Bollette più leggere con l’IA: come EU-DREAM vuole trasformare i consumatori in protagonisti dell’energia

Bollette più leggere con l’IA: è questa la scommessa di EU-DREAM, progetto europeo coordinato dall’Università di Porto con il contributo di ENEA.
Bollette più leggere con l’IA: è questa la scommessa di EU-DREAM, progetto europeo coordinato dall’Università di Porto con il contributo di ENEA.
Bollette più leggere con l’IA: come EU-DREAM vuole trasformare i consumatori in protagonisti dell’energia

L’obiettivo, entro dicembre 2027, è usare l’intelligenza artificiale per aiutare famiglie e comunità energetiche a leggere meglio consumi, produzione domestica e costi. In pratica: rendere più semplice il rapporto tra utenti, casa intelligente e mercato dell’energia.

La promessa è ancora legata alla fase di sviluppo, ma il punto è chiaro: parlare con un sistema digitale come con un assistente. Chiedere quanto consuma la lavatrice, quando conviene accendere la pompa di calore o come sta andando l’autoconsumo del condominio. Meno moduli, meno schermate tecniche. Più risposte comprensibili.

Come risparmiare in bolletta con l’AI

Il nome completo è Effective Uptake of Digital Services to Repower European Consumers and Communities as Active Participants in Energy Transition and Markets. Troppo lungo per l’uso quotidiano: per tutti è già EU-DREAM. Il progetto nasce per accompagnare i consumatori europei in una fase in cui l’energia non arriva soltanto in casa. Si produce, si conserva, si scambia, si programma.

Mano che tocca un pannello di monitoraggio energetico con grafico dei consumi in una casa, con lavatrice sullo sfondo
Un pannello di controllo domestico mostra l’andamento dei consumi energetici, utile per ottimizzare l’uso di elettrodomestici e ridurre la bolletta.

Dentro questo lavoro, ENEA ha coordinato la definizione di 22 casi d’uso, cioè scenari pratici pensati per capire come l’intelligenza artificiale applicata all’energia possa entrare nella vita di tutti i giorni. Si va dalla gestione automatica dei flussi energetici domestici al dialogo, in linguaggio naturale, con i sistemi che regolano consumi e produzione. Tradotto: non solo numeri, ma indicazioni utili. Il progetto mette insieme competenze su smart grid, fonti rinnovabili, gestione dei carichi e servizi digitali.

Una parte importante riguarda proprio il passaggio dal linguaggio degli impianti, spesso oscuro per chi non è del settore, a quello dell’utente. “Un’interazione semplice può aumentare la consapevolezza dei consumatori, con un impatto positivo su bollette e ambiente”, ha spiegato Amedeo Buonanno, ricercatore del Laboratorio ENEA Smart grid e reti energetiche del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili.

Chatbot energetici, così parleranno con consumi, produzione e smart home

Il cuore di EU-DREAM è un’interfaccia conversazionale, simile ai chatbot basati su intelligenza artificiale già usati in molti servizi digitali, ma collegata al sistema energetico di casa. L’utente potrà scrivere o parlare. E chiedere, per esempio, quanta energia ha prodotto l’impianto fotovoltaico durante la giornata, quali elettrodomestici hanno inciso di più sui consumi o perché la spesa è salita in una certa fascia oraria.

La differenza rispetto a molte app oggi in circolazione sta nel modo in cui le informazioni vengono restituite. Non grafici da decifrare da soli. Non menu nascosti tra impostazioni e schermate. Il sistema dovrebbe offrire insights sui consumi e sulla produzione degli impianti in modo diretto. Una domanda, una risposta. E, se serve, un suggerimento.

Secondo ENEA, l’assistente potrà dialogare con i sistemi di gestione dell’energia presenti nella smart home, leggendo dati da fotovoltaico, batterie, pompe di calore, elettrodomestici intelligenti e dispositivi di monitoraggio. Naturalmente non dipenderà tutto dal chatbot. Serviranno impianti compatibili, dati affidabili e regole chiare sulla privacy. È uno dei passaggi più delicati del progetto.

Il possibile risparmio in bolletta non arriverà da una formula magica. Piuttosto dalla somma di tante piccole scelte rese più facili. Il sistema potrà aiutare l’utente a impostare le preferenze della casa: la temperatura degli ambienti, l’orario di avvio degli elettrodomestici, l’uso della batteria domestica.

Una lavatrice spostata nella fascia più conveniente. Una batteria caricata quando il fotovoltaico produce di più. Un consumo evitato nelle ore meno favorevoli. Buonanno ha spiegato che gli utenti potranno chiedere, “vocalmente o in forma scritta”, informazioni sui propri consumi senza compilare form o andare a cercare dati difficili da trovare. Non è un dettaglio. Spesso le tecnologie per l’efficienza ci sono già, ma vengono usate poco perché risultano troppo complicate.

In cucina, davanti a un display o con il telefono in mano, può bastare una domanda semplice: “Quanto sto consumando adesso?”. Le funzioni previste guardano anche alla riduzione delle emissioni di CO₂, perché consumare meglio significa usare in modo più efficiente l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Il sistema, nell’idea del progetto, non dovrebbe sostituirsi all’utente. Prima informa. Poi suggerisce. E solo se autorizzato può gestire alcune operazioni in automatico.

Comunità energetiche e mercati: la strada fino al lancio del 2027

Una delle applicazioni più attese riguarda le comunità energetiche rinnovabili, le CER. In questo caso il chatbot potrebbe aiutare i membri a capire rapidamente come sta andando l’autoconsumo collettivo, quanta produzione viene condivisa e quali benefici si generano all’interno della comunità.

Per un condominio, un quartiere o un piccolo Comune, avere risposte chiare può evitare riunioni piene di tabelle poco leggibili. Il progetto prevede già test sperimentali, ma per arrivare a uno strumento davvero accessibile servirà ancora tempo. La chiusura di EU-DREAM è fissata a dicembre 2027. Entro quella data dovranno essere messi a punto strumenti, modelli e modalità di dialogo con i mercati energetici. Perché non basta far parlare una macchina: deve parlare bene, con dati corretti e senza semplificare troppo.

Resta poi il nodo dell’integrazione con fornitori, gestori di rete e piattaforme domestiche, un passaggio tecnico e regolatorio tutt’altro che semplice. Se funzionerà, EU-DREAM potrà aiutare a trasformare il consumatore da semplice destinatario della bolletta a soggetto più attivo nella gestione dell’energia. Non un esperto improvvisato. Un utente più informato, e forse un po’ meno solo davanti ai numeri di luce e gas.

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