Non è una funzione che cambierà la vita a tutti, va chiarito subito. Ma per chi usa auricolari di buon livello, servizi lossless o file in alta qualità, può essere un passo avanti concreto. In pratica, Google affianca all’LDAC di Sony un’altra strada per ascoltare musica senza fili a bitrate più alto.
Con Android 17, i Pixel compatibili possono usare il codec LHDC, cioè Low Latency High Definition Audio Codec. È in grado di arrivare a circa 1 Mbps e di trasmettere audio fino a 24 bit/96 kHz. Numeri che contano, soprattutto se confrontati con codec più comuni come AAC e SBC, ancora validi nell’uso di tutti i giorni ma più limitati quando si parla di alta risoluzione.
Finora, chi voleva ascoltare musica in Bluetooth ad alto bitrate su un Pixel doveva puntare quasi per forza su cuffie o auricolari compatibili con LDAC, il codec sviluppato da Sony. In caso contrario, il telefono tornava su AAC o SBC. Il primo si ferma di solito intorno ai 256 kbps; il secondo può spingersi oltre in alcune situazioni, ma comprime in modo meno efficace. Con tracce lossless, la differenza può farsi sentire.
Il nuovo LHDC su Android 17 non trasforma ogni ascolto in alta fedeltà. Non potrebbe. Se la sorgente è già compressa, se gli auricolari sono economici o se il segnale Bluetooth è disturbato, il vantaggio si riduce. Però per chi usa Tidal, Apple Music Lossless o file locali in alta definizione, questo codec diventa una seconda opzione reale accanto a LDAC. Piccola, nascosta, ma interessante per l’utente giusto.
Come attivare il codec nascosto nelle Opzioni sviluppatore
Il supporto a LHDC non si trova tra le impostazioni più in vista di Android 17. Google lo ha infilato nelle Opzioni sviluppatore, il menu tecnico che molti utenti non aprono mai. Per arrivarci bisogna prima attivare quella sezione, poi seguire il percorso Impostazioni > Sistema > Opzioni sviluppatore, scorrere fino alla parte dedicata al Bluetooth e aprire Codec audio Bluetooth.
A quel punto, se al Pixel sono collegati auricolari compatibili con LHDC, la voce può diventare selezionabile. Se invece le cuffie non lo supportano, l’opzione resta disattivata. Ed è qui che qualcuno potrebbe confondersi: “Non la vedo, quindi non c’è”. In realtà c’è, ma Android la mostra davvero solo quando il dispositivo collegato è in grado di usarla.
La procedura richiede poco tempo, ma conviene muoversi con cautela. Le Opzioni sviluppatore includono anche impostazioni che non servono nell’uso normale del telefono. Meglio non toccare a caso voci legate a memoria, rendering, debug USB o processi in background. L’obiettivo, qui, è uno solo: controllare se è disponibile il codec Bluetooth LHDC e, se possibile, attivarlo con cuffie adatte.
Compatibilità limitata: cuffie, auricolari e app da controllare
Il nodo principale resta la compatibilità. Non tutte le cuffie supportano LHDC v5 e nemmeno gli accessori Google sono automaticamente coperti: i Pixel Buds, secondo le informazioni disponibili, non risultano compatibili con questo codec nella versione richiesta. È il classico limite pratico che decide tutto. Senza auricolari adatti, la funzione resta lì, inutilizzabile.
Lo sviluppatore del codec, Savitech, tiene un elenco dei dispositivi compatibili. Ci sono alcuni modelli di marchi come Nothing, Motorola e, tra le cuffie, anche alcuni prodotti Sennheiser. La lista però non è ampia come quella dei codec più diffusi. Prima di comprare un paio di auricolari, quindi, meglio controllare bene. La scritta “Hi-Res Audio” sulla confezione non basta: serve la voce LHDC, possibilmente nella versione supportata da Android 17.
Attenzione anche alle app companion degli auricolari. App come Nothing X, o strumenti simili di altri produttori, possono limitare di base la frequenza di campionamento per risparmiare batteria. In certi casi bisogna entrare nelle impostazioni e attivare a mano la modalità alta risoluzione. Un passaggio poco evidente, ma spesso decisivo per ottenere davvero la qualità promessa.
Qualità, batteria e streaming lossless: i compromessi da conoscere
Per usare davvero bene LHDC su Pixel, anche la sorgente deve essere all’altezza. I cataloghi HiRes FLAC di Tidal e Hi-Res Lossless di Apple Music arrivano fino a 24 bit/192 kHz, quindi offrono materiale capace di valorizzare un codec ad ampia banda. Il lossless di Spotify, invece, si ferma a 24 bit/44,1 kHz: qualità più che buona per molti ascolti, ma meno adatta a mettere alla prova il nuovo canale Bluetooth.
Poi c’è la batteria. Trasmettere audio vicino a 1 Mbps via Bluetooth consuma più energia rispetto ai codec standard, sia sullo smartphone sia sugli auricolari. E in luoghi affollati di dispositivi wireless — metropolitana, stazioni, uffici — la connessione può scegliere profili più stabili ma meno spinti, abbassando la qualità per evitare interruzioni. Capita, e non sempre ci si fa caso subito.
Per chi ascolta soprattutto podcast, messaggi vocali o playlist in streaming compresso nel tragitto casa-lavoro, AAC resta più che sufficiente. Per chi invece ha un Pixel con Android 17, cuffie compatibili e un abbonamento lossless, il nuovo codec LHDC merita una prova. Non è una funzione in vetrina, non arriva con notifiche o annunci vistosi, ma è uno degli aggiornamenti audio più interessanti nascosti nel sistema.