Cartelle esattoriali e multe ora ti arrivano sull'App IO: come funziona la notifica del Fisco sullo smartphone

Le comunicazioni fiscali stanno migrando sempre più sullo smartphone, affiancando PEC e raccomandata. Capire come attivarle e cosa comportano aiuta a non farsi cogliere impreparati sulle scadenze.
Le comunicazioni fiscali stanno migrando sempre più sullo smartphone, affiancando PEC e raccomandata. Capire come attivarle e cosa comportano aiuta a non farsi cogliere impreparati sulle scadenze.
Cartelle esattoriali e multe ora ti arrivano sull'App IO: come funziona la notifica del Fisco sullo smartphone

Lo Stato continua ad avvicinarsi ai cittadini passando dal telefono, e l’ultimo tassello riguarda il rapporto, spesso temuto, con il Fisco. Dal 3 giugno il Dipartimento della Giustizia Tributaria del Ministero dell’Economia ha ampliato il servizio dedicato sulla App IO, l’applicazione sviluppata da PagoPA che raccoglie in un unico posto messaggi, pagamenti e servizi della Pubblica Amministrazione.

La novità riguarda il processo tributario telematico, cioè le cause tra contribuenti e amministrazione finanziaria. Sull’app sono stati aggiunti due nuovi messaggi, relativi al deposito del dispositivo e al deposito del provvedimento giurisdizionale, che si affiancano all’avviso di trattazione in udienza già attivo da dicembre.

App IO: arrivano cartelle esattoriali e multe online

Si tratta di comunicazioni che fino a ieri arrivavano quasi esclusivamente via PEC, uno strumento non sempre consultato in tempo reale, soprattutto dai contribuenti che non si affidano a un professionista. Ora gli stessi aggiornamenti compaiono direttamente come notifica sullo schermo, permettendo di seguire passo passo l’andamento di un ricorso senza dover accedere ai portali dedicati.

App IO: arrivano cartelle esattoriali e multe online-melablog.it

Il quadro è destinato ad allargarsi ulteriormente. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta sviluppando un sistema che porterà sull’App IO anche le vere e proprie cartelle esattoriali: quando sarà operativo, il contribuente riceverà una notifica nel momento in cui ne verrà emessa una a suo carico, con i dettagli sulle somme dovute e i riferimenti per il pagamento. Non un semplice promemoria, quindi, ma una comunicazione completa.

A questa logica si aggiungono le cosiddette lettere di compliance, inviate in via amichevole soltanto ai contribuenti per cui sono emerse anomalie nell’incrocio dei dati, come invito a controllare la propria posizione.

Per ricevere questi avvisi occorre qualche passaggio. Bisogna scaricare l’App IO, accedere con SPID, CIE o CNS, entrare nella sezione dedicata ai servizi e cercare quelli dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, attivando le relative notifiche. Per le comunicazioni con valore legale, inoltre, è necessario abilitare anche il servizio SEND, sempre dalla stessa applicazione.

Il vantaggio principale di questo sistema sta nella tempestività. Fino a poco tempo fa, per seguire l’andamento di una pratica, professionisti e contribuenti dovevano accedere ripetutamente ai portali della giustizia tributaria autenticandosi di volta in volta, oppure attendere la posta o controllare la PEC. Ricevere invece un avviso immediato sullo smartphone consente di reagire in tempo reale, scegliendo se pagare, rateizzare o presentare ricorso senza perdere giorni preziosi. Importante sottolineare che, almeno per ora, l’App IO affianca i canali tradizionali come PEC e raccomandata, senza sostituirli del tutto, integrandosi in un percorso di digitalizzazione che procede per gradi.

Proprio su questo punto serve un’avvertenza importante. Con SEND attivo, i termini legali iniziano a decorrere dal momento della ricezione digitale: chi non controlla l’app con una certa regolarità rischia quindi di accorgersi in ritardo di una comunicazione e di avere meno tempo del previsto per pagare, rateizzare o presentare ricorso. Prima di attivare le notifiche con valore legale conviene perciò valutare le proprie abitudini digitali, ricordando che l’App IO centralizza ormai anche scadenze come il bollo auto, la TARI e le comunicazioni dell’anagrafe.

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