Con questo trucco puoi trasformare ChatGPT in un telecomando per qualsiasi cosa

ChatGPT può dialogare con sempre più dispositivi domestici e trasformare semplici richieste in azioni concrete, riducendo la necessità di passare continuamente tra app e telecomandi.
ChatGPT può dialogare con sempre più dispositivi domestici e trasformare semplici richieste in azioni concrete, riducendo la necessità di passare continuamente tra app e telecomandi.
Con questo trucco puoi trasformare ChatGPT in un telecomando per qualsiasi cosa

ChatGPT può diventare un vero telecomando per la casa, trasformando semplici frasi in comandi per musica, altoparlanti e dispositivi connessi senza cambiare applicazione.

Le nuove integrazioni permettono infatti di passare dalla conversazione all’azione senza dover aprire ogni volta menu e app differenti. È un cambiamento piccolo all’apparenza, ma potrebbe modificare parecchio il modo in cui interagiamo ogni giorno con gli oggetti intelligenti presenti in casa.

Sonos 27mcp: il ponte tra ChatGPT e gli speaker domestici

La novità si chiama Sonos 27mcp e fa da collegamento tra l’intelligenza artificiale scelta dall’utente e gli speaker Sonos presenti in casa. Il meccanismo si basa sul Model Context Protocol, che consente all’assistente di capire una richiesta, scritta o vocale, e trasformarla in un’azione concreta: far partire una playlist, spostare l’audio in un’altra stanza, controllare che cosa sta suonando.

Sonos ha precisato che la funzione arriva in Early Access, quindi sarà distribuita poco alla volta e potrà cambiare nel tempo. Atty Eleti, responsabile prodotto di ChatGPT Voice in OpenAI, ha spiegato che l’obiettivo è permettere alle persone di “riprodurre musica in qualsiasi punto della casa” da telefono o computer, senza uscire dalla conversazione. Niente salti tra app. Niente menu da cercare all’ultimo secondo.

Musica, volume e stanze: i comandi vocali che cambiano l’audio in casa

Con ChatGPT collegato a Sonos 27mcp, l’utente può usare frasi normalissime: “metti musica in cucina”, “abbassa il volume in soggiorno”, “porta questa canzone in camera”, oppure “che brano sta andando nello studio?”. Il sistema capisce il linguaggio naturale e agisce sugli altoparlanti connessi, anche unendo più stanze. È un gesto quotidiano, solo spostato dentro una chat.

Mano con smartphone davanti a uno speaker wireless su mobile TV in soggiorno

Uno smartphone usato come telecomando per controllare uno speaker domestico in salotto.

Sonos ha presentato anche Sonos 27voice, un assistente proprietario pensato per scegliere musica e creare atmosfere sonore, insieme a Custom Agents, una funzione che permetterà di creare fino a dieci agenti personalizzati, con modello, voce e personalità diversi. Nick Millington, Chief Innovation Officer dell’azienda, ha spiegato che la casa più intelligente non è quella affidata a un solo assistente “che fa tutto”, ma quella in cui l’utente sceglie l’agente più adatto per ogni compito. Suona un po’ da presentazione aziendale, certo. Ma rende bene l’idea.

Dall’audio alla domotica: quando una frase prende il posto di app e telecomandi

Il controllo con linguaggio naturale non si ferma alla musica. Anche Homey, piattaforma di domotica della società Athom, ha annunciato un’integrazione nativa con ChatGPT per gestire i dispositivi della casa intelligente senza passaggi complicati.

Prima esisteva già un collegamento basato su Model Context Protocol, ma richiedeva interventi manuali e parlava soprattutto agli utenti più esperti. Ora, secondo quanto scritto dall’azienda sul blog ufficiale, l’account ChatGPT si collega con un clic. Da lì si possono rinominare sensori, riorganizzare zone, creare automazioni e impostare Advanced Flows in base a orario, presenza in casa o meteo.

Un esempio citato da Homey: se la porta si apre di notte, si accende il corridoio; dopo mezzanotte, però, la luce parte solo al 10%. La funzione è disponibile per Homey Cloud, Homey Pro, Pro Mini e server personali. Per chi non vuole dipendere da OpenAI resta attiva l’infrastruttura MCP originale, compatibile anche con alternative come Claude di Anthropic. Il telecomando, insomma, somiglia sempre meno a un oggetto e sempre più a una frase scritta bene.

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