5 abitudini che aumentano il consumo energetico in modalità standby dei tuoi dispositivi quando non sei a casa

Standby e bollette non si fermano quando la casa resta vuota. In Italia, secondo le stime richiamate dagli enti europei sull’efficienza energetica e dall’Idae spagnolo, il consumo fantasma degli apparecchi lasciati collegati può arrivare a pesare fino a circa il 10% dei consumi elettrici domestici.
Standby e bollette non si fermano quando la casa resta vuota. In Italia, secondo le stime richiamate dagli enti europei sull’efficienza energetica e dall’Idae spagnolo, il consumo fantasma degli apparecchi lasciati collegati può arrivare a pesare fino a circa il 10% dei consumi elettrici domestici.
5 abitudini che aumentano il consumo energetico in modalità standby dei tuoi dispositivi quando non sei a casa

Succede soprattutto durante le vacanze, quando televisori, decoder, caricabatterie e dispositivi smart restano lì, accesi in attesa, senza servire davvero a nessuno.

Il punto è semplice, ma spesso passa inosservato: un apparecchio “spento” non sempre è spento davvero. Il televisore con il led rosso, il microonde con l’orologio digitale, la soundbar in riposo, la stampante pronta a ricevere un comando o il router sempre acceso creano una piccola rete di consumi continui. Presi uno alla volta sembrano poca cosa. Tutti insieme, però, restano collegati 24 ore su 24.

Si chiama standby, o consumo fantasma, proprio perché non dà un servizio visibile. Non scalda, non illumina, non ricarica nulla. Però finisce in bolletta, mese dopo mese. Il peso cambia in base al numero di dispositivi, all’età degli apparecchi e alle abitudini di casa.

Consumo fantasma, il peso nascosto sulla bolletta

Gli elettrodomestici più nuovi consumano meno rispetto a quelli di dieci o quindici anni fa, anche grazie alle regole europee sull’efficienza. Ma consumo zero, spesso, non è. “Il modo più sicuro è misurare, non andare a intuito”, ripetono i tecnici del settore: un misuratore da presa, acquistabile con poche decine di euro, aiuta a capire quali apparecchi conviene davvero scollegare.

Misuratore di consumo e ciabatta con caricabatterie e adattatori, TV in standby sullo sfondo e valigia vicino alla porta
Misuratore e multipresa con dispositivi collegati mentre la TV resta in standby, simbolo dei consumi fantasma che pesano in bolletta.

La sera il gesto è sempre quello: si preme il tasto rosso del telecomando e si pensa di aver spento tutto. In realtà molti dispositivi entrano solo in modalità attesa. Il televisore resta pronto a ricevere un nuovo comando, il decoder può continuare ad aggiornare la guida dei programmi, la console rimane disponibile per download, aggiornamenti automatici o accensione rapida. Comodo, certo. Ma non gratis.

Nel mobile del soggiorno, spesso, si concentra una buona parte del consumo in standby: tv, decoder, console, lettore, soundbar, subwoofer, assistenti vocali e magari anche una presa smart. A guardarli sembrano tutti fermi. Dentro, però, diversi circuiti restano alimentati. Per questo la soluzione più semplice non è staccare ogni spina una per una, cosa che alla lunga non fa nessuno, ma usare una ciabatta con interruttore. Con un solo pulsante si toglie corrente a tutto il blocco intrattenimento, almeno quando non serve per molte ore.

Ci sono anche le multiprese anti-standby, che riconoscono lo spegnimento dell’apparecchio principale e tagliano l’alimentazione agli altri dispositivi collegati. Possono tornare utili, per esempio, quando al televisore sono collegati decoder, barra audio e console. Non risolvono ogni situazione, ma aiutano a trasformare una dimenticanza abituale in un gesto automatico. Ed è lì che il risparmio diventa più facile.

Caricabatterie, smart speaker e piccoli elettrodomestici: gli sprechi stanza per stanza

Il caricabatterie del telefono lasciato nella presa senza smartphone consuma poco. Ma in casa non è mai il solo. Ci sono quello del portatile, del tablet, dello smartwatch, dello spazzolino elettrico, delle cuffie, del rasoio. E poi gli alimentatori esterni dei dischi rigidi, le basi di ricarica, le luci decorative, i trasformatori dei mobili attrezzati. Piccoli assorbimenti, sparsi un po’ ovunque.

Anche la cucina può pesare. Il microonde tiene acceso l’orologio, la macchina del caffè può restare in attesa, alcuni robot da cucina conservano impostazioni o display attivi. In camera o nello studio, invece, incidono stampanti, monitor, casse, hub, router secondari e dispositivi connessi. “Lo lasciamo lì, tanto non dà fastidio”, si dice spesso. Il problema è che, dal punto di vista elettrico, qualcosa continua a consumare.

Gli smart speaker, le videocamere Wi-Fi, i robot aspirapolvere nella base e gli enchufe intelligenti — sempre più presenti anche nelle case italiane — sono pensati per restare pronti. Non è un guasto, funzionano così. Però vale la pena chiedersi quali debbano davvero restare accesi tutto il giorno. Un altoparlante usato mezz’ora per ascoltare musica può essere spento nelle altre ore. Una stampante usata una volta alla settimana può stare su una presa con interruttore. Sono piccole scelte, stanza per stanza.

Vacanze e casa vuota: cosa staccare e cosa lasciare acceso

Il tema diventa ancora più concreto prima delle vacanze, quando la casa resta vuota per una o due settimane. In quei giorni il consumo in standby non serve a nulla: nessuno guarda la tv, nessuno usa la console, nessuno ricarica il tablet lasciato sulla scrivania. Eppure gli apparecchi continuano a sommare watt, giorno e notte. Bastano quindici minuti, prima di chiudere la porta, per tagliare buona parte dello spreco.

Si possono scollegare senza problemi il gruppo tv del soggiorno, i caricabatterie, la stampante, il microonde, la macchina del caffè, la soundbar, gli altoparlanti smart non legati a funzioni essenziali e i piccoli elettrodomestici da piano. Meglio ancora se durante l’anno sono già divisi per zone, con ciabatte dotate di interruttore: salotto, scrivania, comodino, angolo cucina. Al momento della partenza basta spegnere pochi pulsanti. Niente caccia alle spine dietro i mobili, niente contorsioni.

Non tutto, però, va staccato. Il frigorifero e il congelatore devono restare alimentati, salvo assenze molto lunghe e apparecchi svuotati, puliti e lasciati aperti. Devono restare attivi anche allarmi, videocamere di sicurezza, sistemi domotici essenziali, termostati o dispositivi che proteggono la casa. Se questi dipendono dal router, anche il router Wi-Fi va lasciato acceso. Il criterio è pratico: tenere collegato ciò che protegge l’abitazione o conserva alimenti, scollegare ciò che resterebbe acceso solo per abitudine. Così il consumo fantasma smette di essere una spesa subita e diventa una scelta consapevole.

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