I test di laboratorio hanno mostrato non conformità e possibili rischi per chi li usa. La questione riguarda anche chi acquista dall’Italia: molte piattaforme sono le stesse e i venditori, spesso, operano oltre confine. Prezzi stracciati, consegne veloci, marchi sconosciuti o quasi. Una miscela che attira, ma che può nascondere problemi di sicurezza.
Il Gifam ha acquistato 15 asciugacapelli a meno di 18 euro su sei siti di e-commerce: AliExpress, Amazon, Boulanger, Cdiscount, Darty e Temu. In tutti i casi, secondo l’associazione, i prodotti erano venduti tramite marketplace: non direttamente dalla piattaforma, quindi, ma da un venditore terzo.
Ed è proprio qui che, per il gruppo, si apre una parte del problema: venditori non sempre facili da identificare, sedi all’estero, contatti poco chiari per reclami o assistenza. Gli apparecchi sono stati poi affidati al laboratorio LCIE Bureau Veritas, specializzato in prove di sicurezza elettrica. Il verdetto è stato secco: nessuno dei modelli analizzati è risultato pienamente conforme. “Quindici prodotti esaminati, zero conformi”, è la sintesi diffusa dal Gifam, che parla di un mercato parallelo dei piccoli elettrodomestici, spinto da prezzi molto bassi e controlli non sempre chiari.
Targhette assenti, istruzioni mancanti e potenze dichiarate non verificate
Uno dei primi problemi emersi riguarda la targhetta identificativa, cioè la piccola placca o etichetta che dovrebbe riportare dati essenziali: produttore, potenza, riferimenti tecnici e tracciabilità dell’apparecchio. In circa un quarto dei casi, secondo il laboratorio, mancava del tutto. Non è una semplice formalità: senza quelle informazioni diventa difficile risalire al fabbricante, verificare se il prodotto rispetta le norme o intervenire in caso di difetto.
“Questa carenza, raramente osservata, compromette la tracciabilità, la sicurezza dell’utilizzatore e il rispetto delle norme applicabili”, ha dichiarato Charles Ly, responsabile del laboratorio di prova per la sicurezza elettrica degli apparecchi domestici presso LCIE Bureau Veritas. Su circa due terzi degli asciugacapelli testati, inoltre, mancavano le istruzioni d’uso o le avvertenze di sicurezza. In alcuni casi, riferisce ancora il Gifam, anche la potenza indicata non coincideva con le prestazioni misurate durante i test. Un dato tutt’altro che marginale, perché riguarda sia l’efficacia sia l’uso corretto del prodotto.
Il rischio più grave: surriscaldamento e apparecchi che si deformano durante l’uso
Il nodo più serio resta il surriscaldamento. Secondo l’indagine, un quarto dei modelli presentava problemi legati alla temperatura e quindi alla sicurezza di chi li usa. In un caso, durante le prove di laboratorio, l’apparecchio si sarebbe persino deformato e fuso in alcuni punti. È una scena da banco test, certo, ma descrive un rischio concreto: plastica che cede, componenti sotto stress, possibile contatto con parti calde. Il surriscaldamento di un asciugacapelli non è un guasto qualunque.
L’apparecchio si usa vicino al viso, ai capelli, alle mani e spesso in bagno, dove umidità e prese elettriche stanno a poca distanza. Per questo i controlli su isolamento, resistenza dei materiali e tenuta al calore sono decisivi prima della vendita. I marchi più strutturati, ricorda il Gifam, sottopongono i prodotti a prove di robustezza, affidabilità e uso prolungato; per alcuni modelli, l’associazione parla di migliaia di ore di funzionamento intensivo prima dell’arrivo sul mercato.
Come acquistare in sicurezza: venditore, marchio, garanzia e controlli alla consegna
Il primo consiglio, per chi compra un asciugacapelli online, è controllare chi vende davvero il prodotto. Sulle piattaforme bisogna leggere la voce “venduto da”, distinguendo tra vendita diretta del sito e venditore terzo. Odile Thore, responsabile tecnica del Gifam, raccomanda di verificare alla consegna, prima dell’uso, la presenza della targhetta identificativa, delle istruzioni nella lingua del Paese di vendita, delle condizioni di garanzia e dei contatti del servizio post-vendita.
Meglio scegliere, quando possibile, marchi conosciuti o linee di distributori con assistenza riconoscibile. Non serve per forza spendere molto: per un uso domestico normale, un modello sotto i 100 euro può bastare, purché abbia una potenza adeguata, la regolazione della temperatura e materiali verificabili. Una potenza intorno ai 1.600 watt permette in genere un’asciugatura rapida; per capelli fini può bastare un livello più basso, attorno ai 1.200 watt.
Utile anche tenere il getto a 15-20 centimetri dai capelli e non usare temperature troppo alte. Peso e maneggevolezza contano più di quanto sembri: sopra i 600 grammi, l’uso quotidiano può diventare scomodo. Ma il criterio principale resta un altro, meno evidente nello scaffale digitale: sapere chi ha prodotto l’apparecchio, chi lo vende e a chi rivolgersi se qualcosa non funziona. È lì, più che nel prezzo, che passa la differenza tra un affare e un rischio.