L’idea dell’Ue è rendere più facile il confronto tra promesse che oggi, troppo spesso, restano nascoste tra libretti, siti aziendali e condizioni scritte in modo poco chiaro.
Con l’arrivo di GARAN, chi entra in negozio per scegliere un telefono, una lavatrice o un televisore avrà davanti un dato più chiaro sulla durata della garanzia del produttore. Non più solo frasi generiche o scritte in piccolo sulla confezione, ma un’indicazione uguale in tutta l’Unione Europea. La novità riguarda soprattutto i prodotti per cui le aziende decidono di offrire una copertura in più rispetto a quella prevista dalla legge.
Il nodo, per molti acquirenti, è sempre stato capire quanto dura davvero l’impegno del produttore: due anni, tre, cinque? E che cosa succede se il prodotto smette di funzionare durante un uso normale? Con la nuova etichetta, queste informazioni dovrebbero essere visibili prima di arrivare alla cassa o di confermare un acquisto online. La linea di Bruxelles è netta: rendere confrontabili impegni che oggi spesso non lo sono. Una novità pratica, più che di facciata.
Come leggere l’etichetta: logo, calendario, anni di copertura e QR code
La nuova etichetta GARAN conterrà la parola identificativa, un segno di spunta, un’icona a forma di calendario e un numero con gli anni di copertura offerti dal produttore. Se, per esempio, accanto al marchio compare il numero 5, significa che l’azienda dichiara una garanzia volontaria di cinque anni. In quel periodo, se il dispositivo si guasta durante un uso normale, il produttore dovrà intervenire secondo le condizioni previste: riparazione, sostituzione o altra soluzione indicata.
Ci sarà anche un QR code, che rimanderà a informazioni più dettagliate. Da lì il consumatore potrà leggere termini, limiti, eventuali esclusioni e modalità per far valere la copertura. È un dettaglio importante, perché una garanzia può cambiare molto anche quando la durata è la stessa. Alcune coprono solo certi componenti, altre richiedono procedure precise o documenti da conservare. Il numero aiuta, certo. Ma da solo non dice tutto.
Garanzia volontaria e garanzia legale: le differenze che il consumatore deve conoscere
La nuova etichetta GARAN non prende il posto della garanzia legale prevista dalle norme europee sui beni di consumo. Nell’Unione Europea resta la tutela minima di due anni, che protegge l’acquirente in caso di difetti di conformità del prodotto. Alcuni Paesi possono avere regole più favorevoli, ma il punto non cambia: i diritti di base del consumatore restano validi, con o senza il nuovo marchio.
La garanzia volontaria del produttore è invece un impegno in più, offerto dall’azienda secondo le proprie condizioni e comunicato in modo più chiaro attraverso l’etichetta. In pratica, un prodotto senza GARAN non perde la tutela legale; semplicemente, potrebbe non avere una copertura aggiuntiva dichiarata dal produttore. Allo stesso modo, un dispositivo con molti anni indicati non va letto automaticamente come un prodotto migliore. Vuol dire una cosa precisa: per quel periodo, l’azienda si assume un obbligo ulteriore rispetto alla legge.
Questa distinzione sarà decisiva per evitare equivoci al momento dell’acquisto. In negozio, un commesso potrà indicare il simbolo e spiegare che cosa copre. Ma il consumatore dovrà comunque leggere le condizioni. Soprattutto quando si parla di prodotti costosi, come smartphone di fascia alta, grandi elettrodomestici o apparecchi elettronici usati tutti i giorni.
Obblighi per negozi e siti online: dove dovrà comparire l’informazione prima dell’acquisto
Dal 27 settembre 2026, i rivenditori dovranno mostrare in modo visibile l’etichetta GARAN quando il produttore offre una garanzia volontaria secondo il nuovo standard europeo. Nei negozi fisici, l’informazione dovrà comparire nell’area di vendita, vicino al prodotto o comunque in un punto facile da consultare. Nei siti di e-commerce, invece, dovrà essere presente nella pagina dell’articolo, prima che il cliente completi l’acquisto.
La misura serve a ridurre le zone d’ombra che ancora oggi accompagnano molte garanzie commerciali. Capita che il consumatore scopra solo dopo l’acquisto quanto dura davvero la copertura, oppure che debba cercare tra documenti separati, link poco visibili e condizioni scritte in linguaggio tecnico. Con GARAN, Bruxelles prova a mettere quell’informazione in primo piano: una piccola etichetta, ma con un peso concreto nella scelta finale.
Per chi compra, i passaggi saranno due: controllare la presenza del marchio GARAN e il numero di anni indicato, poi leggere i dettagli tramite QR code o scheda informativa. Solo così il confronto tra due prodotti simili — due lavatrici allo stesso prezzo, o due televisori esposti uno accanto all’altro — potrà basarsi anche sulla durata reale dell’impegno preso dal produttore. Non più su promesse vaghe.