Chi lo avrebbe mai detto che quelle vecchie batterie rinvenute nel cassetto avrebbero avuto valore oggi: ecco quanto ci ho guadagnato

Riordinare un cassetto dimenticato può riservare qualche sorpresa, specie quando tra le cianfrusaglie spuntano oggetti che sembravano da buttare ma che il mercato del riciclo continua invece a valorizzare.
Riordinare un cassetto dimenticato può riservare qualche sorpresa, specie quando tra le cianfrusaglie spuntano oggetti che sembravano da buttare ma che il mercato del riciclo continua invece a valorizzare.
Chi lo avrebbe mai detto che quelle vecchie batterie rinvenute nel cassetto avrebbero avuto valore oggi: ecco quanto ci ho guadagnato

Le batterie esauste, che siano quelle di un’auto rimasta ferma per anni o accumulatori più piccoli dimenticati in un cassetto, non finiscono semplicemente nella spazzatura. Contengono infatti materiali riciclabili, primo fra tutti il piombo, che mantiene un valore di mercato legato alle quotazioni internazionali del London Metal Exchange, aggiornate mensilmente e prese come riferimento dalla maggior parte dei centri di ritiro autorizzati in Italia.

Vecchie batterie: perché oggi hanno valore

Il meccanismo di valutazione è relativamente semplice: il prezzo riconosciuto per ogni chilogrammo di batteria consegnata oscilla generalmente tra i 30 e i 50 centesimi, anche se in alcuni periodi di forte domanda del piombo sul mercato internazionale può salire oltre. Per una batteria d’auto standard, che pesa in media tra i 10 e i 20 chili, il controvalore finale si aggira quindi tra i 5 e i 10 euro, una cifra modesta ma comunque superiore a zero, soprattutto se si considera che lo smaltimento scorretto comporterebbe solo costi e nessun beneficio.

Vecchie batterie: perché oggi hanno valore-Melablog.it

Le cose cambiano quando si parla di batterie agli ioni di litio, sempre più diffuse in dispositivi elettronici, utensili e veicoli elettrici. In questo caso il valore di recupero è generalmente più alto rispetto a quello delle batterie al piombo, perché i materiali coinvolti sono più rari e il processo di riciclo, seppur più complesso dal punto di vista tecnico, permette di recuperare componenti pregiati come cobalto e nichel, sempre più richiesti dall’industria.

Per chi si trova tra le mani vecchie batterie e non sa dove portarle, le strade principali sono due: rivolgersi a un elettrauto o a un rivenditore autorizzato, che è tenuto per legge a ritirare gratuitamente l’accumulatore esausto al momento dell’acquisto di uno nuovo, oppure conferirle direttamente presso l’isola ecologica del proprio Comune. In entrambi i casi il ritiro non comporta alcun costo per il cittadino, mentre la vendita diretta a un centro specializzato in recupero materiali richiede solitamente quantitativi più consistenti per essere economicamente conveniente.

Al di là del guadagno economico, che resta comunque limitato per un singolo pezzo trovato in un cassetto, va ricordato che circa il 90% dei materiali contenuti in una batteria esausta può essere effettivamente recuperato e reimpiegato, un dato che rende lo smaltimento corretto una scelta vantaggiosa tanto per l’ambiente quanto, in piccola parte, per il portafoglio.

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