
Se è vero che HP ha nominalmente annunciato il suo Slate prima dell’iPad, è anche vero che ha aspettato di assistere alle mosse di Apple prima di snocciolare qualche dato. E così, il tablet progettato da HP promette guerra alla mela a suon di prezzi ribassati.
Secondo le indiscrezioni, HP avrebbe in mente di rubare clienti ad Apple con la strategia più vecchia del mondo:
Nelle prossime settimane, i manager di Hewlett-Packard Co si incontreranno negli USA e a Taiwan per mettere a punto prezzi e caratteristiche di un venturo computer privo di tastiera ribattezzato Slate. […] HP ha ventilato la possibilità di vendere una versione di Slate - simile all’iPad per grandezza e feature, inclusa una connessione mobile - per un prezzo assestato ben al di sotto dei 629$ che Apple chiede per un iPad equivalente.
La sfida, quindi, si sposta dal campo della caratteristiche hardware (quella sterile lista di componenti che, nella visione di Cupertino, non dovrebbe interessare gli utenti) a quello delle funzionalità e del software a parità di costi. Al momento non sono noti ulteriori particolari, se non quelli più scontati come la presenza di Windows 7, dettaglio che implicherebbe ragionevolmente un flash drive di almeno 16 GB occupato quasi interamente dal Sistema Operativo.
E’ presto per comprendere a pieno l’effettiva portata dei piani di HP, anche perché la strada è nuova per tutti, Apple compresa. Ma una cosa è certa: questo, in un modo o nell’altro, è l’anno del tablet in tutte le sue possibili declinazioni, da quella fanciullesca a quella del sembra-quasi-ma-non-è. E poi, fateci caso: chi aveva mai visto tutti quei fac-simile di Kindle al centro commerciale?

Con un tempismo perfetto, ecco a tutti iTablet. Lo produce X2 e si avvale dell’ultima versione del Sistema Operativo di Redmond, Windows 7.
Passati praticamente inosservati fino alla presentazione dell’iPad, all’improvviso i tablet sembrano il futuro possibile a detta di gran parte degli addetti ai lavori. E così, X2 ha presentato la sua variante al tema chiamata, manco a farlo apposta (anzi, a farlo aposta) iTablet.
Il dispositivo possiede un processore Intel a 1,6 GHz, 250GB di hard drive, connettività 802.11b/g, Bluetooth e 3G opzionale, più 3 porte USB e webcam a 1,3 Megapixel. E a controllare tutto questo hardware, ovviamente, ci sarà Windows 7. Per il resto, si parla di output HDMI extra, display nella varianti da 10,2″ e 12,1″, dimensioni 252×192x35mm e colori a scelta tra nero, bianco, blu, giallo, rosso e rosa.
Difficile dire se un prodotto del genere cambierà la storia del computing, ma è probabile che, con 1,18 Kg di peso e 3,5 cm di spessore, forse non sarà questa gran rivoluzione. Il nome però era carino.

Apple ha appena rilasciato un’aggiornamento per Boot Camp che include il supporto a Microsoft Windows 7, rilasciato lo scorso ottobre. Allo stesso tempo sono stati risolti alcuni altri bug oltre che abilitate alcune periferiche Apple.
Molti di voi lo sapranno già, Boot Camp è il tool di Apple che consente ai possessori di Mac con architettura Intel di avviare in dual-boot i sistemi operativi Microsoft.
Questo aggiornamento, in particolare, introduce il promesso supporto a Microsoft Windows 7 (Home Premium, Professional ed Ultimate), risolve problemi relativi al trackpad, alla luce rossa dell’audio digitale (che ora si spegne quando non viene utilizzata) e supporta tastiera e mouse wireless.
Continua a leggere: Apple aggiorna Boot Camp: ora supporta Windows 7

A meno che un aggiornamento non venga rilasciato oggi, Apple non terrà fede alla propria promessa di supportare ufficialmente Windows 7 in Boot Camp (di Snow Leopard).
Per qualche tempo l’azienda di Cupertino ha mostrato una pagina web sul proprio sito, nella quale si prometteva il pieno supporto “prima della fine di quest’anno”. Windows 7 è entrato ufficialmente in commercio il 22 ottobre 2009, e prima ancora aveva cominciato a circolare in forma di beta pubblica e release candidate.
Un responsabile del supporto Apple per i problemi relativi a Boot Camp ha dichiarato che la sua divisione non ha ricevuto istruzioni dal management aziendale, e che per quanto ne sappia, l’aggiornamento del software è ancora in fase di test. Attualmente è possibile installare Windows 7 su computer con Snow Leopard, ma il processo non è ufficialmente previsto da Apple e richiede complicati workaround. Boot Camp è, per il momento, compatibile solo con Windows XP e Windows Vista.
[Via AppleInsider]

Un nuovo studio di ChangeWave suggerisce che il rilascio di Windows 7 e la sua lenta ripresa economica stanno aiutando le vendite di PC in ambienti di lavoro senza far perdere terreno ai computer Apple. Dell ed HP sono le due aziende che beneficieranno più delle altre dell’incremento delle vendite corporate, rispettivamente con il 33% e 18% di mercato tra desktop e notebook.
E’ previsto che anche Apple cresca: mentre il numero di aziende che comprano Mac desktop è rimasto pressoché invariato al 7%, quello delle acquirenti di MacBook/Pro è cresciuto al 10%. La data centrale pare essere il mese di febbraio 2008: Apple comincia la sua crescita in termini di presenza sul mercato corporate, mentre gli altri competitor PC registrano valori costanti.
Parte dell’effetto deriva da una discreta reazione al nuovo sistema operativo. Il 93% di chi ha provato Windows 7 si è detta piuttosto o completamente soddisfatta, pur non pensando di aggiornare il sistema operativo nei propri uffici. Circa il 19% prevede un aggiornamento, ma solo il 3% di questi pianifica un cambiamento significativo per passare velocemente a Windows 7.
Continua a leggere: Windows 7 non pregiudica l'adozione di Mac in azienda
Apple ha rilasciato la versione 7.6.5 di QuickTime per gli utenti Windows che include le seguenti correzioni di errori:
QuickTime 7.6.5 per Windows pesa 30.99 MB ed è diretto agli utenti di Windows XP (SP2 o successivo), Windows Vista e Windows 7.
Nota per gli utenti QuickTime Pro delle versioni precedenti alla 7: installando QuickTime 7 o versioni successive, l’account Pro verrà disabilitato e dovrà essere acquistato un nuovo codice di attivazione direttamente dallo store online di Apple.

Intervistato da PCR, un manager Microsoft avrebbe rilasciato qualche infelice informazione sulla gestazione dell’ultimo Sistema Operativo di Redmond. Windows 7, afferma, sarebbe ispirato nientemeno che al look’n feel del Mac. E subito sono piovute stizzite rettifiche ufficiali.
Simon Aldous, partner group manager per Microsoft, ha affermato che lo stile e la grafica del neonato Windows 7 devono parecchio al Sistema Operativo della rivale Apple:
Una delle cose che la gente dice spessissimo dell’Apple Mac è che il suo Sistema Operativo è fantastico, che è molto grafico e facile da usare. Ciò che abbiamo tentato di fare con Windows 7 - tanto nel formato tradizionale che in quello touch - è stato di creare un look and feel in stile Mac, in termini di grafica.
Vero o no che sia (e, a dirla tutta, anche Mossberg una certa somiglianza l’aveva notata), sul proprio blog Microsoft si affretta a correggere il tiro e a screditare il manager dalla lingua lunga:
Continua a leggere: Microsoft: "Windows 7 ispirato a Mac OS X? Citazione inaccurata"
Una sorta di “allergia da sistema operativo” quella che ha toccato gli iPhone di alcuni utilizzatori di Windows 7 che non riescono più a sincronizzare il dispositivo Apple.
Sul forum di supporto Apple si legge che in diversi possessori di iPhone ed utilizzatori dell’ultimo sistema operativo made in Redmond, quando tentano la sincronizzazione dell’iPhone, ricevono un messaggio di errore 0xE8000065.
La causa sembra risiedere in un problema tra Windows 7 e il chipset Intel P55 installato su alcune macchine che funziona come controller USB: l’iPhone viene riconosciuto, ma quando si tenta di avviare la sincronizzazione con il computer, si riceve l’errore di cui sopra.
Il problema sembra sussistere per entrambe le versioni da 32 e 64 bit di Windows 7. Attualmente non è stata trovata alcuna soluzione definitiva che possa risolvere il problema.
Un portavoce Microsoft ha però fatto sapere che sono al lavoro per fare luce sull’accaduto. Queste le sue parole:
Abbiamo esaminato la questione sollevata nel forum di discussione Apple e stiamo indagando. Se verrà stabilito che si tratta di un problema specifico a Windows 7, verrà pubblicato un messaggio sul sito Microsoft Answers.
Alcuni utenti sono riusciti nel loro intento utilizzando schede esterne PCI, ma il problema rimane grave e necessita di una risoluzione quanto prima.
[via The Register | Engadget]

Secondo le ultime stime di Net Applications, non soltanto il lancio di Windows 7 fin’ora non ha avuto effetti su Mac OS X, ma nel complesso i Sistemi Operativi Microsoft vedono ridurre nuovamente la loro presenza sul Web. E intanto, il leopardo delle nevi ruggisce tracotante.
In appena una decina di giorni, da quando è stato rilasciato Windows 7, quest’ultimo è stato abbracciato da appena il 2,15% dell’utenza di Remond (neppure minimamente paragonabile al fenomeno Snow Leopard), ed in generale il market share combinato di Windows è calato al 92,52% rispetto al 92,77% di settembre. Nel mentre, invece, Mac OS X tocca il nuovo record del 5,27%. Come dire, il passaggio a Windows 7 è avvenuto alle spese delle vecchie versioni di Windows come XP, e non dei competitor che invece guadagnano sempre più terreno.
Ovviamente, non è così scontato che questo trend continui nel tempo anche perché, come sottolineato non molto tempo fa da Ballmer, Microsoft si aspetta che il grosso delle vendite arriverà dall’acquisto di nuovi computer con preinstallato Windows 7, più che da un aggiornamento eseguito dagli utenti. Quindi con l’aggiornamento dei parchi macchine le statistiche potrebbero subire persino ribaltamenti. Ma è interessante sottolineare come questa défaillance sia stata sufficiente ad ispirare i nuovi spot “Get a Mac” che prendono di mira le difficoltà insite nella transizione, le promesse infrante e infine le “seccature e la frustrazione” provocate da Windows.
E per completare l’opera (non senza la sottile ironia di Cupertino), sulla versione USA di Google, Apple ha comprato costosissimi ed irriverenti spazi pubblicitari che suggeriscono di acquistare un Mac ogni volta che un utente inserisce le parole chiave “Windows 7″ e “download”. Più chiaro di così.
[Via Electronista]
Ora che Windows 7 è ufficialmente disponibile (e, a proposito, qui sopra potete godervi uno degli spot Microsoft da 7 secondi dedicati all’argomento. Déjà vu?), Apple ha fatto sapere con una nota tecnica che entro la fine dell’anno BootCamp farà sfoggio del supporto a Windows 7 nelle versioni Home Premium, Professional e Business.
Il sistema previsto da Apple per semplificare l’installazione degli OS Microsoft sui Mac con processore Intel sarà presto aggiornato, e comprenderà un nuovo set di driver specifici. Tuttavia, la procedura non è supportata allo stesso modo su tutti i Mac Intel. Restano esclusi:
Ovviamente, l’assenza di ufficialità non implica l’effettiva impossibilità di procedere con l’installazione. Tant’è che già adesso, infatti, un certo numero di utenti ha già installato Windows 7 su Mac senza grossi problemi. Se qualcuno volesse anticipare i tempi e cimentarsi nell’impresa, sul Web esistono già diverse guide, come questa, altrimenti, c’è sempre la cara, vecchia virtualizzazione.
[Via Engadget]

Il rapporto tra i neonati Windows 7 e Snow Leopard ha acceso una ribollente discussione tra gli utenti di mela|blog, ed ha aggiunto alla questione valide opinioni e preziosi link a riguardo su cui si potrebbe spendere qualche altra parola. In particolare, uno fa riferimento a dei test comparativi condotti da CNet sui due Sistemi Operativi, ed il risultato non lascia adito a dubbi: sul MacBook Pro di riferimento, Snow Leopard straccia Windows 7, con qualche osservazione.
Prima di andare oltre, è bene sollevare un paio di questioni. I test sono stati condotti su macchine Apple, con driver Apple e applicazioni per lo più sviluppate da Apple, senza contare che sui due Sistemi Operativi erano installate due versioni differenti di QuickTime; è chiaro quindi che, in condizioni del genere, Snow Leopard possa contare su un’ottimizzazione irraggiungibile per la controparte, e semmai ci si sarebbe meravigliati di avere risultati opposti. Tuttavia, resta il dato di fatto: sulla macchina e col software di test (iTunes 9, QuickTime, Call of Duty 4: Modern Warfare, e Cinebench R10) il leopardo delle nevi è più brillante, ha prestazioni migliori e garantisce tempi di boot decisamente più rapidi.
Una conversione video con QuickTime X su OS X è stata portata a termine in 444.3, mentre in Windows 7 con QuickTime 7 (che è l’ultima versione disponibile) ha impiegato 723 secondi. La conversione audio ad MP3 ad AAC, invece, ha richiesto 149,9 secondi sotto OS X e 162 sotto Windows. Anche dal punto di vista del controllo energetico e della gestione della batteria, Apple batte Redmond, ma anche - e soprattutto - in questo caso vale quanto già detto prima: ci saremmo meravigliati del contrario, semmai.
Continua a leggere: Snow Leopard batte Windows 7 nei test di velocità

La poderosa macchina da guerra da marketing di Cupertino sta preparandosi per un’altra battaglia sui campi di Redmond. Ora che Windows 7 è in dirittura d’arrivo, Apple affila le unghie al leopardo delle nevi per contenere l’impatto del nuovo Sistema Operativo Microsoft, e fare delle sue pecche il cavallo di battaglia della mela.
Secondo Philip W. Schiller non ci sono dubbi, il lancio della nuova generazione di Windows rappresenta un’opportunità irrinunciabile per fare proseliti, e alcuni dei leitmotive della campagna pubblicitaria che secondo gli analisti è in arrivo riguardano principalmente i virus, l’assenza di programmi preinstallati (come iLife) e le complessità a cui gli utenti verranno sottoposti. Un esempio è l’aggiornamento da Windows XP a Windows 7, per cui è necessario eseguire il backup di tutti i propri dati su un drive esterno, formattare il PC, procedere all’installazione del nuovo Sistema Operativo e infine alla reinstallazione di tutti i programmi, ammesso che gli utenti abbiano ancora i cd ed esistano versioni aggiornate di questi ultimi. E Schiller scherza: “perché dover subire tutto questo, quando si farebbe prima a comprare Mac?”
Microsoft d’altro canto minimizza, affermando che comunque la maggior parte degli utenti non migrerà personalmente, ma piuttosto acquisterà nuovo hardware con preinstallato Windows 7. Il che, anche se probabilmente vero, non fa onore a Microsoft e al suo Sistema Operativo che di recente non ha certamente entusiasmato i cuori: “non sapete aggiornare il computer? Cambiatelo” non è uno slogan vincente, soprattutto in tempi di crisi.
Va da sé che difficilmente Windows 7 sarà inviso agli utenti al pari di Vista, anche perché non verranno commessi gli stessi grossolani errori che ne hanno sfregiato la reputazione, ma Apple si dice tranquilla del fatto suo:
Continua a leggere: Windows 7? Apple affila gli artigli a Snow Leopard