Chi naviga da smartphone può cancellare già oggi, dalle impostazioni di Google Chrome e Safari, i cookie dei siti web e ridurre così il tracciamento da parte di inserzionisti, piattaforme e servizi esterni. Non è un allarme improvviso, né un rischio simile a un virus. Ma la privacy digitale passa anche da gesti molto concreti: aprire un sito di shopping, leggere una ricetta, consultare una mappa. Ogni volta, una parte della navigazione può lasciare tracce nel telefono.
Cookie sullo smartphone: che cosa sono e quali dati conservano
Secondo il Centro assistenza di Google, i cookie sono piccoli file creati dai siti visitati per salvare informazioni sulla navigazione e rendere più semplice l’uso delle pagine. In concreto, aiutano un sito a “ricordare” alcune scelte: una sessione già aperta, la lingua preferita, gli articoli lasciati nel carrello, i contenuti suggeriti in base alle ricerche fatte prima. Succede ogni giorno, spesso senza che l’utente ci faccia troppo caso.
Sul telefono, questi file possono conservare dati sulle visite, sulle preferenze impostate, sugli accessi ai servizi online e, in alcuni casi, sulle interazioni con annunci o contenuti inseriti dentro una pagina. Questo non vuol dire che ogni cookie sia pericoloso. Molti, anzi, servono a far funzionare bene un sito. Il punto è un altro: capire quando la comodità diventa tracciamento dell’attività online.
Per questo quasi tutti i siti chiedono se accettare, rifiutare o personalizzare i cookie. Il messaggio compare spesso in un banner, in basso o al centro dello schermo. “Accetto” è il tasto più veloce, quello che molti toccano senza leggere. Ed è così che, giorno dopo giorno, si sommano autorizzazioni che possono diventare troppe.
Cookie proprietari e cookie di terze parti: perché cambia la privacy
La distinzione principale è tra cookie proprietari e cookie di terze parti. I primi sono creati direttamente dal sito che si sta visitando, quello che compare nella barra degli indirizzi del browser. Servono, per esempio, a mantenere l’accesso a un account o a ricordare le impostazioni di una pagina. Sono quelli più legati al normale funzionamento del servizio.
I cookie di terze parti, invece, arrivano da soggetti diversi dal sito aperto dall’utente. Può succedere quando una pagina contiene annunci pubblicitari, video, immagini, pulsanti social o altri elementi esterni. In quel caso, anche un servizio che non è stato visitato direttamente può ricevere segnali sull’attività dell’utente. È qui che la questione si fa più delicata: questi strumenti possono contribuire a creare profili pubblicitari e a seguire la navigazione da un sito all’altro.

Google, Apple e altri operatori hanno introdotto nel tempo controlli più visibili e alcune limitazioni. Ma una parte della gestione resta all’utente. Cancellare periodicamente i dati dei siti non rende anonimi su Internet, è bene dirlo. Può però ridurre le informazioni salvate nel browser, chiudere sessioni rimaste aperte e limitare una quota del tracciamento accumulato durante la navigazione mobile.
Google Chrome su iOS e Android: i passaggi per cancellare i cookie
Per eliminare i cookie su Google Chrome dal telefono, la procedura è molto simile su Android e iPhone, anche se qualche voce può cambiare leggermente in base alla versione dell’app. Si apre Chrome, si tocca il menu con i tre puntini — di solito in alto o in basso a destra — e si entra in Impostazioni. Da lì bisogna cercare Privacy e sicurezza e poi selezionare Cancella dati di navigazione.
A questo punto Chrome permette di scegliere il periodo da cancellare. Le opzioni possono includere gli ultimi 15 minuti, l’ultima ora, le ultime 24 ore, gli ultimi 7 giorni, le ultime 4 settimane oppure tutto il periodo disponibile. Per intervenire sui cookie va selezionata la voce Cookie e dati dei siti. Chi vuole una pulizia più ampia può includere anche cronologia e immagini salvate nella cache, ma non è obbligatorio.
Prima di confermare con Cancella dati, conviene controllare bene le caselle spuntate. Eliminare i cookie può far uscire da alcuni account, cancellare preferenze salvate e costringere a reinserire credenziali o impostazioni. È normale. Dopo la pulizia, molti siti chiederanno di nuovo il consenso ai cookie o mostreranno contenuti meno personalizzati. Un piccolo fastidio, ma utile se l’obiettivo è avere più controllo sulla privacy digitale.
Safari su iPhone: come cancellare dati dei siti e quando farlo
Su Safari per iPhone, la cancellazione passa dalle impostazioni di iOS, non direttamente dal browser. Bisogna aprire Impostazioni, scorrere fino alla sezione App e selezionare Safari. Da qui si può toccare Cancella cronologia e dati dei siti web, scegliendo poi il periodo da eliminare, quando disponibile: ultima ora, oggi, oggi e ieri oppure tutta la cronologia. La conferma finale rimuove cronologia, cookie e altri dati di navigazione collegati.
Anche in questo caso l’effetto si vede subito: alcuni siti non riconosceranno più il dispositivo, gli accessi salvati potrebbero chiudersi e certe preferenze andranno impostate di nuovo. Apple permette anche di gestire opzioni legate alla prevenzione del tracciamento, ma la cancellazione manuale resta una misura semplice e alla portata di chiunque usi l’iPhone per navigare.
Non c’è una frequenza giusta per tutti. Chi usa spesso il telefono per acquisti, home banking, social network o ricerche sensibili può ripetere l’operazione ogni poche settimane. Chi naviga meno può farlo quando nota troppi annunci personalizzati, dopo aver usato reti Wi-Fi pubbliche o semplicemente quando vuole ripulire il browser. La regola più pratica resta questa: accettare solo i cookie necessari quando possibile e cancellare di tanto in tanto quelli che non servono più.