Il Codice della Strada, all’articolo 157, vieta infatti di tenere il motore acceso durante la sosta solo per far funzionare il climatizzatore. La sanzione va da 223 a 444 euro. Una regola che torna puntuale con il caldo, quando l’attesa davanti a un negozio, a scuola o in un parcheggio può diventare, anche senza accorgersene, una violazione.
Nel Codice della Strada la differenza non è da poco. L’articolo 157 distingue tra arresto, fermata e sosta. L’arresto è quello imposto dalla circolazione: un semaforo rosso, una coda, un ingorgo. La fermata è invece una pausa brevissima, per esempio per far salire o scendere qualcuno, con il conducente a bordo e pronto a ripartire.
La sosta scatta quando l’interruzione della marcia non è più così breve. Può succedere lungo una strada, in un parcheggio pubblico, davanti a un negozio o in un’area di servizio. Ed è qui che la regola diventa chiara: il veicolo deve restare con il motore spento. Dire che si tratta di “solo qualche minuto” non basta. Conta la situazione concreta, non la percezione di chi guida.
La norma richiama anche il modo corretto di lasciare l’auto: durante fermata e sosta, il mezzo va sistemato il più possibile vicino al margine destro della carreggiata, parallelo al senso di marcia. Se manca il marciapiede, bisogna lasciare spazio ai pedoni. Non è solo una questione di codice: serve a non intralciare il traffico e a evitare rischi inutili.
Climatizzatore acceso: perché la presenza del conducente non evita la violazione
Il dubbio più comune riguarda il climatizzatore acceso con il conducente ancora al volante. Molti pensano che restare dentro l’auto basti a evitare la multa. Ma non è così. Se il veicolo è in sosta, il motore acceso per l’aria condizionata fa scattare comunque la violazione prevista dall’articolo 157. La norma guarda allo stato del mezzo, non alle intenzioni di chi lo guida.
Non cambia molto, quindi, se il conducente è sceso o se aspetta seduto nell’abitacolo, magari con i finestrini chiusi e il climatizzatore al minimo. Se l’attesa supera la durata tipica di una fermata, l’auto viene considerata in sosta. A quel punto il motore va spento. Frasi come “aspettavo una persona”, “faceva troppo caldo” o “ero pronto a partire” sono spiegazioni frequenti, ma da sole non bastano a evitare la contestazione.
La ragione della norma riguarda emissioni, rumore e sicurezza. Un’auto ferma con il motore acceso consuma carburante, produce gas di scarico e può dare fastidio, soprattutto vicino a case, scuole, ospedali e negozi. C’è poi un rischio in più: un veicolo acceso, anche se lasciato solo per poco, può essere più esposto a furti o manovre accidentali. Situazioni comuni, ma con conseguenze molto concrete.
Multe da 223 a 444 euro: importi, controlli e casi più frequenti
Chi lascia il motore acceso in sosta per tenere attiva l’aria condizionata rischia una sanzione amministrativa che, secondo gli importi oggi previsti per questa violazione, va da 223 a 444 euro. Una cifra pesante, anche perché molti considerano questo comportamento quasi normale: una telefonata al volo, l’attesa dei figli fuori da scuola, pochi minuti davanti alla farmacia.
I controlli possono essere svolti dagli organi di polizia stradale e, nei casi previsti, anche dal personale incaricato della gestione delle aree di sosta. Le situazioni contestate sono spesso molto simili: auto parcheggiata, motore acceso, conducente fermo a bordo, climatizzatore in funzione, attesa che si allunga. Per gli agenti, a quel punto, non si tratta più di una semplice fermata, ma di una sosta irregolare perché il motore non è stato spento.
La legge non prevede un’esenzione generale per il caldo. E proprio d’estate il problema si presenta più spesso, soprattutto in città, dove l’asfalto trattiene calore e anche una breve pausa può diventare faticosa. Il verbale viene compilato in base a ciò che viene rilevato sul posto. Se non ci sono elementi certi sulla durata dell’attesa, pesano i rilievi degli agenti e la situazione osservata.
Come restare al fresco senza rischiare sanzioni e sprechi
Per evitare multe fino a 444 euro, la soluzione più semplice è spegnere il motore durante la sosta e usare il climatizzatore solo quando l’auto è in marcia o durante una fermata davvero breve. Prima di parcheggiare può essere utile raffrescare l’abitacolo negli ultimi minuti di guida, senza impostare temperature troppo basse. Una volta fermi, meglio cercare un posto all’ombra, usare il parasole e, se possibile, aprire per qualche istante le portiere.
Chi deve aspettare a lungo, per esempio fuori da una stazione o da un ambulatorio, farebbe meglio a scendere dall’auto e cercare un luogo fresco. È meno comodo, certo, ma evita sanzioni e taglia consumi inutili. Tenere il climatizzatore acceso a veicolo fermo pesa anche sul carburante e aumenta le emissioni locali, proprio nelle zone dove l’aria è già più difficile da respirare.
La regola, in fondo, è semplice: se l’auto è in sosta, il motore va spento. Vale in strada, nei parcheggi e nelle aree pubbliche. Basta poco per non trasformare una pausa di pochi minuti in una multa da centinaia di euro.