Amazon sta per lanciare un nuovo telefono a 10 anni dal disastro del Fire Phone: promette bene

Amazon sta per lanciare un nuovo telefono a 10 anni dal disastro del Fire Phone: promette bene

Amazon sta per lanciare un nuovo telefono. Scopriamo di cosa si tratta, considerando anche il disastro del Fire Phone.

Amazon torna dove aveva sbattuto forte. E lo fa senza troppo rumore, ma con un progetto che circola da mesi dentro l’azienda: un nuovo smartphone, nome in codice “Transformer”. Non è un remake del vecchio Fire Phone. O almeno, non vuole esserlo. 

Nel 2014, quando Jeff Bezos presentò il primo telefono Amazon, l’idea sembrava semplice: portare lo store online direttamente in tasca. Il risultato fu l’opposto. Prezzo alto, poche app, un sistema chiuso. Dopo poco più di un anno, il taglio drastico e le scorte invendute. Un buco da 170 milioni di dollari. Fine della storia. 

Un telefono che non vuole essere “solo” un telefono 

Il nuovo progetto nasce dentro la divisione dispositivi, quella che ha già portato sul mercato Echo, Kindle e Fire TV. L’idea è chiara: creare un dispositivo che ruoti attorno ad Alexa, non alle app. Un punto di contatto continuo con l’ecosistema Amazon, dalla casa agli acquisti, fino all’intrattenimento. 

telefono amazon

Di quale progetto si tratta (www.melablog.it)

Dietro ci sono due nomi che spiegano meglio di qualsiasi slogan cosa sta succedendo. Panos Panay e James Allard, entrambi con un passato pesante in Microsoft. Surface, Xbox, Zune. Prodotti riusciti e altri meno, ma sempre con una certa ossessione per l’integrazione tra hardware e software. 

È proprio qui che Amazon prova a cambiare approccio. Il Fire Phone era chiuso, quasi isolato. Questo invece dovrebbe convivere con Android. Non è un dettaglio. Senza accesso alle app, oggi uno smartphone semplicemente non esiste. 

Il problema non è solo tecnico 

Il mercato degli smartphone è in calo. Secondo IDC, nel 2026 si prevede una contrazione legata anche ai costi dei componenti. Apple e Samsung continuano a tenere una fetta enorme del mercato. Entrare adesso significa accettare una partita già avanzata. 

E poi c’è la distribuzione. Al momento Amazon non avrebbe ancora coinvolto gli operatori telefonici, che restano un passaggio quasi obbligato, soprattutto negli Stati Uniti. Questo dice una cosa semplice: il progetto esiste, ma non è ancora pronto a uscire allo scoperto. 

Nel frattempo si ragiona anche su una versione diversa, quasi l’opposto di uno smartphone moderno. Un telefono base, con poche funzioni, pensato per chi vuole stare meno tempo davanti allo schermo. Una scelta che sembra andare controcorrente, ma che inizia a intercettare una domanda reale. 

Cosa cambia davvero per chi usa uno smartphone ogni giorno 

Se Amazon dovesse riuscire a far funzionare questo progetto, la differenza si vedrebbe soprattutto nell’uso quotidiano. Non tanto nelle prestazioni o nella fotocamera, quanto nel modo in cui si interagisce con il telefono. 

Meno tap, più voce. Più automazione. Un dispositivo che anticipa alcune azioni invece di aspettarle. È quello che Amazon prova a fare da anni con Alexa, ma finora sempre da un dispositivo esterno, non centrale. 

Il punto è proprio questo. Lo smartphone è ancora il centro di tutto. Portare lì Alexa significa provare a cambiare abitudini molto radicate. Non è detto che gli utenti lo vogliano davvero. O che siano pronti. 

Amazon, intanto, si muove anche su altri fronti. Un tablet con Android al posto di FireOS, prezzo più accessibile. Segnali di un cambio di strategia, meno chiusura, più adattamento. 

Resta una domanda che circola già dentro il settore: questa volta Amazon ha imparato dai suoi errori, oppure sta solo tornando nello stesso posto con strumenti diversi? 

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×