Due milioni di TV colpite segretamente dai criminali informatici: come verificare se la tua rientra tra queste

Due milioni di Android TV box, televisori e dispositivi connessi sarebbero stati usati di nascosto dai cybercriminali attraverso la rete NetNut, smantellata a luglio negli Stati Uniti dal FBI, da Google e da altre autorità federali.
Due milioni di Android TV box, televisori e dispositivi connessi sarebbero stati usati di nascosto dai cybercriminali attraverso la rete NetNut, smantellata a luglio negli Stati Uniti dal FBI, da Google e da altre autorità federali.
Due milioni di TV colpite segretamente dai criminali informatici: come verificare se la tua rientra tra queste

Secondo gli investigatori, quella rete era diventata una copertura per attacchi informatici, furti di credenziali e traffico sospetto. Al centro del caso ci sono soprattutto apparecchi economici venduti online, spesso poco aggiornati, entrati nelle case come semplici accessori per guardare streaming e app televisive. In realtà, spiegano gli esperti di sicurezza, alcuni di quei dispositivi lavoravano anche per altri. All’insaputa dei proprietari.

Il FBI ha annunciato nei primi giorni di luglio il sequestro di diversi domini legati a NetNut, piattaforma che vendeva accessi a proxy residenziali: connessioni fatte passare attraverso indirizzi IP di utenti comuni. L’operazione, condotta con il Dipartimento della Giustizia americano, l’amministrazione fiscale statunitense e il supporto di Google, ha colpito una rete che, secondo le prime ricostruzioni, contava circa due milioni di dispositivi compromessi.

Sul sito della piattaforma compare ora un avviso del FBI, il segno più evidente di un’indagine che ha riguardato non solo server e domini, ma anche il modo in cui quel traffico veniva raccolto e poi rivenduto. Google ha spiegato che l’intervento ha ridotto in modo drastico la capacità operativa della rete, togliendo ai clienti milioni di apparecchi. Una fonte vicina alle analisi tecniche ha descritto il sistema come “silenzioso, diffuso, difficile da vedere dal salotto di casa”. Ed è proprio qui il punto.

Così i proxy residenziali trasformano la connessione di casa in una copertura

I proxy residenziali fanno da intermediari: chi li usa naviga o invia richieste online passando dalla connessione internet di un privato, non da un server facile da riconoscere. Per un sito, quella richiesta sembra arrivare da una normale abitazione, magari da un quartiere di Milano, Lione o Chicago.

TV box nero collegato a router e laptop su una scrivania, con telecomando e cavi, mentre un tecnico lo esamina
Un TV box economico collegato a router e laptop durante un’analisi di sicurezza, nel contesto di dispositivi usati come proxy nascosti.

In quel momento, però, dietro quell’indirizzo IP può esserci qualcuno dall’altra parte del mondo. Secondo gli investigatori, la rete collegata a NetNut sarebbe stata usata per attività come il test automatico di password, l’uso di credenziali rubate e la raccolta di dati, con l’obiettivo di nascondere la vera origine del traffico. I proxy residenziali, va detto, non sono illegali di per sé: possono servire per controllare campagne pubblicitarie, provare sistemi di sicurezza o accedere a servizi disponibili solo in certe aree geografiche. Tutto cambia, però, quando i dispositivi vengono “arruolati” senza consenso e messi a disposizione di clienti opachi.

Boîtiers Android TV economici e non aggiornati: la filiera degli apparecchi compromessi

Al centro del caso ci sarebbero soprattutto boîtiers Android TV di marchi poco conosciuti, comprati a prezzi bassi su piattaforme come Amazon, Temu e AliExpress. Piccole scatole nere o grigie, telecomando leggero, confezione essenziale: promettono app, film, canali e streaming con pochi euro. Molti utenti le collegano al televisore e poi non ci pensano più. Il problema, secondo Google e gli analisti di cybersecurity citati nell’indagine, è che molti di questi dispositivi usavano versioni vecchie di Android, senza correzioni di sicurezza recenti.

Alcuni potevano essere già compromessi prima della vendita, altri diventare vulnerabili dopo mesi senza aggiornamenti. “Il prezzo basso spesso nasconde una manutenzione inesistente”, ha spiegato un ricercatore del settore sicurezza, ricordando che lo stesso rischio riguarda anche telecamere IP, prese smart, router economici e piccoli oggetti connessi lasciati accesi giorno e notte.

Cosa controllare prima di acquistare TV box e dispositivi connessi

Prima di comprare un TV box Android o un altro dispositivo connesso, gli esperti consigliano di controllare il produttore, la presenza di aggiornamenti recenti e la versione del sistema operativo. Meglio puntare su marchi riconoscibili, prodotti con certificazioni chiare e schede tecniche trasparenti.

Una recensione entusiasta e un prezzo molto basso, da soli, non bastano. Dopo l’acquisto, conviene cambiare le password predefinite, installare gli aggiornamenti disponibili e scollegare gli apparecchi che non si usano più. Anche il router di casa merita attenzione: una rete separata per gli oggetti connessi può limitare i danni in caso di compromissione. Il caso NetNut, al di là dell’inchiesta americana, mostra una cosa semplice: la sicurezza informatica passa ormai anche dal televisore in salotto, non solo dal computer sulla scrivania.

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