Attenzione al tuo Modem, ora rischi la penale: molti non sapevano cosa sarebbe accaduto

Dal 14 settembre 2026 cambiano alcune regole per i nuovi clienti Vodafone Casa in Italia. Chi attiva una linea FTTC o FTTH potrà ricevere il modem in comodato d’uso gratuito: non sarà quindi suo, ma dell’operatore.
Dal 14 settembre 2026 cambiano alcune regole per i nuovi clienti Vodafone Casa in Italia. Chi attiva una linea FTTC o FTTH potrà ricevere il modem in comodato d’uso gratuito: non sarà quindi suo, ma dell’operatore.
Attenzione al tuo Modem, ora rischi la penale: molti non sapevano cosa sarebbe accaduto

E alla chiusura del contratto dovrà restituirlo. In caso contrario, o se il dispositivo rientra danneggiato, sono previste penali fino a 140 euro. La novità riguarda una parte delle offerte di rete fissa e arriva dopo l’ingresso di Vodafone Italia nel gruppo Fastweb, completato nei mesi scorsi.

La modifica riguarda le nuove attivazioni di Vodafone Casa Start, Vodafone Casa Pro e Vodafone Casa Ultra su tecnologia FTTC e FTTH, quindi fibra mista rame e fibra fino a casa. Dal 14 settembre 2026, in questi casi, il modem potrà essere consegnato al cliente in comodato d’uso gratuito, e non più come apparecchio ceduto in via definitiva.

Sembra un dettaglio tecnico. In realtà cambia parecchio. Il modem resta di proprietà dell’operatore e, quando il contratto finisce, deve essere riconsegnato. È una linea più vicina a quella già usata nel perimetro Fastweb, dopo l’operazione che ha portato all’integrazione di Vodafone Italia all’inizio del 2026.

Per i clienti, la cosa da guardare con attenzione è il contratto firmato al momento dell’attivazione. È lì, nelle condizioni economiche e nei documenti allegati, che viene indicato se l’apparato è in comodato gratuito oppure se è previsto con un’altra formula.

Modem in comodato gratuito: cosa cambia quando si chiude il contratto

Alla chiusura della linea Vodafone Casa, chi ha ricevuto il modem in comodato d’uso dovrà restituirlo entro i tempi previsti. Non è quindi un accessorio che resta al cliente, né un dispositivo acquistato insieme all’offerta: in questa formula rimane un bene dell’operatore.

Mani che mettono un modem bianco in una scatola di cartone su una scrivania con laptop e cavi
Un modem domestico viene preparato per la spedizione di reso dopo la chiusura del contratto di rete fissa.

La regola vale in caso di disdetta, passaggio a un altro operatore o cessazione della linea. Quando Vodafone conferma la disattivazione, invia anche le istruzioni per la riconsegna. Da quel momento scattano i termini.

Attenzione anche allo stato del dispositivo. Il modem va restituito funzionante e completo, secondo quanto previsto dalla procedura di rientro. Una dimenticanza, oppure un apparecchio non funzionante, può diventare un costo in fattura. E non da poco.

Restituzione entro 45 giorni e spedizione gratuita con Poste Italiane

Il termine per la restituzione è di 45 giorni dalla conferma della disattivazione della linea. È questo il tempo a disposizione dell’ex cliente per spedire il modem Vodafone ricevuto in comodato, seguendo le istruzioni fornite dall’operatore nella fase di chiusura del contratto.

La riconsegna, almeno per la spedizione, non prevede costi per il cliente. Vodafone ha predisposto una procedura gratuita tramite Poste Italiane, da usare con la documentazione inviata al momento della cessazione. In pratica, il modem potrà essere spedito senza spese attraverso i canali indicati.

Meglio comunque conservare la ricevuta di spedizione. Può sembrare una cautela banale, ma in caso di contestazioni diventa decisiva. Serve a dimostrare che il dispositivo è stato inviato, soprattutto se il rientro non viene registrato subito dai sistemi dell’operatore.

Penali fino a 140 euro, modem non funzionanti e offerte escluse

Le penali previste dalle nuove condizioni possono arrivare fino a 140 euro. È la cifra indicata per i modem NeXXt One e Seven se non vengono restituiti nei tempi stabiliti o se rientrano non funzionanti. Per il Wi-Fi Booster, invece, l’importo previsto è di 60 euro.

Non tutte le offerte, però, seguono lo stesso schema. La novità riguarda gli apparati concessi in comodato d’uso gratuito. Quelli forniti come “sconto merce”, modalità ancora presente in alcuni canali di vendita, non dovrebbero invece essere soggetti all’obbligo di restituzione. La differenza è importante, perché decide cosa succede al modem quando il contratto finisce.

Restano escluse, in base alle condizioni disponibili, le offerte Vodafone Casa FWA Light 5G e FWA Pro 5G, per le quali al momento non risulta previsto l’obbligo di riconsegna del modem. Per evitare equivoci, la verifica va fatta prima della firma o, per chi ha già attivato l’offerta, nei documenti contrattuali ricevuti. È lì che si trova la formula applicata all’apparato e l’eventuale obbligo di restituzione.

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