Attenzione, chiunque acquisti questo smartphone sarà costretto a pagare un extra

Smartphone più cari in arrivo. Secondo quanto riportato il 15 settembre da SamMobile e ripreso dalla stampa tech tedesca, Samsung starebbe trattando in Corea del Sud un nuovo aumento dei prezzi dei chip di memoria per smartphone.
Smartphone più cari in arrivo. Secondo quanto riportato il 15 settembre da SamMobile e ripreso dalla stampa tech tedesca, Samsung starebbe trattando in Corea del Sud un nuovo aumento dei prezzi dei chip di memoria per smartphone.
Attenzione, chiunque acquisti questo smartphone sarà costretto a pagare un extra

Una mossa che, nei prossimi mesi, potrebbe farsi sentire sui listini di Apple, della stessa linea Galaxy e di molti altri produttori, in un mercato già alle prese con componenti più cari e forniture sotto pressione.

Il nodo, per ora, è nelle trattative tra Samsung Semiconductor e i grandi clienti del settore mobile. Secondo le ricostruzioni arrivate dalla Corea del Sud, il gruppo starebbe discutendo un aumento tra il 7 e il 10% per le memorie DRAM mobile e NAND Flash, due componenti montati su quasi tutti gli smartphone di fascia media e alta. Non è un dettaglio da tecnici. Sono parti piccole, invisibili per chi compra un telefono in negozio, ma pesano eccome sul costo finale di ogni dispositivo.

Sempre secondo le fonti citate da SamMobile, i prezzi sarebbero già molto alti rispetto agli ultimi cicli di mercato. Il nuovo rincaro arriverebbe quindi su una base già cara, in un momento in cui la domanda di memoria resta forte anche per server, intelligenza artificiale e dispositivi con sempre più spazio di archiviazione. Tra gli osservatori del settore il ragionamento è semplice: la pressione sui componenti non si è ancora allentata. Poche parole, ma il messaggio è chiaro.

Memoria e storage: perché fanno salire il prezzo dei telefoni

La DRAM è la memoria di lavoro dello smartphone. Serve a tenere aperte le app, far girare il sistema operativo, passare da una funzione all’altra senza rallentamenti. La NAND Flash, invece, è lo spazio dove restano salvati foto, video, applicazioni, chat e documenti. Una rende il telefono più reattivo, l’altra permette di conservare più dati. Due funzioni diverse, entrambe decisive.

Mani con guanti antistatici tengono un microchip con pinzette sopra la scheda madre di uno smartphone aperto
Un tecnico maneggia un chip di memoria sopra uno smartphone smontato, simbolo dei costi dei componenti che possono far salire i prezzi.

Negli ultimi anni i produttori hanno spinto molto sui tagli più generosi: 8, 12 o 16 GB di RAM, memoria interna da 256 GB, 512 GB e oltre, soprattutto sui modelli premium. Ed è qui che il rincaro dei chip si vede nei conti. Se ogni componente costa di più e viene montato su milioni di telefoni, i margini si assottigliano in fretta. Le aziende possono assorbire una parte del costo, ridurre gli sconti al lancio oppure scaricare l’aumento sul consumatore. Spesso, nella pratica, succedono tutte e tre le cose insieme.

Apple, Galaxy e gli altri: la stretta sui componenti riguarda tutti

L’effetto non toccherebbe un solo marchio. Samsung è uno dei principali fornitori mondiali di memorie per smartphone e tra i suoi clienti ci sono molti produttori, compresa Apple, oltre a diversi gruppi Android che acquistano componenti per telefoni, tablet, smartwatch e altri dispositivi connessi. Se sale il prezzo della memoria, la pressione si allarga a buona parte della filiera.

C’è poi un aspetto meno immediato: anche la divisione Samsung Galaxy potrebbe pagare il rincaro. Secondo quanto riportato, la business unit che produce smartphone non avrebbe condizioni privilegiate dalla divisione semiconduttori del gruppo. In sostanza, la partita interna si giocherebbe a prezzi di mercato, o comunque senza sconti in grado di cancellare l’aumento. È una dinamica normale nelle grandi multinazionali, ma resta significativa: i prossimi Galaxy potrebbero avere costi di produzione più alti proprio per decisioni prese dentro lo stesso gruppo.

Il tema, inoltre, non si ferma agli smartphone. Se gli aumenti su DRAM e NAND Flash saranno confermati, potrebbero risentirne anche tablet, dispositivi indossabili e altri prodotti elettronici che usano gli stessi moduli, o varianti molto simili. Non tutti i settori reagiranno allo stesso modo. Ma la direzione, al momento, sembra quella di una catena più costosa.

Comprare uno smartphone nei prossimi mesi: cosa può cambiare

Per chi deve acquistare uno smartphone nei prossimi mesi, l’impatto non è ancora misurabile con precisione. Nessun produttore, al momento, ha annunciato aumenti ufficiali legati ai chip Samsung. I listini dipendono anche dal cambio valutario, dalle scelte commerciali, dalle promozioni degli operatori e dal calendario dei lanci. Però il segnale c’è: se i costi dei componenti salgono, lo spazio per offerte aggressive si riduce.

Il rischio più concreto riguarda i modelli nuovi, soprattutto quelli con molta memoria RAM e tanto storage interno. Un telefono da 128 GB potrebbe restare più facile da proporre a un prezzo competitivo. Le versioni da 512 GB o 1 TB, invece, potrebbero mostrare differenze più evidenti. Non per forza con un aumento netto sul cartellino: a volte sale il prezzo di partenza, altre volte sparisce una promozione, oppure il taglio superiore diventa semplicemente meno conveniente.

Tutto dipenderà dalla disponibilità di chip di memoria e dalla durata della stretta sulle forniture. Se la produzione dovesse tornare su livelli più regolari, i produttori avrebbero più spazio per contenere i prezzi. Se invece la scarsità continuerà, comprare uno smartphone di nuova generazione potrebbe costare qualcosa in più. Magari non subito, magari non per tutti. Ma il mercato, intanto, si sta già preparando.

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