Così puoi modificare la durata della suoneria del telefono

Nel 2026 può ancora succedere una cosa piuttosto spiazzante: arriva una chiamata sullo smartphone, ma la durata degli squilli non si cambia dalle impostazioni di iPhone o Android.
Nel 2026 può ancora succedere una cosa piuttosto spiazzante: arriva una chiamata sullo smartphone, ma la durata degli squilli non si cambia dalle impostazioni di iPhone o Android.
Così puoi modificare la durata della suoneria del telefono

Nella maggior parte dei casi decide l’operatore telefonico, non il telefono. È la rete, infatti, a stabilire dopo quanti secondi la chiamata finisce alla segreteria telefonica. Si può scegliere la suoneria, cambiare schermata Home, silenziare contatti e notifiche. Ma per far squillare il telefono 15, 20 o 30 secondi, spesso bisogna cercare altrove.

La durata degli squilli dello smartphone dipende quasi sempre dall’inoltro chiamata gestito dalla rete mobile. Quando il telefono non riceve risposta entro un certo tempo, la chiamata viene girata alla voicemail, cioè alla segreteria dell’operatore. Per questo, su molti dispositivi, non c’è un pulsante nelle impostazioni capace di cambiare davvero quel limite. Il telefono mostra la chiamata, suona, vibra. Ma il conto alla rovescia, spesso, parte dalla rete.

Da qui nasce una piccola seccatura quotidiana. C’è chi vorrebbe qualche secondo in più per rispondere mentre è in auto con il vivavoce. C’è chi trova troppo lunga l’attesa prima della segreteria. E c’è chi, più semplicemente, non capisce perché una funzione così utile sia nascosta. Secondo quanto riportato da BGR, alcuni operatori statunitensi permettono di intervenire con procedure precise: AT&T e T-Mobile tramite codici digitati nel tastierino, Verizon passando dall’assistenza clienti. Sprint, invece, non offre questa possibilità. Attenzione però: con i gestori virtuali che si appoggiano alle stesse reti, il comportamento può cambiare.

Codice MMI per AT&T e T-Mobile: numero della segreteria e ritardo degli squilli

Per gli utenti AT&T e T-Mobile, la strada più citata passa dai codici MMI, sigla di Man Machine Interface. Sono sequenze da inserire nel dialer, il tastierino delle chiamate, un po’ come i codici nascosti usati per alcune funzioni tecniche su iPhone e Android. Il primo passo è recuperare il numero della segreteria telefonica legato alla propria linea. Si apre l’app Telefono, si digita *#61# e si preme il tasto di chiamata. Dopo pochi secondi dovrebbe comparire una schermata con i dati del servizio di deviazione, compresa la voce Voice Call Forwarding e un numero a 11 cifre. Quel numero va segnato con cura.

Mano che sta per toccare il tastierino dell’app Telefono su uno smartphone su una scrivania
Uno smartphone con il dialer aperto, per illustrare la modifica dei tempi di squillo e dell’inoltro alla segreteria.

Poi si può impostare il nuovo ritardo. Nel tastierino si digita una sequenza come **61*[numero segreteria]*11*20# e si avvia la chiamata. Il numero finale, in questo caso 20, indica i secondi prima del passaggio alla segreteria. Di solito si può scegliere a scatti di cinque secondi, fino a 30 secondi. Se tutto va a buon fine, compare un messaggio di conferma sull’inoltro chiamata. A quel punto conviene riavviare il telefono: è un passaggio semplice, ma può aiutare a rendere effettiva la modifica. Se invece appare un errore, o la procedura non viene accettata, il problema non è lo smartphone. È la rete che non consente quel cambio.

Samsung Galaxy e Direct Voicemail: la scorciatoia con Android 16 e One UI 8.5

C’è poi una strada diversa per alcuni Samsung Galaxy recenti, in particolare i modelli dalla serie Galaxy S22 alla Galaxy S26, con Android 16 e One UI 8.5 o versioni successive. In questi casi Samsung ha inserito una scorciatoia tramite Direct Voicemail, una funzione che permette di regolare il passaggio alla segreteria direttamente dall’app Telefono. Sempre, però, se l’operatore lo permette. La differenza è importante: un controllo che di solito resta nascosto nella rete viene portato dentro il telefono.

La procedura è piuttosto semplice. Si apre l’app Telefono, si tocca il menu con i tre puntini in alto a destra, si entra in Impostazioni e poi in Direct Voicemail. Se la funzione è spenta, va attivata; al primo uso può essere richiesto di accettare termini e condizioni. Una volta abilitata, bisogna cercare Auto Send to Voicemail, cioè l’invio automatico alla segreteria, e scegliere dopo quanti secondi far partire il trasferimento. Il valore predefinito è spesso 20 secondi, più o meno tre o quattro squilli. Alcuni operatori consentono di arrivare a 30, altri no: un Galaxy S25 su rete Verizon, per esempio, può fermarsi a 20 secondi se il gestore non permette un ritardo più lungo.

Verizon, Sprint e operatori virtuali: limiti, incompatibilità e prova finale

Il punto critico resta la compatibilità. Con Verizon, secondo le indicazioni disponibili, il codice MMI non è la via principale: bisogna contattare il servizio clienti e chiedere la modifica della durata prima dell’inoltro alla segreteria. Lo stesso può valere per operatori controllati o gestiti sulla rete Verizon. Con Sprint, invece, la funzione non risulta disponibile. Anche digitando il codice, non bisogna aspettarsi una conferma. In sostanza: decide la rete.

Più incerta la situazione per gli operatori virtuali che usano reti AT&T o T-Mobile. Alcuni potrebbero accettare i codici MMI, altri bloccarli o ignorarli. La prova, in genere, non dovrebbe creare problemi al telefono. Ma se compare un messaggio di errore, meglio fermarsi e sentire l’assistenza del proprio gestore. Dopo ogni modifica riuscita, il controllo più semplice è farsi chiamare da un altro numero e lasciare squillare fino alla segreteria. Cronometro alla mano, si capisce subito se la nuova durata degli squilli è stata applicata davvero.

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