WindTre ha avviato nelle ultime ore una campagna di comunicazione verso i propri clienti per annunciare modifiche contrattuali in vigore dal 1° luglio 2026. L’aumento riguarda l’opzione WindTre Security Pro Easy Pay: 0,99 euro in più al mese, applicato ai clienti privati con offerte mobili in abbonamento che ricevono fattura e ai titolari di contratti con modalità di pagamento Easy Pay o tramite Conto Telefonico.
La cifra è bassa, ma la platea è ampia. E chi non vuole pagare di più può disattivare il servizio senza penali, accedendo all’area personale dell’app, chiamando il 159 o recandosi fisicamente in un punto vendita abilitato. In alternativa, WindTre propone il passaggio a “Più Sicuri Easy Pay” allo stesso costo attuale — 0,99 euro — che di fatto azzera l’incremento ma cambia il prodotto sottostante.
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Il punto contro-intuitivo è questo: tecnicamente, l’aumento non colpisce la tariffa base dell’offerta, ma un servizio accessorio. Eppure il cliente che non fa nulla si ritrova comunque a pagare di più ogni mese. L’inerzia lavora a favore dell’operatore.

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TIM si era già mossa prima, con decorrenza 7 giugno 2026. In quel caso i numeri sono più significativi: i rincari partono da 1,99 euro e arrivano fino a 2,99 euro al mese, su alcune offerte mobili ricaricabili. La lista delle promozioni interessate non è stata pubblicata ufficialmente: ogni cliente riceve un SMS personalizzato con i dettagli.
Chi vuole evitare il rincaro può inviare un SMS gratuito al numero 40916 con testo “CONFERMA ON” entro il 31 maggio 2026, ottenendo 2 Giga aggiuntivi senza variazione di costo. Ad alcuni utenti vengono offerte invece 50 Giga extra o l’attivazione gratuita del 5G Ultra, sempre via SMS allo stesso numero — ma la proposta varia da profilo a profilo e non è uguale per tutti.
Chi vuole uscire senza costi ha tempo fino al 6 luglio 2026, data entro cui è possibile recedere gratuitamente. Il modulo è disponibile online, via PEC, email o in negozio. Un dato laterale che vale la pena segnalare: nel 2026 TIM ha già modificato più volte le condizioni delle proprie offerte, sia di linea fissa che mobile. Non si tratta quindi di un episodio isolato, ma di una pratica ricorrente che si ripete a intervalli ravvicinati.
La motivazione ufficiale degli operatori — in entrambi i casi — è l’adeguamento a standard di mercato e il miglioramento delle infrastrutture. È la stessa formula usata ogni volta. Ciò che cambia, caso per caso, sono i numeri, i servizi coinvolti e la finestra temporale entro cui l’utente può reagire senza conseguenze economiche. Per WindTre, quella finestra si chiude il 1° luglio. Per i clienti TIM che non si sono ancora mossi, il 31 maggio è già vicino.