Google ha sbloccato in silenzio una migliore qualità audio wireless con Android 17, grazie al supporto al codec LHDC v5. La novità, però, riguarda per ora soprattutto alcuni Pixel e funziona solo con auricolari, cuffie e app compatibili.
Nessun annuncio in grande stile: la nuova opzione è spuntata nelle impostazioni di sistema ed è stata notata dagli utenti, soprattutto su Reddit, tra le voci del Bluetooth. Per chi ascolta musica in alta qualità o guarda film con cuffie senza fili può essere un passo avanti. Ma non vale per tutti.
LHDC v5 sui Pixel con Android 17: come si attiva
Per usare LHDC v5 su Android 17 serve prima di tutto un Google Pixel compatibile, aggiornato all’ultima versione del sistema. Serve anche un dispositivo audio che supporti lo stesso codec. Al momento, stando alle segnalazioni disponibili, la funzione non risulta accessibile sui Samsung Galaxy né su molti altri telefoni Android di altri marchi, anche se la situazione potrebbe cambiare con i prossimi aggiornamenti.
L’attivazione passa dalle Opzioni sviluppatore, quindi non è una voce pensata per l’utente distratto. Bisogna aprire le Impostazioni, entrare in “Informazioni sul telefono”, toccare sette volte “Numero build”, confermare con PIN o password e poi tornare al menu principale. Da lì si passa a Sistema, quindi a Opzioni sviluppatore e alla sezione Bluetooth, dove compare “Codec audio Bluetooth”.
Solo con cuffie o auricolari già collegati si può scegliere LHDC v5. C’è poi un dettaglio importante: anche l’app degli auricolari e le impostazioni dei servizi di streaming possono pesare sul risultato. Come hanno scritto diversi utenti nei thread tecnici, “non basta attivare un interruttore”. Deve funzionare tutta la catena.

Auricolari Bluetooth e smartphone con impostazioni di sistema, per illustrare i miglioramenti alla qualità audio wireless su Android.
Qualità audio e bitrate: fin dove può arrivare davvero il Bluetooth
Il codec LHDC v5, sigla di Low Latency High-Definition Audio Codec, lavora in modo simile a LDAC. Comprime il segnale audio con un bitrate variabile, da circa 160 Kbps a 1.000 Kbps, in base al contenuto e alla qualità della trasmissione. L’obiettivo è offrire un ascolto più stabile e più ricco rispetto ai codec Bluetooth tradizionali, soprattutto quando ci si muove in luoghi pieni di interferenze, come una metropolitana o un marciapiede affollato.
Ci sono però più profili. LHDC-48K arriva a 16 bit e 48 kHz con circa 400 Kbps. LHDC-96K e LHDC-192K supportano invece audio a 24 bit, con frequenze di campionamento più alte, fino a 96 o 192 kHz, e bitrate fino a 1.000 Kbps. Esiste anche una specifica LHDC-RAW, ma richiede circa 4.600 Kbps: troppi, di fatto, per un uso pratico via Bluetooth. Il punto è semplice: LHDC v5 non è lossless.
Il Bluetooth resta una connessione con limiti precisi. Chi cerca davvero un ascolto da studio dovrà ancora affidarsi alle cuffie con cavo. Con buoni auricolari e file adatti, però, la differenza rispetto ai codec base può sentirsi.
Compatibilità LHDC v5: contano telefono, auricolari e app
La compatibilità LHDC v5 resta il vero ostacolo. I Pixel con Android 17 sembrano supportare il codec fino a 96 kHz, mentre marchi come OnePlus, Xiaomi e Nothing hanno già più familiarità con questo standard, in alcuni casi con supporto fino a 192 kHz sui prodotti compatibili. Anche sul fronte cuffie la scelta è ristretta.
Tra i modelli indicati nelle liste di compatibilità compaiono, per esempio, OnePlus Buds 3 e Nothing Ear 2, più facili da trovare anche fuori dal mercato asiatico. Mancano invece diversi nomi pesanti. Bose, Sony e Beats non risultano tra i marchi compatibili al momento della stesura; per Sony pesa anche la scelta di puntare sul proprio LDAC. Colpisce poi l’assenza degli auricolari Google, come i Pixel Buds Pro 2, che non supportano LHDC.
Resta infine il nodo delle app: un servizio musicale con file molto compressi o impostazioni prudenti può ridurre il vantaggio del nuovo codec. In altre parole, Android ha aperto la porta a un audio wireless migliore, ma per entrarci servono telefono giusto, auricolari giusti e contenuti all’altezza. Per molti utenti, almeno per ora, resterà più una promessa che un cambiamento di tutti i giorni.