Eppure, tornare alla navigazione a tre pulsanti su smartphone Pixel e Samsung Galaxy può rendere più veloci alcune azioni di ogni giorno: passare da un’app all’altra, aprire Circle to Search, chiudere la tastiera o tornare indietro senza tocchi sbagliati. Non è una rivoluzione. È, più semplicemente, un cambio di abitudine. Ma nell’uso concreto — tra messaggi, browser, documenti e app bancarie — quei tre tasti fissi in basso possono dare un controllo più chiaro rispetto a un gesto che il telefono interpreta male.
Per attivare la navigazione a tre pulsanti su un Google Pixel basta aprire Impostazioni, entrare in Sistema e poi scegliere Modalità di navigazione. Da lì si seleziona l’opzione con i tre comandi classici: Indietro, Home e App recenti. Sui telefoni Samsung Galaxy, invece, il percorso passa da Impostazioni, poi Schermo e quindi Barra di navigazione. Questione di pochi secondi, anche se chi usa i gesti da anni potrebbe aver bisogno di un po’ di tempo per riabituarsi.
Il prezzo da pagare c’è: i pulsanti Android occupano una piccola fascia in basso, più della sottile barra della navigazione gestuale. Sui display più piccoli si nota, soprattutto leggendo o usando app a schermo intero. Però, per molti, quello spazio perso viene ripagato da comandi più chiari. “Con i pulsanti so sempre dove toccare”, è il ragionamento più comune di chi torna al vecchio sistema. Semplice, quasi banale. Ma nell’uso quotidiano conta.
Il doppio tap su App recenti: il cambio rapido tra due app a schermo intero
La funzione meno visibile, e spesso la più comoda, riguarda il tasto App recenti, quello dedicato al multitasking. Con la navigazione a tre pulsanti attiva, un doppio tap rapido su App recenti permette di passare subito dall’app in uso a quella aperta prima. Un po’ come Alt+Tab su Windows o Command+Tab su Mac, ma sul telefono. E senza aprire ogni volta tutta la schermata delle app recenti.
Il vantaggio si vede quando si lavora tra due app: Gmail e Chrome, per esempio, oppure WhatsApp e un documento, o ancora note e calendario. Si apre la prima applicazione, poi la seconda. A quel punto, con un doppio tocco su App recenti, Android le alterna a schermo intero. Non è lo schermo diviso, utile ma non sempre pratico sui telefoni piccoli. Qui ogni app resta piena, pulita, senza metà display sacrificata. Il pollice si muove meno, il comando è più netto. E dopo qualche giorno viene naturale.
Circle to Search sul tasto Home: un accesso più preciso all’AI di Android
Un altro motivo per riscoprire i pulsanti è Circle to Search, la funzione di Google che permette di cercare informazioni su ciò che appare sullo schermo: un oggetto, una parola, un’immagine, una porzione di testo. Dentro Android, e collegata alla ricerca e all’intelligenza artificiale di Google, serve per riconoscere prodotti, tradurre frasi, approfondire contenuti o salvare più in fretta un’informazione.
Con la navigazione tramite gesti, Circle to Search si apre tenendo premuta la barra inferiore. Funziona, ma non sempre il gesto riesce al primo colpo: basta spostare un po’ il dito o premere nel punto sbagliato per ottenere altro. Con i pulsanti Android, invece, si passa dal tasto Home: pressione lunga e la funzione parte. È un dettaglio, certo. Però rende il gesto più preciso. Non bisogna indovinare il punto giusto: si preme sempre lo stesso comando, sempre nello stesso posto.
Il ritorno del tasto Indietro: meno errori con gesture, tastiera e navigazione quotidiana
Il tasto Indietro è forse la ragione più concreta per cui alcuni utenti scelgono di tornare ai tre pulsanti. La gesture laterale introdotta negli ultimi anni permette di tornare alla schermata precedente scorrendo dal bordo destro o sinistro. Nella pratica, però, può scontrarsi con menu laterali, caroselli, immagini, pagine web e app che usano già movimenti orizzontali. Così capita di voler aprire un pannello e invece uscire dalla schermata. O viceversa.
Con un tasto Indietro dedicato, il comportamento è più prevedibile: si tocca e si torna indietro. Lo stesso pulsante aiuta anche quando compare la tastiera Android. In molti casi, infatti, diventa una freccia verso il basso e permette di chiudere la tastiera senza cercare uno spazio vuoto sullo schermo o affidarsi a una gesture che non sempre viene riconosciuta. Nei moduli online, nelle chat lunghe, nelle app di home banking o mentre si inserisce un indirizzo, questa piccola differenza evita parecchi inciampi.
Serve un po’ di memoria muscolare. Chi ha usato i gesti per anni potrebbe metterci qualche giorno prima di smettere di scorrere dai bordi o dalla barra in basso. Ma il punto è proprio questo: la navigazione a tre pulsanti su Android non è solo un ritorno al passato. È ancora lì, supportata dal sistema, e in diversi casi può rendere il telefono più rapido da usare. Meno elegante, forse. Più diretta, spesso.