
In un’intervista per il New York Times Joe Belfiore, software engeener per Microsoft e vicepresidente del progetto Windows Phone, ha ammesso che l’esplosione dell’iPhone sul mercato è stata la scintilla che ha convinto i vertici di Redmond a sviluppare la risposta commerciale al prodotto di Apple.
L’impresa è stata tutt’altro che semplice: Microsoft era reduce da insuccessi clamorosi come Zune e un sistema operativo Windows Mobile che non ha mai convinto. In ogni caso, Windows Phone partiva molto svantaggiato rispetto alla concorrenza, sembrava “nato vecchio”.
Microsoft ora si trova nella difficile posizione di dover per forza rincorrere, con iOS e Android che dominano il mercato, RIM in pesante crisi e un accordo con Nokia per presentare il nuovo NOkia Ace al CES di quest’anno. Vedremo se Ballmer riuscirà a proporre con successo un prodotto che non dispiace affatto, dotato di un’interfaccia distante dai concorrenti ma accattivante e “nuova”.
Via | AppleInsider
Photo | Flickr

Microsoft in un post sul blog ufficiale ha annunciato, nella persona del presidente della divisione Windows Steven Sinofsky, che il nuovo sistema operativo sarà distribuito online tramite download di un applicazione che si occuperà di installarlo sulla macchina prescelta. Un procedimento semplice e senza intoppi analogo all’installazione di OS X Lion tramite il Mac App Store tuttavia è un lontano miraggio, dopotutto si parla di Windows che non ha mai abituato i propri utenti a procedure semplificate.
L’utente sarà libero di scegliere il livello di installazione da eseguire sul computer a seconda della destinazione domestica o professionale. Ciò significa che ognuno potrà “comodamente” andare nel dettaglio utilizzando l’apposito Windows Assessment and Deployment Kit reso disponibile a tutti gli iscritti al MSDN. Ma niente paura, Microsoft assicura che una clean install di Windows 8 durerà circa 21 minuti.
Microsoft tenta di percorrere la strada affrontata con successo da OS X Lion pur essendo sprovvista di un sistema centralizzato presente su tutti i computer come ha fatto Apple, che negli ultimi update di Snow Leopard aveva già introdotto lo Store. L’installazione di Windows 8 sarà una delusione che costringerà gli utenti ad acquistare il tradizionale DVD?
Per ragioni di sicurezza, Apple ha aggiornato QuickTime alla versione 7.7 su Mac OS X Leopard (v.10.5) e Windows (XP SP2 e successivi), risolvendo 13 problemi di sicurezza. L’aggiornamento non disponibile per i Mac con OS X 10.6 o successivi, dal momento che quei bug risultano essere già risolti. Apple consiglia di eseguire l’aggiornamento a tutti gli utenti QuickTime sia su Windows che su Mac OS X Leopard.
La nota tecnica illustra che l’aggiornamento a QuickTime 7 (a partire da QuickTime 6) disabiliterà QuickTime Pro se presente. Per riottenere tale funzionalità sarà necessario acquistare il codice di registrazione di QuickTime 7 Pro per Mac o Windows dallo Store online di Apple.
I bug riguardano la riproduzione di particolari contenuti multimediali che causavano il riempimento istantaneo del buffer con errori di overflow e conseguentemente il crash dell’applicazione, saturazione della memoria e il rischio di esecuzione di codice malevolo.
La nuova versione è disponibile tramite il pannello Aggiornamento Software o la pagina web Aggiornamenti di Sicurezza di Apple. L’aggiornamento per Leopard ha una dimensione di 68,85MB, mentre quella per Windows di 37,15MB. L’aggiornamento è consigliato anche agli utenti Leopard Server.
[Via MacNN]

Boot Camp, l’utility di Mac OS X che consente di installare Windows sui Mac in una partizione separata, ora richiede il più recente sistema operativo di Redmond. Il requisito è scritto a chiare lettere all’intero della documentazione ufficiale del software rilasciata lunedì scorso.
Tutte le nuove installazioni di Mac OS X 10.7, alias Lion, saranno equipaggiate con Boot Camp 4 che consentirà l’installazione solo di Windows 7. Le più vecchie versioni, Vista e Windows XP ad esempio, non funzioneranno.
Secondo Apple, Boot Camp 4 richiede: “Un disco autentico, singolo, completo, in versione da 32bit o 64bit di Microsoft Windows 7 Home Premium, Professional oppure Ultimate.”
Per tutti gli utenti che stanno aggiornando a Lion ed hanno già partizioni non-Mac è possibile mantenere Boot Camp 3 e quindi la possibilità di mantenere Vista o Windows XP. A questi utenti non verrà installata la nuova versione di Boot Camp.

Il grafico che vedete qui sopra è piuttosto eloquente, le vendite dei PC con sistema operativo Windows destinate al mercato consumer nell’ultimo anno sono crollate.
Nemmeno il tanto discusso Windows Vista era riuscito a interrompere il continuo incremento di vendita dei PC, registrando ad ogni trimestre valori sempre molto positivi nonostante la crisi economica.
Nell’ultimo anno qualcosa è cambiato, per quattro trimestri consecutivi le vendite di PC equipaggiati con il sistema operativo Microsoft sono crollate fino a segnare per la prima volta un valore negativo nell’ultimo trimestre.
Molte possono essere le cause di questa debacle, ma viene spontaneo notare come questo brusco declino sia cominciato proprio all’indomani della commercializzazione dell’iPad. D’altra parte Apple ha scalato la classifica dei produttori di computer proprio grazie alle decine di milioni di iPad venduti e se vogliamo questa è un’ulteriore prova empirica che iOS è il vero Windows killer.
[via businessinsider]

Secondo le stime di Charlie Wolf, analista per Needham, cresce a ritmi frenetici la popolarità del Mac soprattutto nel mondo corporate, di solito più stabile e meno prono ai cambiamenti. Una crescita significativa, soprattutto perché avviene alle spese di Windows.
Nel comparto business, le consegne di computer Apple sono salite del 66% nel primo trimestre fiscale del 2011, mentre l’intero mercato PC non superava il +4,5%. Ciò significa, in altre parole, che il 3% dei computer corporate ora ha una mela sopra: un valore che non riscontravamo addirittura dal 1997.
E a quanto pare, la crescita è più marcata nei business molto piccoli e molto grandi, segmenti in cui Apple segna rispettivamente un +94,7% e un +80,4%. Ma risultati eccellenti sono stati registrati anche negli enti governativi, in cui Cupertino ha fatto un balzo di +155,6% laddove il resto del mercato arriva ad appena un più 2,3%. E curiosamente, è calma piatta nel mercato educational: lì il Mac segna appena un +1% mentre i competitor in blocco perdevano quote pari al 6,5%. In altre parole, si tratta di un buon posizionamento visto l’andamento generale.
Un risultato che si spiega in buona parte col triplo effetto halo derivante dal successo di iPhone, iPod e soprattutto iPad, e che nel tempo è stato ulteriormente corroborato dagli sforzi nel retail compiuti con gli Apple Store. In generale, comunque, ci sono buone notizie anche nel mercato home, che poi è il core business di Apple, con un +21,6% rispetto al -4,4% del resto dell’industria. E mentre negli USA, in Europa e Giappone le consegne di PC Windows si sono inabissate del 10% fino al -20%, Apple ha segnato una crescita di almeno 8 punti percentuali, proprio mentre portava a casa un incredibile +70% nei mercati asiatici.

Mac OS X non ha mai impensierito più di tanto la leadership di Windows nella diffusione dei sistemi operativi desktop, anche se ultimamente sta recuperando piccole quote di mercato, grazie al successo riscosso dai Mac, gli unici computer che possono ufficialmente adottarlo.
La gamma ridotta ed i prezzi elevati dei Mac non possono certo impensierire più di tanto la sterminata offerta di PC equipaggiati con Windows, sebbene OS X abbia degli innegabili vantaggi rispetto al sistema operativo di Microsoft.
Tuttavia entrambi i sistemi operativi derivano dalla stessa concezione, basata su finestre, cartelle e mouse per interagire con l’interfaccia grafica, ma anche service pack ed aggiornamenti automatici.

Secondo un’indiscrezione riportata dal Wall Stret Journal, Microsoft si accingerebbe a presentare nel corso del prossimo CES di Las Vegas una nuova versione di Windows espressamente dedicata ai dispositivi dotati di processore ARM.
Non si tratterebbe, come già avviene da tempo con Windows CE, di una versione destinata a palmari e smartphone basati sull’architettura ARM, ma di una completa versione di Windows compilata ed ottimizzata per funzionare su dispositivi che abbiano almeno uno schermo abbastanza grande da permettere di utilizzare le tradizionali applicazioni scritte per il sistema operativo di Redmond.
Visto il successo dell’iPad e dei tablet basati su Android, che grazie all’adozione dell’architettura ARM vantano un’autonomia maggiore rispetto ai dispositivi basati sulla classica architettura Intel, è molto probabile che questa versione di Windows sia stata pensata per i tablet che Microsoft si appresta a rilanciare proprio in occasione del CES.
Qualcuno mormora già che il nuovo sistema operativo di Microsoft dedicato ai tablet possa chiamarsi Windows 8 Lite.
[via engadget]

A volte anche agli utenti Mac servono applicazioni Windows. In questi casi, il passaggio di Apple ai processori Intel è stato una manna dal cielo, perché ci ha dato la possibilità di utilizzare applicazioni Windows su Mac senza troppi problemi.
Leopard e Snow Leopard integrano già Boot Camp, un sistema che ci consente di installare Windows sui Mac. Ad ogni avvio potremo decidere se utilizzare Windows oppure OS X. Per chi invece vuole utilizzare software Windows e software OS X contemporaneamente, ci sono applicazioni che ci consentono di emulare una macchina Windows dentro OS X, portando ormai a un’integrazione totale tra i due sistemi.
Tra questi software, le soluzioni commerciali più interessanti sono Parallels Desktop e VMware Fusion. Ma quale delle due funziona meglio? La rivista cartacea MacTech si è impegnata in un’analisi delle performance delle due soluzioni, pubblicandone i dati parziali su Internet. In particolare la rivista ha effettuato migliaia di operazioni con i due software di virtualizzazione, misurandone sempre i tempi. Le versioni confrontate sono VMware Fusion 3.1.1 e Parallels Desktop 6.0.11828.615184.
Dalle loro analisi sembra che le performance di Parallels siano sempre superiori a quelle di VMWare Fusion. Parallels sembra vincere, in particolare, quando abbiamo a che fare con il rendering grafico tridimensionale. Sono stati effettuati moltissimi test sulle performance e Parallels ha vinto il 60% delle sfide con performance superiori al 10%, e un altro 23% con performance di poco superiori alla concorrenza.
Continua a leggere: Meglio Parallels Desktop o VMware Fusion?

Il grafico qui sopra è abbastanza eloquente. L’ultima rilevazione dell’indice di soddisfazione dei clienti americani mostra che i computer Apple hanno raggiunto un nuovo record toccando quota 86 su una scala da 1 a 100, con un’incremento di 2 punti rispetto all’anno precedente.
Da notare che dopo la debacle di Windows Vista i clienti americani si sono dichiarati più soddisfatti dei pc equipaggiati con Windows 7, globalmente passati da 74 a 77 punti.
Curiosamente l’indice di soddisfazione dei computer prodotti singolarmente da Dell, Acer, HP, Toshiba e Sony si attesta sempre sui 77 punti, segno che a fare la differenza è proprio il sistema operativo.
L’indice ACSI è stato istituito dall’università del Michigan e si basa sulle rilevazioni effettuate presso 225 aziende che operano in 45 diversi settori e presso alcune agenzie governative.
[via appleinsider]

Agli annunci in pompa magna sono seguiti i fatti e così Haptic, il tablet prodotto da Axon Logic in grado di far girare Windows, Linux e Mac OS X, è diventato realtà. Ma non ditelo in giro.
E’ curioso l’approccio adottato dal produttore di questo versatile e massiccio dispositivo. Se da una parte infatti si fa pregio della compatibilità con i tre principali Sistemi Operativi compresi tutti i derivati di Darwin (quindi PureDarwin e gli OS Apple), dall’altra scoraggia formalmente l’installazione di Snow Leopard in quanto viola i termini di licenza di Cupertino. Nel dire questo, però, produce anche dei tool Open Source che semplificano l’installazione di quest’ultimo. Secondo Axon Logic:
Per di più, sono stati usati soltanto componenti di alta qualità, specificatamente scelti per la compatibilità con Darwin. Ciò ci dà la possibilità di far girare, assieme a Windows e Linux, qualunque OS Darwin. Darwin e tutti i componenti necessari come il mach_kernel ed i kexts sono presenti su di una partizione EFI, così da rendere estremamente semplice l’installazione della tua distribuzione XNU/Darwin OS. Inserisci semplicemente il disco e segui le istruzioni.
Per quanto concerne le caratteristiche tecniche, parliamo di un tablet touchscreen da 10″ con risoluzione di 1024×600, CPU Atom da 1,6GHz, 2GB di RAM e una batteria da 3.000 mAh. La connettività è garantita da diverse porte USB, uno slot 3G, 320 GB di hard disk, una porta VGA e una Ethernet; dal punto di vista del multimedia, invece, sono presenti jack e speaker integrati, oltre che una webcam.

Ogni volta che scaricate una nuova applicazione da internet e provate a lanciarla per la prima volta, OS X vi chiede conferma. Questa richiesta, oltre a ricordare Windows, nella maggior parte dei casi può essere un tantino noiosa. Specialmente quando il flusso di lavoro è molto intenso e l’ultima cosa che si desidera è accettare le autorizzazioni.
Se desiderate porre fine alle vostre sofferenze, è possibile rimediare utilizzando una piccola istruzione da linea di comando. Aprite l’applicazione Terminale e digitate la seguente istruzione:
defaults write com.apple.LaunchServices LSQuarantine -bool NO
Così facendo non vi verrà più richiesta conferma al primo avvio di applicazioni scaricate dalla rete. Se, al contrario, volete ripristinare il messaggio, sempre da Terminale, digitate:
defaults write com.apple.LaunchServices LSQuarantine -bool YES