La musica generata dall’intelligenza artificiale sta aumentando a una velocità tale da costringere le grandi piattaforme di streaming a cambiare le proprie regole.
Apple Music ha deciso di intervenire con un sistema che renderà molto più evidente quando l’IA è stata utilizzata in maniera sostanziale per creare un contenuto. Non significa vietare queste canzoni: l’obiettivo è soprattutto fare in modo che etichette, distributori e ascoltatori sappiano con maggiore chiarezza che cosa stanno pubblicando o ascoltando.
Apple Music rende obbligatoria la dichiarazione sull’uso dell’IA
Apple aveva introdotto già a marzo 2026 i cosiddetti Transparency Tags, metadati attraverso i quali i fornitori di contenuti potevano dichiarare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Le categorie interessate comprendevano traccia audio, composizione e testi, copertina e videoclip. Nella prima fase la compilazione era facoltativa e Apple lasciava agli stessi fornitori il compito di stabilire quando un’opera dovesse essere considerata realizzata con l’aiuto dell’IA.
Ad agosto è arrivato il passaggio successivo. Nelle comunicazioni inviate ai partner dell’industria musicale, Apple ha stabilito che i tag devono essere utilizzati obbligatoriamente quando l’intelligenza artificiale ha generato una parte materiale del contenuto. Rientrano esplicitamente nella regola anche i lavori derivati principalmente da una piattaforma di IA generativa. La responsabilità della dichiarazione resta quindi soprattutto nelle mani di etichette e distributori.
Per gli utenti la novità più visibile arriverà successivamente. Apple prevede di mostrare entro il 2026 un’etichetta “Made With AI” sui contenuti classificati come materialmente generati con intelligenza artificiale. La società non ha ancora indicato una data precisa per la comparsa del badge nell’app. Fino ad allora, buona parte delle informazioni continuerà a vivere nei metadati della piattaforma.

Un distributore verifica metadati e documenti per la pubblicazione di brani in streaming, con dichiarazioni sull’uso dell’IA.
Un brano su tre caricato sarebbe già completamente generato dall’IA
Le dimensioni del fenomeno spiegano perché Apple stia accelerando. Il vicepresidente di Apple Music Oliver Schusser aveva dichiarato in primavera che più di un terzo dei brani caricati mensilmente sulla piattaforma risultava completamente generato dall’IA. Allo stesso tempo, questi contenuti rappresentavano meno dello 0,5% degli ascolti complessivi: un’enorme quantità di nuove tracce che, almeno per ora, raccoglie una quota molto piccola dell’attenzione degli utenti.
Apple dispone inoltre di strumenti interni per individuare contenuti sintetici, ma non vuole basare l’intero sistema esclusivamente sulla rilevazione automatica. Distinguere una canzone totalmente generata dall’IA da un lavoro umano nel quale l’intelligenza artificiale è stata utilizzata soltanto per una parte del processo può infatti essere complesso. Per questo la dichiarazione del fornitore continua ad avere un ruolo centrale.
Spotify e Deezer scelgono strade ancora diverse
La situazione di Spotify è differente, ma non opposta. Il servizio ha introdotto AI Credits per indicare come l’intelligenza artificiale sia stata utilizzata nella creazione musicale e da settembre inizierà a mostrare anche il badge AI Persona sui profili che rappresentano identità umane fotorealistiche generate artificialmente. Questi artisti, salvo un interesse esplicito dell’utente, non verranno inseriti automaticamente nelle raccomandazioni editoriali e algoritmiche.
Deezer ha scelto una linea ancora più selettiva. La piattaforma utilizza dal 2025 un sistema proprietario per individuare la musica completamente generata dall’IA, applica etichette riconoscibili e la esclude dalle playlist editoriali e dalle raccomandazioni algoritmiche. Nel giugno 2026 i contenuti sintetici hanno superato, nei momenti di picco, il 50% dei nuovi caricamenti quotidiani, arrivando a circa 90.000 tracce al giorno.
Apple Music punta quindi soprattutto sulla trasparenza dei metadati, mentre Spotify associa le informazioni sulla creazione anche all’identità degli artisti e Deezer interviene direttamente sulla visibilità dei brani sintetici. Tre strategie diverse davanti allo stesso problema: permettere all’intelligenza artificiale di entrare nella musica senza lasciare che diventi impossibile distinguere ciò che è stato creato da una persona da ciò che nasce principalmente da un algoritmo.