Anche oggi, tra filiali bancarie e sportelli Atm su strada, una ricevuta lasciata nel cestino, una sessione ancora aperta o una carta dimenticata possono aprire la strada a truffe e uso scorretto dei dati personali.
Ricevuta del bancomat, perché conviene premere “No”
La prima scelta arriva spesso quando l’operazione sembra già finita. Lo sportello chiede se stampare la ricevuta del prelievo. Molti premono “Sì” per abitudine, magari per controllare il saldo del conto. Ma banche ed esperti di sicurezza consigliano da tempo di limitare il più possibile i foglietti con dati bancari.
Il motivo è chiaro. Sulla ricevuta di un bancomat possono comparire dati parziali della carta, riferimenti all’operazione, importi e, in alcuni casi, anche indicazioni sul saldo disponibile. Da soli non bastano certo a svuotare un conto. Però, nelle mani sbagliate, possono diventare un dettaglio utile per tentativi di raggiro, furti d’identità o telefonate truffaldine costruite su informazioni vere. “Meglio non lasciarla nel cestino accanto allo sportello”, ripetono spesso gli addetti di filiale ai clienti più anziani. Poche parole, ma giuste.
Per questo, alla fine del prelievo Atm, la scelta più prudente è premere “No” alla ricevuta. Se invece il foglietto serve davvero, per una nota spese o per un controllo personale, non va buttato intero. Meglio conservarlo oppure distruggerlo, tagliandolo in più parti. Un gesto piccolo, ma utile.
C’è poi un altro momento delicato: la chiusura della sessione al bancomat. Alcuni sportelli, dopo aver consegnato il denaro, chiedono se si vuole fare un’altra operazione: controllare il saldo, prelevare ancora, effettuare una ricarica o un pagamento. Se ci si allontana pensando che sia tutto concluso, la procedura potrebbe essere ancora attiva.
Non tutti gli Atm funzionano allo stesso modo. Molti espellono la carta prima di erogare i contanti o chiudono da soli la sessione dopo pochi secondi. La regola, però, resta una: prima di lasciare lo sportello, bisogna guardare lo schermo. Se compare la richiesta di una nuova operazione, va premuto “Annulla” o il tasto equivalente indicato dal terminale.
Sembra una cautela banale, ma non lo è. In coda, nelle ore di punta davanti a una banca o in un centro commerciale, capita di fare tutto di fretta: si prendono le banconote, si infilano nel portafoglio e si lascia spazio a chi aspetta dietro. Solo dopo ci si accorge che lo schermo era ancora attivo. Meglio perdere dieci secondi: carta recuperata, contanti presi, messaggio finale letto.
Skimmer, microcamere e PIN: i controlli prima di usare l’Atm
La sicurezza del prelievo bancomat comincia prima ancora di inserire la carta. Banche e forze dell’ordine lo ricordano spesso: conviene dare un’occhiata allo sportello, soprattutto se si trova in una zona isolata, poco illuminata o dove è facile essere avvicinati da sconosciuti. Non servono competenze tecniche. Basta notare se la fessura della carta sembra manomessa, se la tastiera è sollevata o se ci sono pezzi aggiunti in modo strano.
Il rischio più conosciuto è quello degli skimmer, dispositivi applicati alla bocchetta dell’Atm per copiare i dati della carta. A volte vengono usate anche microcamere puntate sulla tastiera, per vedere il PIN mentre viene digitato. Per questo il consiglio resta sempre lo stesso: coprire i numeri con l’altra mano, anche quando non c’è nessuno vicino. Un gesto discreto, quasi automatico.
Attenzione anche a chi si offre di aiutare. “Mi era sembrato gentile”, raccontano spesso le vittime nelle denunce, dopo essersi accorte di un ammanco o della sparizione della carta. Davanti a uno sportello Atm, invece, l’aiuto degli sconosciuti va rifiutato con decisione. Se la carta resta bloccata o il terminale si comporta in modo anomalo, meglio chiamare subito il numero della banca o entrare in filiale, se è aperta.
Carta, contanti e app bancaria: le abitudini sicure dopo il prelievo
Dopo il prelievo di contanti, anche l’ordine dei gesti conta. Prima si ritira la carta, poi il denaro, poi — se è stata richiesta — la ricevuta. Subito dopo conviene riporre tutto e allontanarsi, senza restare fermi davanti allo sportello. Meglio evitare anche di contare le banconote in vista, soprattutto in strada o in luoghi affollati. Non serve allarmarsi, ma tenere gli occhi aperti sì.
Per controllare il saldo del conto corrente, oggi la strada più sicura è usare l’app bancaria o l’home banking, purché siano protetti da password robuste, autenticazione a due fattori e notifiche attive sui movimenti. Molte banche permettono di ricevere un avviso immediato dopo ogni prelievo o pagamento. Se arriva una segnalazione inattesa, il cliente può bloccare la carta in pochi minuti.
Resta infine una regola di buon senso, valida per chi usa il contante ogni giorno e per chi preleva solo ogni tanto: scegliere sportelli in luoghi frequentati, preferire quelli interni alle filiali quando possibile, non digitare mai il PIN sotto lo sguardo di altri e non conservare il codice insieme alla carta. Il bancomat è uno strumento quotidiano, familiare. Proprio per questo, a volte, si abbassa la guardia.