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Tutti gli articoli con tag wall street journal

National Public Radio e The Wall Street Journal creano pagine web senza Flash in vista dell'iPad

pubblicato da Ruthven

National Public Radio

Sappiamo bene di quanto la casa di Cupertino veda male Adobe Flash Player. Il mondo del Web si sta adeguando e sia National Public Radio che The Wall Street Journal hanno annunciato che adatteranno parte dei loro siti all’iPad, rimuovendo contenuti Flash. Gli utenti si troveranno quindi davanti una pagina principale diretta alle peculiarità dell’iPad, senza Flash, ma addentrandosi ulteriormente nel sito potrebbero apparire pagine non ancora ristrutturate.

La notizia arriva poco dopo che Virgin America venisse incontro agli utenti iPhone, rimuovendo i contenuti Flash dal proprio sito. Ma il Wall Street Journal e NPR stanno anche creando entrambi una app specifica per iPad, il che evidenzia un’attenzione particolare delle due compagnie verso il nuovo prodotto di Apple.

Kinsey Wilson, direttore della divisione di media digitali di NPR, descrive la futura esperienza multimediale come “molto mirata”, diretta a mostrare specifici risultati della ricerca. Wilson segna così una demarcazione tra i mezzi di visualizzazione per i media: da un lato la TV e dall’altro computer e quant’altro permetta di interagire in modo specifico con le notizie.

[Via AppleInsider]

Con l'iPhone si fa di tutto tranne che telefonare

pubblicato da Antonio Cavestro

Applicazioni per iPhone

Secondo un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, l’applicazione meno usata sull’iPhone sarebbe “Telefono”, proprio l’app che consente di chiamare numeri fissi e cellulari tramite il proprio carrier.

Alcuni potrebbero pensare che ciò sia molto bizzarro: un telefono dovrebbe essere usato principalmente per fare chiamate, per comunicare e restare in contatto con gli altri, eppure con l’iPhone si fa di tutto tranne che telefonare. Piuttosto, sempre secondo il WSJ, gli utenti mandano sms, aggiornano il proprio profilo su Facebook, ascoltano musica oppure si divertono con i tanti giochi per iPhone scaricabili da App Store.

Probabilmente è vero, ma la cosa non mi sorprende più di tanto. Ormai, e la questione non riguarda solo l’iPhone, gli smartphone odierni sono pieni di applicazioni e funzionalità totalmente estranee a quello che dovrebbe essere l’utilizzo principale di tale apparecchio: telefonare. Come si può pretendere che la gente li usi soltanto per chiamare quando li può utilizzare anche per giocare, ascoltare musica, fare foto, navigare su internet e molto altro ancora? Dopotutto, per comunicare con gli altri basta un sms o una mail, no?

Insomma, l’articolo del Wall Street Journal deve farci sicuramente riflettere, ma a me la cosa sembra piuttosto scontata in partenza. Voi che ne pensate? Qual’è l’applicazione che usate di più e quante volte utilizzate invece l’applicazione “Telefono”?

Steve Jobs al WSJ: "Adobe Flash è una tecnologia morta"

pubblicato da aWilito


In un recente viaggio a New York per illustrare le meraviglie di iPad agli editori, Steve Jobs in persona avrebbe grossomodo affermato davanti ai giornalisti del Wall Street Journal che Adobe Flash è una tecnologia vecchia e già sepolta. E meno male che ad Adobe sono pronti ad accettare le critiche, perché queste sono veramente pesanti.

La questione è sempre la stessa. Interrogato sull’assenza di Flash su iPhone e gli altri prodotti mobili della mela, Jobs avrebbe replicato “no, non sprechiamo tante energie per una tecnologia vecchia”. Secondo le fonti, i commenti fatti ricordano parecchio quelli già sentiti di recente al meeting con gli impiegati.

L’impressione di Jobs è queste polemiche somiglino terribilmente a quelle scatenate nel corso del tempo per l’abbandono del floppy, delle vecchie porte dati come FireWire 400 (su questa qualche remora ce l’avremmo ancora) e dei CD, ora rimpiazzati dai download digitali. Secondo l’iCEO, Flash sarebbe un “succhia-CPU” pieno di bug in grado di rendere instabile qualunque Mac, e come tale va gettato nel cestino delle tecnologie obsolete.

Se l’iPad dovesse supportare Flash, avrebbe affermato, la sua batteria durerebbe 1 ora e mezza invece di 10. E poi, ha aggiunto, H. 264 è una tecnologia economica, efficiente e compatibile anche con il Flash Player, quindi decisamente la strada da seguire. Il che, probabilmente, è vero. Peccato abbia dimenticato di aggiungere anche che H. 264 è un codec proprietario, protetto da brevetto e con dei costi di licenza che al momento sono piuttosto esigui, ma che potrebbero ricevere sensibili ritoccatine anche senza preavviso. Nessuno sano di mente si butterebbe a capofitto su una tecnologia che non ha costi di licenza certi e questa, in buona sostanza, è una delle ragioni per cui HTML5 è ancora a metà strada per poter rimpiazzare efficacemente le tecnologie Adobe.

Steve Jobs vola a New York per mostrare l'iPad ai colossi della carta stampata

pubblicato da Antonio Cavestro

Steve Jobs che presenta l'iPad

Recentemente Steve Jobs ha cenato nella Grande Mela con 50 dirigenti dei due colossi della carta stampata newyorchese, New York Times e Wall Street Journal, per mostrare loro le meraviglie dell’iPad, l’ultimo gioiellino tecnologico sfornato da Apple.

L’idea di strappare un contratto per distribuire versioni digitali dei due quotidiani tramite iBooks fa gola a Jobs, perché così segnerebbe un altro punto a favore dell’iPad nella sfida contro il kindle di Amazon.

Inoltre, un accordo farebbe comodo anche al WSJ ed al NYT, che cercano da tempo un modo per ridurre le perdite generate a causa della crisi economica manifestatasi in questi ultimi mesi.

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WSJ: il Tablet è un dispositivo multimediale condiviso

pubblicato da aWilito


Nuove indiscrezioni, tanto per cambiare, sul Tablet Apple, ma riportate dall’attendibile Wall Street Journal. Secondo il quotidiano, Steve Jobs è convinto di poter profondamente ridisegnare e rivoluzionare il mercato della stampa e della televisione in un modo non troppo differente da quanto ha saputo fare con iPod e la musica. Il Tablet-iSlate-iPad che verrà sarà un un dispositivo multimediale condiviso in un ambiente familiare.

Gli scopi del tablet erano piuttosto chiari sin dai primi rumors: ipotizzato come una via di mezzo tra uno smartphone ed un potatile, il dispositivo dovrebbe essere in grado di visualizzare quotidiani, riviste, giochi, libri, video e musica. Ben più misterioso è però il target a cui Apple intenderebbe rivolgersi. Secondo le indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal, Cupertino ha progettato il gingillo in modo che sia facilmente condivisibile in ambienti come una famiglia:


Sono state impiegate significative risorse nel design e nella programmazione del dispositivo così che condividerlo sia il più intuitivo possibile.

A questo scopo, ad esempio, sono stati inclusi dei post-it virtuali che possono essere lasciati sullo schermo per gli altri utenti, ed una webcam integrata è in grado di riconoscere automaticamente l’utente che sta usando il tablet. Il tutto, ovviamente, incentrato sui servizi e contenuti ad hoc provenienti dagli accordi con il New York Times, con Condé Nast Publications, HarperCollins, CBS, Walt Disney e così via.

Infine, le altre indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal descrivono con qualche dettaglio e un filo di coerenza in più informazioni sommarie già lette altrove:

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WSJ: Abbonamenti TV su iTunes con Disney e CBS. Tablet a Marzo

pubblicato da aWilito


Stando ad un articolo del Wall Street Journal, non soltanto Apple starebbe approntando un servizio di abbonamento TV che faccia concorrenza a quelli canonici e via cavo, ma Disney e CBS sarebbero già in lizza come fornitori di contenuti. E tra possibili piani tariffari e date stimate, ci scappa pure il Tablet.

Più che stringere accordi con i network televisivi (cioè con la distribuzione tradizionale), Apple sembra voler scavalcare gli intermediari e rivolgersi direttamente a chi, i contenuti, li crea. E per convincerli, Cupertino offre un tot ad abbonato che supera ogni più rosea tradizione nel settore:


In almeno alcune delle proposte, affermano i ben informati, a network televisivi come CBS o ABC Apple pagherebbe qualcosa tra i 2$ e i 4$ al mese per abbonato, mentre alle semplici tv via cavo, da 1$ a 2$ al mese per abbonato. Tali cifre sono in qualche caso molto più alte di quanto ricevano le media company dai distributori tradizionali. Una versione iniziale della proposta ventilava la possibilità di vendere l’accesso a show privi di pubblicità, scelti da una rosa di network televisivi e via cavo - il “fior fiore della televisione” - con un prezzo stimato per il consumatore di circa 30$.

Se le cose andranno come Apple auspica, il servizio potrebbe essere già pronto entro il 2010, anche se molto di un eventuale successo ovviamente dipenderà dal numero delle media company coinvolte. Tali piani, comunque, sembrano sposarsi a meraviglia con il famigerato Slate aka iTablet, che ultimamente spunta praticamente nella metà dei rumors sulla mela:

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Sviluppatori iPhone: sempre più applicazioni business

pubblicato da aWilito


Stando ad alcune recenti ricerche riportate dal Wall Street Journal, gli sviluppatori iPhone starebbero concentrandosi sempre più su applicazioni di tipo business, tanto a pagamento che gratuite. Termina un’epoca fatta principalmente di giochini a 0,99€, di trovaristoranti e di tutta quella montagna di software destinata all’utente comune.

Secondo Shiv Bakhshi, analista presso la società di ricerca e consulenza Mobile Perspectives, lo sviluppo software su piattaforma iPhone ed iPod touch sta spostando lentamente il proprio fulcro dai giochi e dall’intrattenimento all’ufficio in mobilità. Il motivo è che iPhone attrae sempre di più gli impiegati delle piccole società, soprattutto quelle con meno di 99 dipendenti, ma ha scarso ascendente su quelle più grandi, dove i cauti dipartimenti IT impongono restrizioni pesanti sul software e l’hardware che è possibile usare. Curiosamente invece, affermano alla Nielsen, le società molto grandi (con più di 10.000 dipendenti) sono più prone a sperimentare l’iPhone nella propria infrastruttura, principalmente perché hanno più risorse a propria disposizione.

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