Occhio a Claude, le tue conversazioni possono finire su Google: ecco come bloccarle subito

Occhio a Claude, le tue conversazioni possono finire su Google: ecco come bloccarle subito
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Alcune conversazioni di Claude AI condivise tramite link pubblico sono finite nei risultati dei motori di ricerca, rendendo accessibili contenuti che gli utenti probabilmente pensavano di aver condiviso soltanto con poche persone.

Il caso è emerso alla fine di luglio, dopo le prime segnalazioni pubblicate su Reddit. Attraverso particolari ricerche su Google era possibile trovare una serie di pagine appartenenti alla sezione utilizzata da Claude per condividere conversazioni e Artifacts.

Non si è trattato dell’esposizione delle chat private degli utenti. Le conversazioni coinvolte erano quelle per le quali era stato creato volontariamente un link pubblico. Il problema è che quel collegamento, pur pensato soprattutto per essere inviato direttamente a colleghi, amici o altre persone, poteva essere indicizzato dai motori di ricerca e diventare quindi molto più facile da trovare.

Le chat condivise di Claude sono comparse nei risultati di Google

Le prime segnalazioni sono arrivate da utenti di Reddit, che hanno scoperto come alcune ricerche mirate su Google permettessero di visualizzare numerosi collegamenti a conversazioni pubbliche di Claude AI.

La funzione interessata è quella che consente di creare una copia condivisibile di una conversazione. Quando viene generato il collegamento, Claude specifica che chiunque disponga del link può visualizzare il contenuto.

Il punto critico riguarda però la differenza tra un collegamento pubblico inviato direttamente a qualcuno e una pagina che compare nei risultati di un motore di ricerca. Nel primo caso bisogna conoscere l’indirizzo esatto. Nel secondo, invece, la conversazione può diventare individuabile attraverso una normale ricerca.

Mano sul trackpad di un laptop con risultati di ricerca sfocati sullo schermo, accanto a taccuino e smartphone

Tra i contenuti anche documenti personali e informazioni di lavoro

A rendere il caso particolarmente delicato è la natura di alcune delle conversazioni individuate. Secondo le verifiche riportate dalla stampa internazionale, tra le pagine accessibili comparivano contenuti con informazioni personali, documenti professionali e dati sensibili.

Sono stati segnalati, tra gli altri, documenti relativi alla salute, informazioni aziendali, dati personali e contenuti inseriti dagli utenti all’interno delle conversazioni o degli Artifacts di Claude.

Questo non significa che Anthropic abbia reso pubbliche automaticamente le conversazioni dei propri utenti. Le chat normali restano private finché l’utente non decide di utilizzare la funzione di condivisione.

Il caso evidenzia però un rischio concreto: quando si genera un link pubblico, qualsiasi informazione presente nella pagina deve essere considerata potenzialmente accessibile anche al di fuori del gruppo di persone con cui si intende condividerla.

Anthropic: i link non sono normalmente individuabili senza essere condivisi

Anthropic ha spiegato che i collegamenti alle conversazioni condivise non vengono inseriti dall’azienda in directory o sitemap destinate ai motori di ricerca e che gli indirizzi non sono facilmente prevedibili.

Secondo la società, un link può comparire nei risultati di ricerca quando viene pubblicato in un luogo accessibile ai crawler, per esempio un forum, un social network o un’altra pagina pubblica.

In altre parole, generare un link non significa automaticamente far comparire la conversazione su Google. Ma se quel collegamento viene diffuso pubblicamente, il motore di ricerca può scoprirlo e trattarlo come qualsiasi altra pagina disponibile sul Web.

Google ha ricordato a sua volta che sono i proprietari dei siti a poter indicare ai motori di ricerca quali pagine non devono essere indicizzate. Dopo la diffusione delle segnalazioni, le ricerche utilizzate per trovare le conversazioni non restituivano più gli stessi risultati.

Una chat condivisa tramite link pubblico non va trattata come privata

La vicenda mette in evidenza soprattutto un equivoco abbastanza comune. Un collegamento accessibile soltanto a chi possiede l’URL può sembrare una modalità di condivisione privata, ma tecnicamente resta una pagina pubblicamente accessibile.

Per questo sarebbe meglio evitare di inserire nelle conversazioni destinate alla condivisione informazioni come password, credenziali, documenti riservati, dati di clienti, informazioni finanziarie o dettagli personali.

La stessa cautela vale per documenti di lavoro, codice sorgente, contratti e contenuti aziendali. Anche quando il destinatario del link è una persona fidata, il collegamento può essere inoltrato, pubblicato oppure finire accidentalmente in uno spazio accessibile ai motori di ricerca.

Come controllare le conversazioni di Claude già condivise

Chi utilizza Claude può verificare quali conversazioni sono state trasformate in link pubblici direttamente dalle impostazioni dell’account.

Il percorso indicato è Settings > Privacy > Shared Chats. Da questa sezione è possibile controllare le conversazioni condivise e intervenire sui collegamenti che non servono più.

È una verifica particolarmente utile per chi utilizza Claude AI per lavoro e potrebbe aver condiviso in passato conversazioni contenenti documenti, informazioni interne o altri dati che non dovrebbero restare accessibili tramite un URL pubblico.

La regola più prudente resta semplice: una conversazione privata è una cosa, una chat trasformata in link pubblico è un’altra. Anche quando l’indirizzo viene inviato soltanto a una persona, è meglio comportarsi come se il contenuto potesse essere visto anche altrove.

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