Due telefoni acquistati lo stesso giorno possono avere una durata della batteria diversa: colpa di questi due valori nelle impostazioni

Due smartphone identici possono avere batterie molto diverse nel tempo: cicli di ricarica e salute della batteria sono i due valori da controllare per capirne lo stato.
Due smartphone identici possono avere batterie molto diverse nel tempo: cicli di ricarica e salute della batteria sono i due valori da controllare per capirne lo stato.
Due telefoni acquistati lo stesso giorno possono avere una durata della batteria diversa: colpa di questi due valori nelle impostazioni

Due smartphone identici possono invecchiare in modo molto diverso, anche se sono stati acquistati insieme e sembrano essere stati usati più o meno allo stesso modo.

La differenza può emergere dopo pochi mesi, soprattutto quando l’autonomia comincia a calare senza un motivo evidente. Per capire cosa sta succedendo, ci sono due valori nelle impostazioni che meritano più attenzione degli altri.

Cicli di ricarica e salute della batteria: i due dati da controllare nelle impostazioni

La prima cosa da guardare, quando il telefono lo permette, sono due valori nelle impostazioni: i cicli di ricarica e la salute della batteria. Il primo dice quante volte, sommando le varie ricariche, la batteria ha consumato l’equivalente di una carica completa. Il secondo indica quanta capacità massima resta rispetto a quando lo smartphone era nuovo. Sono dati collegati, ma non raccontano sempre la stessa storia.

Un telefono può avere molti cicli e reggere ancora bene la giornata; un altro, usato peggio, può perdere autonomia più in fretta. Il motivo sta nella chimica delle batterie agli ioni di litio: durante carica e scarica, gli ioni si muovono tra catodo e anodo attraverso l’elettrolita. Passaggio dopo passaggio, i materiali interni si consumano. Per questo, come spiegano spesso i tecnici dell’assistenza, il numero dei cicli è utile, ma da solo non basta. Va letto insieme alla percentuale di salute della batteria.

Ricarica rapida, calore e scariche complete: le abitudini che rovinano prima la batteria

A fare la differenza, nel giro di pochi mesi, sono spesso gesti ripetuti senza pensarci troppo: lasciare il telefono attaccato alla presa per ore, usare sempre la ricarica rapida, farlo scendere spesso allo 0%, oppure dimenticarlo al caldo, magari sul cruscotto dell’auto in pieno pomeriggio. La ricarica veloce non è un guaio in sé: i produttori inseriscono sistemi di controllo proprio per gestirla. Può però pesare quando fa salire troppo la temperatura.

Due smartphone identici in ricarica su una scrivania, vicino a un laptop e a un alimentatore

Due telefoni identici messi in carica in condizioni diverse, utile per parlare di salute della batteria e usura nel tempo.

Il calore, infatti, resta uno dei principali nemici della batteria. Anche arrivare ogni giorno al 100%, soprattutto se poi lo smartphone resta collegato a lungo, alla lunga può incidere. E non va meglio all’opposto: lasciare il dispositivo scarico per giorni non aiuta, perché una batteria tenuta a livelli minimi può perdere efficienza più rapidamente. La strada migliore è più semplice di quanto sembri: ricariche intermedie, ambienti freschi e meno stress possibile.

Quando preoccuparsi davvero: soglie dell’80%, 500 cicli e anni di utilizzo

Il valore da tenere d’occhio è spesso l’80% di salute della batteria. Sotto quella soglia, molti produttori e centri assistenza considerano normale un calo evidente dell’autonomia. In alcuni casi il telefono può anche spegnersi prima del previsto quando è sotto sforzo. Un altro riferimento utile sono i 500 cicli di ricarica, soprattutto per gli smartphone usati molto.

Ma anche qui serve buon senso: una salute vicina all’80% dopo tre anni può rientrare nella norma; lo stesso dato dopo dodici mesi merita più attenzione. Conta anche la data di primo utilizzo, non solo quella di acquisto. Ecco perché due telefoni identici, comprati insieme, possono invecchiare in modo diverso.

Uno usato spesso come navigatore, per giocare o come hotspot avrà una vita più dura rispetto a uno impiegato quasi solo per messaggi, chiamate e poco altro. Per capire davvero come sta la batteria dello smartphone, il contatore dei cicli è solo il punto di partenza. Bisogna guardare anche come è stata trattata, giorno dopo giorno.

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