Che fine fanno migliaia di libri usati? Un AirTag svela il loro sorprendente destino

Un AirTag nascosto in una grande spedizione di libri usati ha permesso di scoprire una destinazione inattesa e il motivo dietro alcuni misteriosi acquisti in massa.
Un AirTag nascosto in una grande spedizione di libri usati ha permesso di scoprire una destinazione inattesa e il motivo dietro alcuni misteriosi acquisti in massa.
Che fine fanno migliaia di libri usati? Un AirTag svela il loro sorprendente destino

Un AirTag infilato dentro una spedizione di libri ha trasformato un sospetto circolato per mesi tra i librai in una pista molto più concreta.

Nell’agosto 2026, 404 Media ha seguito negli Stati Uniti il viaggio di un volume inserito in un grande ordine anonimo effettuato attraverso Biblio, marketplace specializzato in libri usati e fuori catalogo. La destinazione finale è risultata essere una struttura Amazon nell’area di Las Vegas, collegata a un’attività di scansione dei libri per ottenere testi utilizzabili anche nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale.

Un AirTag nascosto tra centinaia di libri

Da tempo alcuni venditori avevano notato ordini insoliti: grandi quantità di libri acquistate insieme, spesso senza un evidente filo tematico e con un’attenzione al prezzo diversa da quella del normale collezionista. Per capire chi ci fosse dietro, 404 Media ha nascosto un AirTag in uno dei volumi di una spedizione di circa mille libri e ne ha seguito il percorso fino all’area VGT3 del complesso Amazon LAS8, a Las Vegas.

La scoperta ha chiarito almeno una parte del mistero. Amazon ha confermato l’acquisto dei libri per migliorare prodotti e servizi, compresa la famiglia di modelli Nova. Il punto interessante non riguarda soltanto la quantità: i volumi cartacei possono contenere testi assenti dal web, edizioni difficili da reperire online e materiale precedente all’esplosione dei contenuti generati dall’AI, quindi particolarmente interessante come dato di addestramento.

Scatola di spedizione aperta con libri usati e un piccolo dispositivo di tracciamento bianco nascosto tra i volumi

Un pacco di libri usati con un tracker nascosto, simbolo dell’inchiesta sul viaggio e la destinazione finale dei volumi.

I libri vengono smontati e trasformati in dati

Secondo la ricostruzione dell’inchiesta e le testimonianze raccolte, nel centro i volumi vengono sottoposti a una scansione distruttiva. La rilegatura viene rimossa, le pagine vengono separate e poi digitalizzate rapidamente con scanner industriali. Alla fine del processo il libro fisico non è più recuperabile come volume integro. È proprio questo passaggio ad aver provocato le reazioni più forti: non si tratta semplicemente di fotografare le pagine e rimettere il libro sullo scaffale, ma di trasformare l’oggetto in dati.

Va però fatta una distinzione. Parlare di “libri rari” non significa necessariamente che ogni volume acquistato abbia un grande valore collezionistico. Biblio ospita libri usati, fuori catalogo e anche copie effettivamente rare, ma la rarità dipende da edizione, tiratura, conservazione e domanda. L’inchiesta documenta soprattutto la scala degli acquisti e la destinazione dei volumi, non che ogni libro distrutto fosse un pezzo da museo.

Perché comprare libri fisici interessa alle aziende AI

La scelta di acquistare copie cartacee ha anche una dimensione giuridica. Nel caso Bartz contro Anthropic, nel giugno 2025, il giudice William Alsup ha distinto tra l’utilizzo dei testi per addestrare modelli e il modo in cui le copie erano state ottenute. In quella decisione, il training è stato considerato trasformativo in determinate circostanze, mentre una biblioteca permanente composta da copie pirata non ha ricevuto la stessa protezione.

È una distinzione che aiuta a capire perché un’azienda possa preferire libri acquistati legalmente rispetto a raccolte digitali dalla provenienza incerta. L’acquisto non risolve automaticamente ogni questione di copyright, ma garantisce una provenienza più chiara del materiale. Per i librai, intanto, il caso dell’AirTag ha finalmente mostrato dove può finire almeno una parte di quegli ordini enormi e apparentemente incomprensibili.

La risposta, almeno in questo caso, è sorprendente: alcuni libri vengono comprati non per essere letti, rivenduti o conservati, ma per essere smontati, scansionati e digitalizzati. Un destino molto diverso da quello immaginato da chi li mette in vendita e che apre un nuovo capitolo sul rapporto tra mercato dell’usato, proprietà intellettuale e fame di dati dell’intelligenza artificiale.

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