Una casa smart a pochi euro: i 7 dispositivi low-cost che tutti vogliono

Una casa smart a pochi euro: i 7 dispositivi low-cost che tutti vogliono

Rendere smart la propria casa non significa necessariamente sostituire elettrodomestici o affrontare costosi lavori sull’impianto. Si può partire da pochi dispositivi mirati — tra sistemi per lo streaming, lampadine smart, videocamere, serrature, prese e termostati connessi — per controllare dallo smartphone luci, sicurezza, riscaldamento e intrattenimento. L’importante è scegliere prodotti realmente utili e compatibili con l’ecosistema già presente in casa.

Presa smart collegata a una lampada da terra accesa, con smartphone su un tavolino e TV sullo sfondo

Da dove partire: priorità, budget e dispositivi davvero utili

Una casa smart low cost non si costruisce comprando tutto insieme. Conviene partire da una necessità concreta: rendere connessa una vecchia TV, comandare una lampada dal telefono, controllare l’ingresso quando si è fuori oppure gestire meglio il riscaldamento.

In molti casi non serve quindi cambiare frigorifero, lavatrice, televisore o caldaia. Bastano piccoli accessori collegati alla rete Wi-Fi e gestibili attraverso un’app. Lampadine e prese intelligenti, per esempio, possono costare poche decine di euro, mentre videocamere, serrature e termostati richiedono generalmente un investimento maggiore.

Prima dell’acquisto è importante controllare la compatibilità con sistemi come Amazon Alexa, Google Home, Apple Home o con lo standard Matter, quando supportato. Scegliere dispositivi che funzionano nello stesso ecosistema evita di ritrovarsi con molte applicazioni diverse e automazioni difficili da gestire.

TV e illuminazione: i primi passi per rendere la casa connessa

Uno dei modi più semplici per aggiornare una televisione ancora funzionante è aggiungere un dispositivo per lo streaming. Soluzioni come Google TV Streamer, Fire TV e altri media player si collegano al televisore e permettono di utilizzare piattaforme di streaming e applicazioni senza dover sostituire lo schermo.

È una strada particolarmente interessante quando il televisore offre ancora una buona qualità d’immagine ma il suo sistema smart è diventato lento, non riceve più aggiornamenti oppure non supporta alcune app recenti.

Anche l’illuminazione smart rappresenta un ingresso economico nella domotica. Una lampadina come TP-Link Tapo L510E, per esempio, può essere controllata tramite smartphone e programmata in base agli orari della giornata. Si può decidere quando accenderla e spegnerla, modificare la luminosità o creare routine automatiche.

Molti modelli non richiedono un hub dedicato: basta collegarli alla rete domestica e completarene la configurazione attraverso l’app. Se compatibili, possono essere controllati anche tramite assistenti vocali.

Videocamere e accessi: la sicurezza smart parte da piccoli dispositivi

La sicurezza domestica smart permette di procedere per gradi. Per gli ambienti interni, una videocamera come TP-Link Tapo C200 può monitorare una stanza, utilizzare la visione notturna e inviare notifiche sullo smartphone quando rileva un movimento.

Non sostituisce un sistema di allarme professionale, ma può essere utile per controllare un ingresso, verificare cosa succede in casa quando si è fuori oppure tenere d’occhio gli animali domestici.

Per gli spazi esterni esistono invece videocamere progettate per resistere agli agenti atmosferici, come quelle della gamma Blink Outdoor. Funzioni come rilevamento del movimento, visione notturna e audio bidirezionale permettono di ricevere avvisi e controllare ciò che accade dall’app.

Con le videocamere bisogna però considerare anche la privacy. L’inquadratura deve essere configurata con attenzione, soprattutto nei condomìni o quando potrebbe comprendere aree comuni, proprietà altrui o spazi pubblici.

Un altro livello di automazione riguarda l’accesso alla casa. Dispositivi come Nuki Opener possono integrarsi con alcuni citofoni compatibili e consentire di gestire l’apertura del portone attraverso lo smartphone. Prima dell’acquisto è essenziale controllare la compatibilità con l’impianto già installato.

Prese intelligenti: pochi euro per automatizzare gli apparecchi tradizionali

Tra gli accessori più semplici ci sono le prese smart. Una TP-Link Tapo P100, per esempio, permette di accendere e spegnere da remoto il dispositivo collegato e di impostare programmazioni e timer attraverso l’app Tapo. È inoltre compatibile con Alexa e Google Assistant.

Può essere utilizzata con lampade, ventilatori e altri piccoli apparecchi, purché vengano rispettati i limiti di potenza previsti dal produttore. Si possono così creare semplici routine: spegnere una lampada a un determinato orario, interrompere automaticamente l’alimentazione di un dispositivo oppure simulare una presenza quando si è fuori casa.

Una presa intelligente non riduce da sola la bolletta, ma può aiutare a evitare che alcuni dispositivi rimangano accesi inutilmente. Per chi vuole monitorare anche i consumi è invece necessario scegliere un modello dotato esplicitamente di misurazione energetica.

Termostati smart: dove l’automazione può incidere di più sui consumi

Il capitolo più interessante dal punto di vista energetico riguarda termostati e valvole intelligenti. Questi dispositivi permettono di programmare il riscaldamento, controllare la temperatura da remoto e, nei sistemi più completi, gestire separatamente diversi ambienti della casa.

Soluzioni di marchi come Thomson At Home e altri produttori possono essere utilizzate, a seconda del modello e dell’impianto, con caldaie, radiatori o altri sistemi di riscaldamento. Prima di acquistare è però fondamentale verificare la compatibilità tecnica.

Il risparmio non è uguale per tutti: dipende dall’isolamento dell’abitazione, dalle temperature impostate, dagli orari e dalle abitudini della famiglia. Il vantaggio principale è evitare di riscaldare inutilmente gli ambienti quando nessuno è in casa e poter programmare accensioni e spegnimenti in maniera più precisa.

Quanto serve davvero per iniziare con una casa smart

Non è necessario acquistare tutti e sette i dispositivi. Per molti può bastare una lampadina intelligente e una presa smart; altri potrebbero trovare più utile investire prima in una videocamera o in un termostato connesso.

Il modo più sensato per costruire una smart home economica è partire da uno o due problemi quotidiani e aggiungere nuovi dispositivi soltanto quando servono. In questo modo si evita di riempire la casa di accessori utilizzati per pochi giorni e poi dimenticati.

La vera comodità della domotica non sta nel controllare tutto dallo smartphone, ma nel fare in modo che alcune azioni quotidiane avvengano automaticamente: luci che si spengono, riscaldamento che segue gli orari di casa, dispositivi che non restano accesi inutilmente e notifiche che arrivano solo quando c’è qualcosa da controllare.

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