Con il trucco della chiavetta blocco tutte le chiamate SPAM e addio fastidi

A luglio 2026, in Germania, il progetto open source PhoneBlock è tornato sotto i riflettori dopo il test pubblicato da CHIP su un dongle USB anti-spam da collegare al router di casa.
A luglio 2026, in Germania, il progetto open source PhoneBlock è tornato sotto i riflettori dopo il test pubblicato da CHIP su un dongle USB anti-spam da collegare al router di casa.
Con il trucco della chiavetta blocco tutte le chiamate SPAM e addio fastidi

L’idea è semplice: fermare le chiamate pubblicitarie prima ancora che il telefono squilli. Il problema lo conoscono in molti. Quando un numero finisce in database commerciali o in liste poco chiare, tra offerte di energia, contratti telefonici e presunti investimenti, riagganciare non basta più. Serve un filtro. In questo caso, a farlo è una piccola chiavetta con dentro un micro-controller e un modulo Wi-Fi.

Il dongle PhoneBlock non è una normale memoria USB. Dentro c’è un piccolo micro-controller ESP32 con connessione wireless, configurato per comportarsi come un telefono IP aggiuntivo nella rete di casa. Una volta collegato al router, il dispositivo si registra come telefono SIP e può rispondere alle chiamate indesiderate prima che arrivino al cordless o allo smartphone collegato alla linea fissa. Il risultato, se tutto funziona, è molto concreto: il telefono vero resta muto.

Secondo la ricostruzione di CHIP, il sistema lavora come una sorta di segreteria intelligente. Controlla le chiamate in arrivo confrontandole con le liste gestite da PhoneBlock, progetto già conosciuto per il blocco dei numeri molesti su FritzBox e per la segnalazione delle chiamate spam su Android e iOS. Se il numero risulta sospetto, viene intercettato. “Il dongle agisce prima che il telefono squilli”, ha spiegato l’autore del test, Joerg Geiger, descrivendolo come un filtro autonomo, non legato a un solo modello di router.

Installazione e configurazione: dal flash del micro-controller al collegamento SIP

La procedura, almeno per chi ha un po’ di dimestichezza con router e reti domestiche, parte dal flash del dongle tramite computer. La chiavetta va inserita nella porta USB del Pc. Poi si apre la pagina web indicata dal progetto e si avvia l’installazione con il comando “Jetzt flashen”, cioè “flasha ora”. A quel punto il browser prova a collegarsi al dispositivo, mostra un avviso sulla cancellazione completa del contenuto e carica il firmware PhoneBlock Dongle. Secondo il test, bastano uno o due minuti.

Dongle USB inserito nella porta di un router Wi‑Fi su una scrivania, con smartphone sfocato che mostra una chiamata in arrivo
Un dongle USB collegato al router può intercettare le chiamate indesiderate prima che il telefono squilli.

Alla fine compare una schermata di conferma. Solo dopo si passa alla connessione con la rete Wi-Fi domestica: si sceglie il nome della rete, si inserisce la password e si sposta il dongle sulla porta USB del router. Da quel momento il dispositivo dovrebbe essere raggiungibile dal browser all’indirizzo http://answerbot.

Può comparire un avviso perché si tratta di una connessione HTTP non cifrata; nel test è stato ignorato, visto che l’accesso avviene dentro la rete locale. Restano due passaggi: configurare la telefonia SIP e collegare il dispositivo a un account PhoneBlock, generando un token API che permette al dongle di sincronizzarsi con il servizio.

FritzBox, altri router e il nodo delle credenziali del provider

Con una FritzBox, router molto diffuso in Germania e presente anche in molte case italiane, la configurazione sembra più semplice. Il dongle può infatti registrarsi automaticamente come dispositivo telefonico interno. L’autore del test lo ha provato proprio su una FritzBox, ma il progetto non è pensato solo per i modelli AVM. In linea di massima, basta che il router permetta di registrare telefoni SIP e che la linea telefonica dell’operatore supporti questo tipo di impostazione.

Qui però arriva il primo ostacolo concreto. Non tutti i router consentono di aggiungere telefoni IP con la stessa libertà. E non tutti gli operatori mettono a disposizione in modo chiaro i dati SIP necessari. In alcuni casi le credenziali si trovano nell’area clienti, in altri bisogna chiederle, in altri ancora la configurazione può essere bloccata o spiegata male. Per questo il progetto invita gli utenti a fare prove e a comunicare l’esito: modello del router, provider, tipo di linea, eventuali errori. È una fase un po’ artigianale, certo. Ma è anche il terreno tipico dei progetti open source.

Costi, alternative software e controlli prima di affidargli le chiamate

Il costo resta basso. CHIP parla di un acquisto su eBay per circa 11 euro, con spedizione dalla Cina e qualche giorno di attesa. Chi ha già in casa un dongle basato su ESP32 può provare a riutilizzarlo, a patto che sia compatibile con il firmware. Non siamo quindi davanti a un prodotto pronto da scaffale, ma a una soluzione per utenti curiosi, disposti a seguire istruzioni tecniche e ad accettare qualche passaggio manuale.

Prima di affidargli la gestione delle chiamate, conviene fare alcune verifiche. Bisogna controllare che il router consenta telefoni SIP, che il provider non limiti la configurazione VoIP, e poi provare chiamate in ingresso da numeri conosciuti. Meglio anche verificare che il telefono di casa continui a funzionare senza ritardi.

Per chi non vuole comprare il dongle, restano le alternative software: PhoneBlock può essere configurato direttamente su FritzBox oppure usato su smartphone, dove segnala o blocca le chiamate indesiderate in base al sistema operativo. La chiavetta, però, ha un vantaggio pratico: lavora alla fonte, sul router. E quando funziona, il telefono non squilla nemmeno.

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