzione dentro un sistema molto compatto: app Telefono, segreteria, trascrizione e impostazioni lavorano nello stesso spazio.
Il legame con Segreteria in diretta e la trascrizione in tempo reale
L’arrivo di “Chiedi il motivo della chiamata” in Italia è collegato a Segreteria in diretta, una funzione dell’app Telefono che mostra sullo schermo, in tempo reale, la trascrizione del messaggio lasciato da chi chiama. Mentre l’altra persona parla, l’utente può leggere ciò che viene detto e decidere se intervenire rispondendo alla chiamata. Una funzione già vista in alcuni mercati esteri, ma finora non davvero disponibile in italiano.
Il collegamento è fondamentale perché il Call Screening si regge proprio sulla capacità dell’iPhone di capire e trascrivere la risposta del chiamante. Se un numero sconosciuto dice: “Sono Marco dell’assistenza, la chiamo per l’appuntamento delle 15”, l’utente può decidere subito cosa fare. Se invece la risposta è vaga, automatica o poco chiara, può lasciar perdere senza interrompere quello che stava facendo.
Resta da vedere quanto il sistema sarà affidabile con accenti diversi, rumori di fondo e frasi dette di fretta. Sono dettagli che, nella trascrizione vocale, fanno spesso la differenza nell’uso di tutti i giorni. Apple non ha ancora pubblicato una scheda tecnica italiana dedicata alla novità e non ha comunicato eventuali limiti legati al modello di iPhone o alla lingua. Per ora, il dato certo è uno: l’opzione è presente nella beta distribuita agli sviluppatori.
Tempi di rilascio e requisiti: perché ottobre resta la finestra più probabile
La finestra più probabile per il rilascio pubblico di iOS 27.2 resta ottobre, anche se Apple non ha ancora indicato una data ufficiale. Il periodo è in linea con il normale calendario degli aggiornamenti intermedi di iOS: dopo le prime versioni autunnali, l’azienda spesso sblocca funzioni rimaste in attesa o le estende a nuovi Paesi. In questo caso, la presenza nella beta italiana fa pensare a un lancio vicino. Ma non basta ancora per darlo per certo.
Quanto ai requisiti, servirà un iPhone compatibile con iOS 27.2 e, con ogni probabilità, l’attivazione delle funzioni collegate nell’app Telefono. Non è ancora chiaro se il filtro chiamate iPhone sarà disponibile su tutti i modelli aggiornabili o se alcune parti legate alla trascrizione richiederanno dispositivi più recenti. La conferma arriverà solo con la versione stabile, quando Apple pubblicherà le note di rilascio.
Per gli utenti italiani, comunque, la novità può pesare nella vita di tutti i giorni. Non eliminerà da sola il problema delle chiamate indesiderate, né prenderà il posto dei registri di opposizione o degli strumenti messi a disposizione dagli operatori. Ma avere un filtro anti-scocciatori direttamente su iPhone, prima ancora dello squillo, cambia il rapporto con i numeri sconosciuti: meno interruzioni, più controllo e una domanda semplice al momento giusto. Chi sei, e perché mi chiami?